Il Fatto di domani. Il mercato dei peones per l’ascesa al Colle: vi ricordate chi è Berlusconi? Lo speciale: ecco la sua storia a puntate

Di Il Fatto Quotidiano
30 Novembre 2021

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B. COME BASTA. Di cosa parliamo quando parliamo dell’ipotesi che il leader di Forza Italia venga eletto presidente della Repubblica? Per rispondere, facciamo un tuffo nel passato, nella “storia di B.”. Dalla discesa in campo per tutelare i propri interessi e la nascita (molto chiacchierata) di Forza Italia, agli anni di governo con leggi ad personam fatte per sottrarsi alla giustizia e aiutare le sue aziende, fino alle brutte figure in Europa, e lo spread a 500 che decretò la sua fine dopo un ventennio che è stato tra i più bui della Repubblica. E la sfilza di processi che restano. Sul Fatto di domani pubblichiamo la prima puntata di una serie sulla storia di Silvio Berlusconi, tratta dal volume di Marco Travaglio B. come basta (Paperfirst). La storia a puntate sarà disponibile anche in podcast nella nostra sezione Extra, aperta anche ai non abbonati. La campagna andrà avanti fino a quando si avvieranno le procedure per l’elezione del prossimo presidente della Repubblica. Restate con noi.


“STORIA DI B.”: LA SCOPERTA DELL’EDILIZIA. 1936. Silvio Berlusconi nasce a Milano il 29 settembre, figlio primogenito di Luigi Berlusconi e Rosa Bossi. Il padre è funzionario alla Banca Rasini, di cui diventerà direttore generale e che verrà indicata da Michele Sindona come l’appoggio di Cosa Nostra al Nord per il riciclaggio del denaro sporco. La madre è casalinga. 1961. Si laurea in legge con 110 e lode con una tesi su “Il contratto di pubblicità per inserzione”. E vince una borsa di studio di 2 milioni messa in palio dalla concessionaria Manzoni. Evita, non si sa come, il servizio militare. E si dà all’edilizia. Nel 1964 apre un cantiere a Brugherio per edificare una città-modello da 4 mila abitanti. Il primo condominio è pronto un anno dopo. ma Berlusconi non riesce a vendere neppure un appartamento. Finché, non si sa come né perché, lo stabile viene acquistato dal Fondo di previdenza dei dirigenti commerciali. Nel 1969 l’operazione Brugherio sarà ultimata con mille appartamenti venduti.

GLI ANNI 70 E 80: DA MANGANO A FININVEST. 1975. Le fiduciarie della Bnl Servizio Italia e Saf danno vita alla Fininvest. Nascono anche la Edilnord e la Milano 2. Ma Berlusconi non compare mai in alcuna delle sue società. Dal 1968 è inabissato e schermato da una miriade di prestanome: casalinghe, notai, ragionieri, commercialisti, elettricisti, perfino un cecoslovacco di 90 anni colpito da ictus e paralizzato in carrozzella, e un cugino del boss mafioso Tommaso Buscetta. Fa eccezione la Italcantieri, di cui Silvio diventa presidente nel 1975. Intanto, il suo “stalliere” Mangano viene arrestato due volte dai Carabinieri, che vanno a prelevarlo a casa di Berlusconi. 1980. B. fonda Publitalia 80, la concessionaria pubblicitaria delle sue reti tv, che due anni dopo affiderà alla cure di Dell’Utri.

(continua sul giornale di domani)


BERLUSCONI? NO GRAZIE! Da domani sarà online su change.org la petizione popolare per impedire l’ascesa del leader di Forza Italia al Quirinale. Sul Fatto di oggi abbiamo raccontato la rivelazione di un deputato ex M5S, a cui sarebbero stati (velatamente) offerti posti di lavoro e soldi per votare Berlusconi al Colle. Come ai tempi di De Gregorio (il senatore che, secondo le accuse, prese 3 milioni di euro per passare nel centrodestra nel 2007, reato poi prescritto), sembra riaperto il mercato dei “peones” pronti a cambiare casacca per un biglietto vincente della lotteria. Sul giornale di domani torneremo sulla nuova trattativa tra gli uomini di B. e i peones del Parlamento. La cifra è relativamente bassa anche perché le casse di Forza Italia non godono di ottima salute, tanto che l’ex cavaliere è in qualche modo costretto – lui o i suoi – a rifinanziare il partito.


COVID, IL CEO DI MODERNA “CON OMICRON VACCINI MENO EFFICACI”. LA PARTITA DELL’AFRICA. Se finora le autorità sanitarie e anche i produttori di vaccini avevano teso a rassicurare, le parole dell’Ad di Moderna sulla variante Omicron sono suonate come uno sparo nel buio: “Penso che in nessun modo l’efficacia dei vaccini potrà essere la stessa che abbiamo ottenuto con la Delta”. Aggiungendo che serviranno dei mesi per adattare i vaccini alla nuova mutazione. Parole che hanno hanno mandato a picco le borse mondiali e il prezzo del petrolio. I casi di Omicron in Europa sono 44, tutti lievi e asintomatici. Di fronte all’emergenza – in Francia si registrano 47 mila casi – il prossimo cancelliere tedesco Olaf Scholz si è detto favorevole all’obbligo vaccinale per tutti. Mentre da noi i governatori continuano a lanciare allarmi, Zaia e De Luca in testa, il governo non prende decisioni. Nelle ultime 24 ore i nuovi casi registrati sono più di 12.700, e il bollettino dei decessi giornalieri sale a 89. L’Alto Adige passa in zona gialla da lunedì. La diffusione di Omicron ha riacceso i riflettori sull’Africa: sul Fatto di domani vedremo a che punto è la campagna vaccinale nel continente, e perché le cose non vanno tanto bene.

LA DESTRA E ITALIA VIVA “FANNO LOBBY”. È attesa per giovedì alla Camera la legge che regolamenta l’attività di lobbing, che stabilisce il divieto per i membri del parlamento e del governo di far parte di gruppi di interesse mentre sono in carica. Oggi, però, in commissione Affari costituzionali Italia Viva, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia hanno votato contro la proposta di far durare il blocco per tre anni dopo la fine del mandato, nonostante il parere positivo del governo. Il Movimento 5 stelle denuncia che una parte della maggioranza, in realtà, vuole far naufragare la legge.


LE ALTRE NOTIZIE CHE TROVERETE

La svolta dei 5S: sì al 2xmille. Gli iscritti al Movimento hanno approvato con il 72% dei voti la possibilità per la formazione politica di accedere ai fondi del 2 per mille. Giuseppe Conte ha detto che le somme raccolte verranno utilizzate per aiutare i gruppi territoriali.

GKN comincia a licenziare. Dopo essere stata costretta a rinviare dalla protesta dei lavoratori e dei sindacati, l’azienda ha annunciato che riprenderà la procedura di esubero entro dicembre.

Zemmour esce allo scoperto. In Francia, il commentatore di estrema destra ha annunciato la sua candidatura alle presidenziali del 2022. Un bene o un male per Macron?

“Cry macho”. Parliamo del nuovo film di Clint Eastwood, in anteprima al Torino Film Festival.


DA FQ EXTRA

C’ERA UNA VOLTA LA FIAT. Il più grande stabilimento di automobili europeo, dove si producevano i gioiellini della carrozzeria italiana, ora è di proprietà del gruppo Stellantis, che fa capo alla francese Peugeot. Tre milioni di metri quadrati per buona parte inutilizzati, dove nel 1980 lavoravano 50 mila persone, e oggi sono rimasti solo 13 mila. Il mantra della proprietà è “ridurre i costi”, e le condizioni di lavoro peggiorano. Su FQ Extra la video inchiesta di Pietro Barabino (con Ettore Boffano).


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