“Non sò se quel sorriso/ Mi schernisce o m’affida/ Se quel mirami fiso/ M’allesta o mi diffida”. Dell’estensore di questi versi diremo dopo. Adesso preme subito sottolineare la sottile psicologia che vi soggiace: chi scrive si chiede se un sorriso rivolto è un gesto di scherno o di incoraggiamento, e se uno sguardo fisso è […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 19,99€ per 3 mesi

Articolo Precedente

I benefici del sale? In miniera, ovviamente

prev
Articolo Successivo

All’assalto della corazzata. È sempre corsa alla Juve

next