Per la versione moderna della Via della Seta voluta da Pechino, Roma sembrava rappresentare la porta d’accesso perfetta al cuore dell’Europa. Paese fondatore dell’Unione europea, membro della Nato, terza maggiore economia dell’Eurozona, membro del G7: il 23 marzo 2019 l’Italia firmava il memorandum d’intesa del progetto cinese della Belt and Road Initiative (Bri) lanciato nel […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 10,99€ / mese*
*fino al 30 Settembre 2021

Articolo Precedente

Il valore della coerenza per il prossimo Sanremo si va verso l’ama-ter

prev
Articolo Successivo

“Terre rare”, la crociata Ue non potrà aggirare Pechino

next