I post di Andrea Scanzi: quelli che “al Twiga ci si può ancora andare” e quelli che dubitano del Covid e della Storia

Cosa spinge alcune persone a lasciare generalità false entrando in un locale ai tempi del coronavirus? C’è anche chi sostiene tesi bislacche sulla pandemia usata come arma batteriologica contro gli avversari politici. A volte, invece, si incontra un po’ di onestà intellettuale anche dove non la si aspettava.

28 Agosto 2020

Il ritratto dell’ariano

Queste foto, soprattutto la prima, sono alcuni degli scatti più tremendi del Novecento. La carogna qui ritratta è Joseph Goebbels, ministro della propaganda nazista. Le due foto sono state fatte a distanza di pochi minuti l’una dall’altra. Società delle Nazioni, Ginevra, 1933. Nella seconda foto, la carogna sorride felice. Poi, nella prima, cambia tutto. Osservate lo sguardo, la postura, le mani. Disagio, rabbia, schifo.

Cosa era successo? Questo: il fotografo, Alfred Eisenstaedt, aveva appena confessato di essere ebreo. A causa dell’oppressione tedesca, Eisenstaedt emigrò negli Stati Uniti nel 1935. Visse poi nel Queens (New York) per il resto della sua vita. È stato uno dei più grandi fotografi del Novecento. Di solito usava una macchina fotografica Leica M3, con obiettivo da 35 mm. Nella reazione di Goebbels, c’è tutto il delirio criminale e schifoso di una delle dittature più efferate e colpevoli della Storia.

So’ ragazzi

La Santanché aveva spiegato che non avrebbe chiuso il suo (e non solo suo) Twiga perché “I ragazzi ci possono andare, possono stare seduti ai tavoli, possono bere. L’unica cosa che non possono fare è ballare. Vero. La legge dice questo.

E guardate infatti come, dopo la chiusura delle discoteche, al Twiga hanno rispettato il distanziamento sociale e le mascherine. Guardate come stanno tutti seduti e non ballano. Un bell’assembramento gigantesco, tipico di chi ha capito la lezione del focolaio-Billionaire e di chi rispetta le regole.

Ora: gliela facciamo una bella multa a Nostra Signora della Prostatite e al mirabile consesso culturale denominato Twiga? Li chiudiamo – sotto Covid – questi locali? La FINIAMO una volta per tutte con queste espressioni terrificanti di totale spregio delle regole in tempo di pandemia? È ora di finirla. Che la Legge, in tutta la sua necessaria efferatezza, si abbatta su questi focolai di negazionismo patetico e irricevibile. Tutto ciò NON È PIÙ SOSTENIBILE.

Qui il video

Cose che non tornano

Questa qua è la candidata sindaco con Fratelli d’Italia a Latiano, Brindisi.

La sua tesi, leggendaria, è che il Covid è “un qualcosa di chimico e viene controllato”, colpendo gli avversari del governo (tipo Briatore). Una sorta di bomba a orologeria gestita da Conte. Che a volte sceglie un “untore”, forse pagato da Speranza, per infettare i luoghi degli infedeli (tipo il Billionaire).

Quanti neuroni morti, Dio santo. E la cosa bella è che, se dici alla Meloni che ha una classe dirigente piena di bolliti (che manda pure ogni giorno in tivù!) E di personaggi raggelanti (ormai ogni giorno ne spunta uno), lei se la prende pure.

Siamo davvero al livello massimo del disagio politico. Poveracci.

Nomi falsi in discoteca

C’è una tipologia di umanità che mi fa particolarmente schifo. E mi fa pure pena, perché è misera come nessuno. Alludo ai dementi che lasciano i numeri di telefono falsi nei locali, quando compilano i fogli per monitorare il Covid.

Che problemi ha questa gente? Sono agenti segreti, narcos, vip? Infiltrati, pentiti, Serpico? Oppure, come temo, sono solo delle marginali carogne travestite da esseri umani? Con gente così non ne usciremo mai. E purtroppo poi tutta questa gente vota. (E potete immaginare chi).

Lei voleva dire “Salerno”?

Il disagio ai massimi livelli. Salvini si fa introdurre tipo James Brown in Rocky IV. Tocca ogni mano possibile (tanto siamo in pandemia…) e incontra la folla. Che non è una folla, ma quattro gatti. È a Salerno. E lui come esordisce? “Non potevo non venire a Palermo”. Palermo? Palermo? Ma eri a Salerno, fenomeno! Ormai Salvini ha la lucidità di Sgarbi, il carisma di Tabacci e la presenza scenica di una mietibatti.

Video esilarante: guardate e condividete!

Omaggio a Stevie Ray Vaughan

Te ne sei andato trent’anni fa, a neanche 36 anni. E io non ho ancora smesso di piangere. La tua chitarra era dinamite, il tuo talento era totale, i tuoi assoli erano inspiegabili. E se Jimi Hendrix ha mai avuto un fratello bianco, quello eri tu. Quello sei tu.

Hai vissuto senza rallentare mai. Ti ha scoperto Mick Jagger, ti ha lanciato David Bowie. E poi sei stato il blues, e non solo il blues, lungo tutti i fiammanti (per te) Anni Ottanta. Finché ce n’è stato. Finché hai potuto. Finché quel maledetto elicottero, guidato male nella nebbia, non ha visto la montagna.

Era l’elicottero destinato a Clapton, con cui avevi appena suonato: te lo cedette perché avevi fretta di rientrare, e di fatto lui ebbe salva una delle sue 97 incredibili vite. E ancora il divino Eric si domanda, non senza sensi di colpa, il perché di tutta quella fortuna.

Evidentemente era scritto così. Grazie di tutto, SRV. La tua Fender sarà sempre nella mia casa. Non sono mai riuscito, né mai ci riuscirò, a spiegare appieno quanto ti abbia voluto e ti voglia bene. Perderti a 16 anni fu come perdere un fratello maggiore. Lo è ancora.

The Sky Is Crying, oggi come sempre.

Mastella contro Salvini

Ma tu dimmi se il primo a fare una sacrosantissima multa a Salvini, per la sua irricevibile attitudine a creare assembramenti senza mascherina né distanziamento sociale, doveva essere Mastella.

No, dico: MASTELLA. Ormai in questo paese è saltata ogni logica. Oltretutto, nel suo giro a Benevento, il Cazzaro Verde ha dato via a una manifestazione “avvenuta senza autorizzazione e in concomitanza con un’altra di protesta. Un comportamento ha detto il sindaco Mastella in totale spregio alla normativa, che obbliga tutti dalle ore 18 in poi a indossare le mascherine anche all’aperto e in circostanze di potenziali assembramenti».

Finita qui? No, perché Salvini è riuscito pure a fare il tour propagandistico indossando insensatamente la maglia del Benevento. Un gesto apprezzatissimo dai tifosi: “La Curva Sud condanna ed esprime tutto il proprio dissenso nei confronti del turpe gesto che ha visto consegnare a Matteo Salvini la maglia del Benevento Calcio. […] Invitiamo gli artefici di questo triste episodio a fare mea culpa, consapevoli di aver infangato la nostra gloriosa maglia e il buon nome del Benevento Calcio”.

Proprio un successo dopo l’altro per Salvini, che dal Papeete 2018 sembra il Poro Asciugamano della politica. Daje Matte’!

Il candidato Naziskin

Lui è Christian D’Adamo. Su Facebook si definisce così: “Naziskin, omofobo, xenofobo, antidemocratico, anticostituzionale, anticomunista e antisemita”. Un intellettuale, ecco.

32 anni, pizzaiolo. È candidato a Fondi (Latina) alle elezioni amministrative all’interno della lista Mastrobattista sindaco. La polemica è stata meritoriamente innescata dall’Anpi. Fondi è un feudo di Forza Italia. Roberto Maroni, allora ministro dell’Interno, chiese due volte senza esito lo scioglimento per mafia del consiglio comunale. A settembre la lotta per il sindaco sarà tutta a destra: o Forza Italia, o Mastrobattista (e il pizzaiolo naziskin).

Anche il candidato sindaco, l’avvocato Giulio Mastrobattista, è al centro della critiche. Mastrobattista ha pubblicamente commentato sotto una fotografia (non compromettente) postata dal pizzaiolo fascio, scrivendo quanto segue: “Quando vedo giovani come te il mio cuore si riempie di gioia, perché il futuro è vostro”.

E se il futuro è di quelli come D’Adamo, siamo alla canna del gas.

Mastrobattista (Fratelli d’Italia) era stato accusato in passato anche di avere fatto il saluto romano, ma lui ha sempre negato. In merito al naziskin D’Adamo, presente nella sua lista, ha preso (solo adesso) le distanze: “Siamo contrari a qualsiasi atto che vada contro ai principi della Costituzione, coniata su specifici valori”. Inutile negarlo: tira proprio una brutta aria.

Onestà intellettualeSono totalmente d’accordo con Davide Faraone, che ha denunciato ieri Salvini e Musumeci per procurato allarme, abuso d’ufficio e diffamazione. “Ho presentato un esposto alla procura di Agrigento per difendere la Sicilia dagli sciacalli”, ha detto Faraone. “Perché l’ordinanza del presidente della Regione siciliana e le parole del segretario della Lega nuocciono gravemente all’economia della Sicilia e alle tasche dei siciliani […]. Presentare al mondo la Sicilia come un lazzaretto come il campo profughi dell’Europa, affermare che ‘i migranti passeggiano tra i turisti che poi portano il Covid nelle loro regioni’ e scrivere un’ordinanza farlocca e disumana, non solo va contro i principi di accoglienza e di solidarietà ma mette in ginocchio un pezzo importante del Pil della Sicilia”.

Nulla da eccepire. E a chi ironizzerà sul fatto che Faraone (spesso durissimo con me e viceversa) è presidente dei senatori di Italia Viva, partito da me distantissimo in quasi tutto, rispondo che una buona idea resta tale. A prescindere da chi l’ha avuta e da chi la difende.

Si chiama onestà intellettuale. O anche nello specifico condivisa allergia agli “sciacalli”.

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