C’erano tutti i presupposti perché il Boeing 737 Max diventasse nella storia dell’aviazione mondiale un nuovo caso di strepitoso successo in tutte le versioni in cui viene costruito (numero 7, 8, 9 e 10 più il modello 200).

La tragedia di domenica in Etiopia capitata a un aereo della versione 8 in dotazione all’Ethiopian Airlines caduto appena 6 minuti dopo il decollo, che si aggiunge al disastro avvenuto a metà novembre 2018 a un velivolo dello stesso tipo della compagnia indonesiana Lion Air, cambia però il quadro di riferimento. Dai primi accertamenti risulta che le due sciagure abbiano molti elementi in comune; sotto osservazione speciale è un sensore installato nella nuova versione del 737 per aumentarne la sicurezza, ma il cui funzionamento nei due casi specifici sarebbe la causa o almeno una delle cause dello schianto.

Il sensore in questione ha una funzione anti-stallo, cioè avrebbe il compito di impedire che a quote basse l’aereo possa assumere proprio la posizione di stallo e precipiti. Rilevati i dati di rischio e pericolo il sensore impone al velivolo una correzione dell’assetto, cioè gli comanda di abbassare il naso, come dicono in gergo, inclinandosi in avanti per riprendere velocità. Nel caso del jet caduto a novembre sembra che sia entrato in funzione proprio questo sensore e il pilota abbia ritenuto che esso stesse dando una valutazione sbagliata della situazione. Lo stesso pilota avrebbe cercato di forzare senza successo il sensore causando la caduta dell’aereo. Secondo le prime valutazioni sarebbe successo qualcosa di uguale in Etiopia. D’intesa con le autorità mondiali dell’aviazione, la Boeing ha inviato un aggiornamento del manuale operativo per i piloti.

In queste ore, molte compagnie aeree di tutti i continenti si stanno chiedendo quanto sia opportuno confermare gli ordini avviati. La maggior parte delle aziende del trasporto aereo avevano acquistato o stavano opzionando il B 737 Max perché ai loro occhi ha tutte le caratteristiche migliori per entrare in flotta.

Nei cieli volano oltre 250 velivoli Boeing uguali o simili ai due caduti nel giro di 5 mesi. Oltre 100 sono usati da compagnie cinesi: la China Southern, per esempio, ne impiega 24, l’Air China 15, la Shanghai 11, la Hainan 9, la Xiamen 11, la Shenzen 7. Forse è per questa massiccia presenza che le autorità aeree cinesi dopo l’incidente in Etiopia hanno ordinato la sospensione dei voli di B 737 Max, sospensione che però è durata appena 9 ore. In Europa è la low cost Ryanair la miglior cliente del nuovo modello Boeing avendo ordinato 110 B 737 Max e avendone opzionati altri 100. In Italia solo la compagnia Air Italy controllata da Qatar Airlines ha in flotta 3 B 737 Max da maggio dell’anno passato con base a Malpensa e collegamenti di corto e medio raggio con il Mar Rosso, Dakar e all’interno Catania, Palermo, Napoli.

Altri 20 aerei dello stesso tipo sono stati opzionati da Qatar e dovrebbero entrare nella flotta Air Italy entro il 2022. Alitalia non ha in dotazione Boeing 737 Max, ma c’è mancato un soffio che ne ordinasse 140 in base a un’ipotesi di accordo tra il governo italiano e la compagnia statunitense presa in esame ad agosto di un anno fa in un incontro a Roma tra il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, e il presidente di Boeing International, Mark Allen.

In questo momento sono stati avviati nel mondo circa 5.100 ordini di B 737 Max, il 64 per cento dell’intera produzione Boeing dei prossimi 15 anni, forse la più grande commessa globale mai avvenuta a ritmi così incalzanti.

Entrato in esercizio appena due anni fa, il nuovo velivolo stava imponendosi come il jet di riferimento dell’aviazione commerciale internazionale. Le compagnie aeree lo scelgono soprattutto perché è molto versatile e fa risparmiare. È versatile perché può essere usato indistintamente e con vantaggio sia sulle rotte di corto e medio raggio e anche sul lungo raggio con gli opportuni accorgimenti.

Costa circa 120 milioni di dollari, ma è in grado di accogliere un maggior numero di passeggeri rispetto alle versioni precedenti nei confronti delle quali è anche molto meno rumoroso pur montando motori più potenti di tipo Lip1 al posto dei vecchi Cfm56. Inoltre consuma molto meno facendo risparmiare alle compagnie in media per ogni volo dal 20 al 25 per cento di carburante rispetto alle versioni precedenti.

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