Matteo Renzi attacca il governo Gentiloni: “Allarmisti sui migranti e pavidi sullo Ius soli”.

Paolo Gentiloni: “Il mio governo non aveva i voti per approvare la legge. Semmai il coraggio mancò prima, quando i numeri c’erano”.

“La Repubblica”

In queste afose giornate estive immaginiamo il Nazareno immerso in un pigro silenzio, rotto solo dal frinire delle cicale. Mentre i pochi funzionari in sede percorrono i corridoi con le pattine ai piedi per non turbare il riposo di Nicola Zingaretti. L’ordine è perentorio: il segretario non va disturbato per nessun motivo. Neppure se Matteo Salvini fa messe di città e regioni che una volta appartenevano alla sinistra? Neppure. E che facciamo se a Lampedusa approdano altre navi cariche di migranti? Mandate Orfini con un paio di ciambelle di salvataggio. E nel caso dovessero chiamare, per dire, Giuseppe Conte, Sergio Mattarella, Donald Trump, il Papa? Ipotesi oziose, qui telefona soltanto chi sbaglia numero e cerca lo Zingaretti di Montalbano.

Poi, di botto, urla, strepiti, porte sbattute, ingiurie, minacce che infrangono il sonno della politica. Che diamine succede? Salvini e i suoi si preparano a occupare anche il Pd? La sindaca di Roma ha fatto scaricare un camion di monnezza proprio davanti al palazzo, per ritorsione contro lo Zingaretti della Regione Lazio? Molto peggio. Matteo Renzi ha scritto una letteraccia zeppa di accuse contro Paolo Gentiloni e Marco Minniti. I quali hanno reso all’ex premier pan per focaccia. A sentire il nome Renzi, poi, Gianni Cuperlo, da anni ritenuto disperso sul Karakorum fornisce, finalmente, notizie di sé.

Intanto, Luca Lotti si serve del trojan (sicuro così di finire sui giornali) per insolentire Zingaretti. Il quale, fermi tutti, si appalesa con la consueta, inspiegabile espressione gioiosa. Ma no, è incazzatissimo. Tacciono le cicale, rimbomba il tuono e il segretario scandisce parole gravi e definitive: “In questo modo si logora il presente, e si rivela lo sguardo rivolto al passato in un eterno regolamento di conti che ci isola dalla società”.

Subito all’opera, studiosi di civiltà scomparse cercano significati riposti nel cartiglio. Che a noi appare chiarissimo: quando si tratta di menarsi tra compagni, c’è vita nel Pd.

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