Alla seconda stagione di Non è l’arena, Massimo Giletti è in trance agonistica, i sondaggi sono dalla sua parte, è lui il conduttore del popolo. Inizio stile Celentano dei tempi d’oro. Massimo versa del latte in silenzio, poi parte un sermone in difesa dei pastori sardi “e del politico che ci ha messo la faccia”. […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

I brani “contaminati” dei visionari C’Mon Tigre

prev
Articolo Successivo

La Testatina

next