Il Fatto di domani. Limiti a tutti i cortei con la scusa di Forza Nuova. E Draghi sullo scioglimento fa melina. Il Green pass mette a rischio logistica e trasporti

12 Ottobre 2021

GREEN PASS IN AZIENDA: NO TAMPONI GRATIS, MA PAURA PER IL BLOCCO DELLA LOGISTICA. Draghi ha firmato il Dpcm sull’obbligo di green pass al lavoro a partire dal 15 ottobre, con le linee guida su controlli e sanzioni. Nel decreto c’è l’annuncio di un portale per facilitare i controlli da parte dei datori di lavoro. Ma non sarà pronta in tempo. Qui tutte le regole. Chi non si recherà al lavoro per assenza di certificato verde avrà lo stipendio sospeso, chi sarà trovato al lavoro senza pass rischia una sanzione tra 600 a 1.500 euro. Insomma, almeno sulla carta, il governo tira dritto e, archiviata qualunque ipotesi di ritardare l’arrivo dell’obbligo, adesso l’attenzione della politica si è spostata sui tamponi. Stando alle stime saranno più di un milione i tamponi da effettuare ogni giorno, una mole che al momento sembra ingestibile dalle strutture sanitarie e dalle farmacie. C’è la richiesta di rendere gratuiti i tamponi per i non vaccinati. Lo avevano chiesto Lega e Fratelli d’Italia, ora lo propone anche Beppe Grillo. Che con un post sul blog fa un appello a “pacificare” il dibattito e calcola che i no vax italiani sono pochi, giudicando più opportuno spuntare le loro armi polemiche facendosi carico delle spese. Non si può fare, ha risposto il ministro del Lavoro Andrea Orlando, perché l’obiettivo è incentivare la vaccinazione. Però intanto il Viminale invia ai prefetti una nota sul settore della logistica: chiedono alle imprese portuali di valutare di offrire tamponi gratis ai dipendenti, per evitare blocchi. A proposito di costi, sul Fatto di domani vedremo chi guadagna dai test.

CON LA SCUSA DI FORZA NUOVA SI VOGLIONO LIMITARE I CORTEI. E DRAGHI FA MELINA. Dopo l’arresto di Roberto Fiore e Giuliano Castellino e altre dieci persone, altri quattro sono finiti indagati per un post-manifesto pubblicato sul sito di Forza Nuova, peraltro oscurato, che incitava a proseguire le proteste (l’ipotesi è istigazione a delinquere). Dal ministero dell’Interno arrivano segnali da linea dura, con diversi giorni di ritardo, però. Un comitato per l’ordine e la sicurezza, previsto mercoledì, discuterà di una stretta generale sulle manifestazioni (quindi anche quella di sabato indetto dalla Cgil). La ministra Lamorgese riferirà in Parlamento sui fatti di sabato tra una settimana, il 19 ottobre. A Milano sono arrivate alcune condanne per i disordini del 2 ottobre. Il 20 sarà in aula la mozione del Pd, appoggiata anche dai 5 Stelle, sullo scioglimento del partito di Fiore. Sembrava che addirittura fosse d’accordo Fabio Rampelli di FdI, che poi però è stato “smentito” dal suo partito. Roberto Giachetti di Italia Viva invece pensa che sciogliere Forza Nuova per decreto sia “più un atto di debolezza che di forza dello Stato”. Sul giornale di domani ospitiamo i pareri di Franco Berardi “Bifo” e Giovanni Valentini. Parlando al G20 sull’Afghanistan, Draghi ha confermato che la questione è stata portata alla sua attenzione, ma dice che ci sta pensando e ha fatto capire che aspetta le conclusioni dei magistrati prima di fare qualunque cosa.

ROMA, L’ALTRO TEST GIALLOROSA: NON CREARE SPACCATURE TRA CONTE E RAGGI. I risultati delle amministrative siciliane, e in parte anche quelle della Sardegna, hanno confermato il dato politico dell’alleanza giallorosa: il Movimento va forte in tutti i comuni, ma quando è alleato del Pd vince più nettamente (poi ci sono comuni in cui i dem preferiscono andare con Forza Italia, come vedremo). Manca poco al test principale dei ballottaggi nelle grandi città. In una in particolare, la Capitale, sarà un test doppio, perché vedrà come si comporteranno gli elettori 5S dopo che la loro candidata ha scelto di restare neutrale e non dare indicazioni di voto. Raggi ha riunito alcuni eletti del Movimento, ma ha chiarito che non si tratta dell’atto fondativo di una corrente. Giuseppe Conte invece è molto più convinto nel sostegno a Gualtieri. A proposito, Michetti ha detto che sabato andrà alla manifestazione della Cgil, mentre la destra si chiede se l’assalto di Forza Nuova avrà ripercussioni sui ballottaggi.

IL G20 DELL’OVVIO RISCOPRE L’ONU (SENZA I LEADER DI RUSSIA E CINA). Ricordate quando sui giornali mainstream italiani leggevamo di Draghi che “scuote l’Europa”, che “porta al tavolo Cina e Russia”? Bene, al G20 straordinario sull’Afghanistan, che arriva peraltro a due mesi dalla presa di Kabul, di Putin e Xi Jinping e di quello cinese non c’è traccia. E neanche di una posizione unitaria da tenere sul rapporto con i talebani. Il premier italiano ha detto di considerare comunque il vertice “un successo”, perché sarebbe la prima risposta multilaterale. Risposta che consiste nel riconoscere che esiste l’Onu e che dovrebbe avere più peso. Che novità.


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Covid, i dati dei contagi di oggi.

Per il giudice Gianetti non è Gkn. Il Tribunale ha respinto il ricorso dei sindacati e giudicato legittimo il licenziamento di 152 dipendenti via mail.

Caino e Abele. A partire dal caso Filo della Torre, Piercamillo Davigo commenta il trattamento penale dei reati di omicidio.

Mistero buffo. Un ritratto di Dario Fo, a 5 anni dalla morte, del nostro Nanni Delbecchi.

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