Nuovo dietrofront sull’uso del contante. Dal 1° luglio la soglia massima per pagare, ricevere e trasferire denaro cash torna da 2.999,99 a 1.999,99 euro, lo stesso valore che aveva prima dell’intervento del governo Renzi nel 2016. Non saranno ammessi neppure prestiti o regali tra i familiari. Stipendi, salari, collaborazioni e onorari vanno sempre versati attraverso canali tracciabili. Diverso il discorso per i versamenti e i prelievi fatti sul proprio conto corrente: non essendoci trasferimento di denaro nei confronti di un altro soggetto, non ci sono divieti. Il limite a 2 mila euro resterà valido per un anno e mezzo: dal 1° gennaio 2022 scenderà a 999,99 euro come nel 2011. Un continuo rimpallo politico che dal 2002 ha visto per ben nove volte modificare i tetti dei pagamenti in contanti.

Lo scontro è sempre lo stesso: da un lato svettano Forza Italia e Italia Viva di Renzi secondo i quali meno contante non equivale a meno evasione visto che la gran parte del nero avviene attraverso mezzi molto più sofisticati; dall’altro, invece, ci sono i sostenitori della riduzione della circolazione del cash per frenare l’evasione fiscale, come nel caso del governo giallorosa. Una nuova limitazione che per altri, però, rappresenta anche un incentivo alla concorrenza sleale per tutti gli onesti che emettono fattura, risultando così penalizzati da quelli che per evadere si fanno pagare in contanti, proponendo uno sconto sul prezzo. Del resto, è cronaca nota a tutti che l’Italia si conferma uno dei Paesi europei con la minor percentuale di pagamenti “cashless”: solo il 14% del totale. Dato destinato, comunque, a salire visto che nei primi mesi dell’anno, complice la pandemia, gli italiani hanno fatto schizzare i pagamenti online attraverso l’uso di bancomat e carte di credito (rispettivamente aumentate del 10,5% e 17,3%). La nuova soglia è una novità che non ci si può permettere di sottovalutare: chi non rispetterà i nuovi limiti va, infatti, incontro a pesanti sanzioni da 2mila a 50mila euro se si usano somme in contanti superiori a 250mila.

Restano intanto su carta le due misure prevista dalla legge di Bilancio 2020 per incentivare i pagamenti elettronici: il fondo da 3 miliardi del bonus Befana è finito tra le risorse del decreto Rilancio, mentre la lotteria degli scontrini è stata rinviata al 2021.

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