FattiDiVita

Lavrov e le interviste-comizio: il senso della stampa per la censura

5 Maggio 2022

Il bello del nostro dibattito pubblico è l’involontaria comicità dei suoi protagonisti. La pietra dello scandalo della settimana è l’intervista andata in onda a Zona Bianca su Rete4, al ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. Uno scoop, no? Macché, scandalo al sole: basta russi nelle tv italiane, così facciamo esattamente come i russi (il problema non è ospitare un ministro russo, ma che domande gli si fanno, casomai). Perfino il nostro presidente del Consiglio s’è indignato, definendo l’intervista un “comizio” (Nella prossima conferenza stampa ci attendiamo un fuoco di fila di domande a Mario Draghi sulle scelte che tra poche settimane ci precipiteranno in una crisi economica di discrete dimensioni, in una versione un po’ più aggressiva del solito “come sta presidente, ha riposato bene?”, a cui si è abituato).

Contro l’invasione della propaganda russa sui media italiani si registra anche un episodio di “disobbedienza civile” che tre studiosi hanno deciso di mettere in atto disertando i talk show: si tratta di Nona Mikhelidze dell’Istituto affari internazionali, Nathalie Tocci, che dello stesso istituto è direttrice, e Andrea Gilli, docente al Defence college, l’università della Nato. Su Twitter il professore spiega che il casus belli è “Nadana Fridrikson, ‘giornalista’ della tv del ministero della Difesa russo”, che martedì sera è stata invitata da Ivan Florisky (nome in codice del noto agente segreto russo, Giovanni Floris). E davanti alla presenza della ‘giornalista’ i tre hanno optato per il gran rifiuto.

D’ora in poi per avere il punto di vista della Nato basterà un opinionista a caso, di quelli senza titolo accademico. Sulla Stampa, di cui è firma, Nathalie Tocci ha spiegato in maniera più articolata le sue ragioni. Che non riguardano l’accettazione di opinioni altre: “Condivido l’importanza della diversità di opinione (…) Quando viene ospitata la propaganda russa, non quella indiretta espressa rozzamente dagli esperti nostrani magicamente spuntati come funghi in questi mesi, ma quella diretta, ufficiale, come nel caso di ieri sera, la logica è diversa. Se il formato fosse mirato a smascherare la propaganda russa non ci sarebbe bisogno della mia presenza. Il lavoro dello smascheratore è del giornalista, non mio”. Così si scopre che nonostante i fiumi d’inchiostro spesi contro un semisconosciuto professore della Luiss, alla fine va bene pure lo slavato Orsini.

In ballo però c’è di più, ovvero il filosofico concetto di verità, che il povero conduttore di talk – qui Ivan Florisky – non può appurare in diretta. “Nel formato del talk show falso e vero vengono messi sullo stesso piano, e la meglio la ha chi interrompe e la butta più in caciara. La disinformazione vuole esattamente questo. L’obiettivo a cui mira è quello di presentare il falso come vero, ma ci si accontenta pure con l’inquinare il vero con il falso, insinuando il dubbio – attraverso la contrapposizione di ‘opinioni’ – in ciò che è vero”.

Non potendo scomodare Aristotele o San Tommaso, ci accontentiamo di Tony Blair, a cui potremmo chiedere un parere su informazione e verità: è un esperto di guerre con ottimo pedigree, che nessuno si sarebbe mai sognato di bandire da una tv, nemmeno quando è diventato ufficiale che aveva autorizzato l’invasione dell’Iraq sulla base di prove false.

Ps: In nessuno modo si può giustificare la Russia che ha invaso uno Stato sovrano, provocando migliaia di morti e feriti tra i civili (precisazione necessaria a beneficio di chi non sa leggere). L’arietta di censura che tira però sta diventando un vento autoritario. E la censura è la cifra delle dittature che diciamo di voler combattere.

Ti potrebbero interessare

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione