Il Fatto di domani. Prescrizione, avanti tutta: le destre (e Iv) trovano la quadra sulla Ex Cirielli che salvò B. Migranti, Ue verso l’accordo: porta in faccia a Piantedosi

Di FQ Extra
29 Settembre 2023

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PRESCRIZIONE, LA DESTRA SEGNA UN PUNTO VERSO IL RITORNO ALL’EX CIRIELLI. Ritorno al futuro, ai tempi della prescrizione di berlusconiana memoria, quella della legge ex Cirielli del 2005 che salvò Berlusconi e Previti da alcuni processi. Lo ha raccontato Giacomo Salvini sul fattoquotidiano.it. Il centrodestra, aiutato anche da Italia Viva-Azione, ha approvato oggi in commissione Giustizia alla Camera, un testo base di riforma che prevede il ritorno a questa normativa, cancellando anche le disposizioni della legge Cartabia, che aveva introdotto il constestatissimo meccanismo dell’improcedibilità. In soldoni, resta abolita la riforma Bonafede che prevedeva il blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. La ex Cirielli individuava invece un termine per celebrare il processo pari alla pena massima del reato contestato. L’accordo è frutto di un’unione delle proposte presentate da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Azione, e nella trattativa è stato centrale il calendiano Enrico Costa. Contrari Pd, M5S e Verdi-Sinistra. Il testo sarà in aula dal 27 ottobre: potrebbe subire altre modifiche ma intanto la destra ha segnato un punto su un tema che le stava a cuore. Sul Fatto di domani vedremo quali saranno i prossimi passaggi.


MIGRANTI, A BRUXELLES L’UE NEGOZIA IL PATTO: PIANTEDOSI LASCIA IL TAVOLO. “Dobbiamo togliere ai demagoghi e ai populisti l’argomento che l’Europa non può risolvere il problema delle migrazioni”, le parole del vicepresidente della Commissione Europea Margaritis Schinas riassumono la situazione in Europa, con una serie di Paesi allineati su una linea che tende a lasciare le cose come sono e l’altra parte che frena. L’Italia è in questo secondo gruppo, ma in minoranza. Oggi alla riunione dei ministri degli Interni dell’Ue è risultato decisiva la retromarcia della Germania, che aveva dubbi ma alla fine ha scelto di appoggiare il testo proposto dalla Spagna garantendo la maggioranza qualificata. L’approvazione slitta, ma a conclusione del summit la Commissaria Ue agli Interni Ylva Johnasson ha detto che “nel giro di pochi giorni avremo un orientamento generale”. La soluzione spagnola e tedesca non cambia nulla nel trattato di Dublino e riconferma il meccanismo dei ricollocamenti: il governo italiano è scettico e avrebbe voluto più tempo, così si è accodato a Polonia e Ungheria, del tutto contrari. Tanto che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha lasciato prima il tavolo di Bruxelles. Nei motivi di frizione rientrava anche la questione delle ong, a cui Roma avrebbe messo troppi vincoli secondo i colleghi europei. Il tema è stato discusso anche in un bilaterale a Berlino tra il ministro degli Esteri Tajani e l’omologa tedesca Annalena Baerbock, per appianare le tensioni degli ultimi giorni. Baerbock ha confermato il sostegno tedesco alle organizzazioni che operano salvataggi in mare. Sul Fatto di domani oltre alla cronaca, leggerete un’intervista ad Andrea Crippa, vicesegretario della Lega che si è distinto per diverse “sparate” in stile salviniano, tra cui l’ultima sui tedeschi che sarebbero ancora nazisti perché vorrebbero invaderci con i migranti.


MANOVRA, DOVE TROVARE I SOLDI: I PARTITI ALLA PROVA DELLE PROPOSTE DEL FATTO. Il Fatto di oggi fa una proposta chiara: i soldi per fare una manovra più equa e più efficace ci sono, basta andare a cercarli tra i ricchi, i redditi alti, gli extraprofitti delle imprese, i bilanci militari. La lista della spesa “buona” si trova qui. Si tratta di idee in parte già note, tentate e osteggiate da grossa parte della politica, ma che hanno l’aria semplice: la patrimoniale, una tassa una tantum sui grandi patrimoni, la plastic e sugar tax (introdotte dal governo Conte 2 e sterilizzate per tre finanziarie di fila). Sul Fatto di domani vedremo cosa ne pensano i partiti di opposizione.


IL “CARRELLO TRICOLORE”, L’ULTIMO SPOT DI MELONI: PATTO COI SUPERMERCATI PER CALMIERARE I PREZZI. “Il trimestre anti-inflazione inizierà domenica con il carrello tricolore, il carrello della spesa che è quello che più colpisce le famiglie italiane”. Il ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso è radioso, dopo la firma del cosiddetto Patto salva-spesa. Si tratta di circa 14 mila negozi delle catene della Grande distribuzione organizzata che avrebbero dato la disponibilità a calmierare i prezzi di alcuni generi alimentari a loro discrezione per tre mesi. Aderiranno Federdistribuzione (con 10 mila aderenti), Confcommercio (con poco meno di 1000) e Confesercenti (circa 1000 imprese, per un totale di quasi 3 mila negozi). Radiosa anche Meloni, che oggi ha ecceduto in retorica sul “trimestre tricolore anti-inflazione”, ma che in realtà non sa come coprire la manovrina che si appresta a varare e dopo i flop delle precedenti iniziative per tenere a freno i prezzi. Si vedano i carburanti alle stelle, le bollette su cui si prevede un aumento di oltre il 18% sul trimestre, ossia centinaia di euro sul budget di fine anno. È la prima volta che l’energia rincara dall’anno scorso. E si veda anche l’iniziativa per abbassare le tariffe aeree che ha provocato tanto rumore per nulla. Sul Fatto di domani analizzeremo la misura e il suo impatto reale sui prezzi.


UCRAINA: IL FRONTE NON AVANZA MA MOSCA E KIEV SI IMBOTTISCONO DI ARMI. Sul fronte, tanto meno si avanza e tanto più si parla di armi. La Russia ha annunciato che aumenterà del 70% la sua spesa militare nel 2024. “Continuiamo l’operazione militare speciale (in Ucraina) e questo comporta alti costi”, ha detto il portavoce del Cremlino Peskov. Mentre il presidente Putin ha evocato di nuovo la potenza nucleare della Federazione come arma di deterrenza. Dall’altro lato, la Nato ha definito i contratti per l’approvvigionamento di munizioni per l’Ucraina: il totale è 2,4 miliardi di euro, un miliardo dei quali di ordini conclusi. Jens Stoltenberg, oggi a Kiev in visita al Presidente Volodymir Zelensky, ha ripetuto che la controffensiva sta andando bene, anche se ormai tutti riconoscono che il fronte non si muove. Sul Fatto di domani torneremo sullo stallo militare e sugli affari delle armi che ruotano attorno al conflitto in ucraino.


LE ALTRE NOTIZIE CHE TROVERETE

Strage Avellino, l’ex ad di Aspi Castellucci condannato a sei anni. La Corte di Appello di Napoli ha condannato a 6 anni l’ex ad di Aspi Giovanni Castellucci per la strage stradale avvenuta sull’A16 la sera del 28 luglio 2013, all’altezza di Monteforte Irpino, in provincia di Avellino, dove un bus precipitò dal viadotto Acqualonga provocando quaranta morti. Stessa pena anche per il dg dell’epoca Riccardo Mollo e per i dipendenti di Aspi Massimo Giulio Fornaci e Marco Perna In primo grado era stato assolto. La storia e i personaggi di questa vicenda sono raccontati in una puntata del podcast di Marco Grasso sul crollo del Ponte Morandi di Genova.

Spara nell’università, strage in Olanda. Alcune persone sono rimaste uccise in diverse sparatorie a Rotterdam. Lo ha reso noto la polizia olandese, secondo cui un 32enne è stato fermato. Secondo una prima ricostruzione l’uomo avrebbe aperto il fuoco in una casa in Heiman Dullaertplein, nel distretto di Delfshaven, per poi appiccare un incendio. Si sarebbe poi diretto nel campus del Centro medico Erasmus, a circa un chilometro di distanza, dove avrebbe iniziato a sparare in una delle aule. Infine è entrato nell’ospedale e anche lì ha appiccato un altro incendio. L’uomo aveva con sé una pistola e vestiva abiti militari.

Nagorno-Karabakh, i separatisti si arrendono. Il presidente dell’autoproclamata repubblica separatista, eletto lo scorso 10 settembre, ha firmato un decreto per lo scioglimento della Repubblica separatista non riconosciuta a partire dal prossimo primo gennaio 2024. Il Nagorno Karabakh, conteso con l’Armenia, tornerà pacificamente all’Azerbaigian. Dal giorno dell’operazione militare lampo degli azeri, oltre 74 mila persone hanno lasciato la regione per andare in Armenia. che sono entrate nei confini armeni . La Russia, che si occupa del peace keeping ha detto di non vedere “motivi diretti” per l’esodo degli armeni del Nagorno-Karabakh dopo che l’Azerbaigian ha preso il controllo della regione separatista.

Marelli conferma: lo stabilimento di Crevalcore sarà chiuso. L’azienda, controllata dal fondo americano Kkr, ha comunicato ai sindacati e alla Regione Emilia-Romagna che la decisione di serrare i cancelli dal 2024 andrà avanti. Nella fabbrica ci sono 229 dipendenti. I sindacati hanno chiesto l’intervento del governo, ricordando che il fondo è coinvolto nella partita Tim.

È morta l’orsa F36, animalisti contro Fugatti. Stamattina è stata trovata la carcassa della mamma orsa su cui pendeva un’ordinanza di cattura e abbattimento firmata dal presidente della Provincia di Trento. Al momento non sono note le cause del decesso, ma la Lav ha puntato il dito contro Fugatti e dato l’allarme per il cucciolo, rimasto solo ad affrontare l’inverno.


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