Gli estasiati cantori della creatività italiana, anziché perdere tempo con il made in Italy, dovrebbero celebrare l’inventiva dispiegata dai burocrati del ministero delle Infrastrutture di fronte a qualsiasi cosa assomigli al cambiamento. Soprattutto se sono minacciate rendite di posizione capaci di trasformare i 200 dirigenti da servitori dello Stato a titolari di un potere privato. […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 14,99€ / mese

Articolo Precedente

Più che i librai la politica tuteli i lettori

prev
Articolo Successivo

Alitalia, ultimo tentativo di chiudere con Atlantia

next