Gentile Presidente, sono un idiota (dal greco idiotes, “privato cittadino”), un soldato semplice che dopo un cambio repentino dello Stato Maggiore si trova spaesato nel suo dovere quotidiano. Anche un po’ sfiduciato, Le dirò. Non mi tacci di dar voce ai borborigmi di inconcludenti sinistrami: non sono iscritto a nessun partito, amo le cose concrete. […]

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