Si mette male per Eni la procedura aperta all’Antitrust per pubblicità ingannevole. La fase istruttoria, che equivale a quella delle indagini in campo penale, ha trovato conferme alle denunce presentate a febbraio dal Movimento difesa del cittadino, Legambiente ed European federation of transportation and environment: la pubblicità del carburante Eni Diesel+ conteneva messaggi “suscettibili di […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

Domini, così Google vuole blindare il controllo della Rete

prev
Articolo Successivo

La politica tuteli davvero l’autonomia della ricerca

next