“Mi sento una spugna, che tutto assorbe, trattiene, impara. Ma dopo che l’ho fatto, non vedo il motivo per rimanere fermo”. Sergei Polunin non è un danzatore qualunque: ucraino di nascita, passaporto russo, a 19 anni è stato il più giovane primo ballerino del Royal Ballet. Ma poi, due anni, tanti tatuaggi e tante sbronze […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 14,99€/mese

Articolo Precedente

Il cellulare ha ridotto noi genitori a follower dei figli

prev
Articolo Successivo

Simona Sparaco e DeA Planeta, un premio da blockbuster (e 150 mila euro)

next