La sala Marconi di Radio Vaticana custodisce i microfoni dei pontifici, da quello usato in piazza San Pietro da Eugenio Pacelli a quello per le adunate con i giovani di Karol Wojtyla. Il cardinale Gualtiero Bassetti – arcivescovo metropolita di Perugia nonché presidente della Conferenza episcopale italiana – parla a ciascun microfono di ciascuna televisione per spiegare il dissenso dei vescovi al decreto di Matteo Salvini sui migranti. Una, dieci, venti volte. Poi stremato, il cardinale prende una sedia davanti ai ritratti dei papi, si sistema l’anello pastorale, ingolla un sorso d’acqua e risponde al Fatto.

Il pontificato di Francesco attraversa un periodo complicato: il report di Carlo Maria Viganò sull’ex cardinale McCarrick, le presunte coperture ai molestatori, gli scandali sessuali, gli anni dell’omertà sugli abusi. A parte le scontate dichiarazioni pubbliche, percepisce un pieno sostegno al Papa o esiste e resiste la fronda dei critici?
Qualche vescovo non riesce a capire il pensiero di Francesco, non lo approfondisce, non lo legge forse. Il Papa porta una novità, ma è la novità del Vangelo e non può spaventare. Bergoglio non è né un innovatore né un progressista, è un uomo che ha la sua bellissima formazione di gesuita e insiste su tematiche fondamentali come il discernimento e la misericordia. Il Papa è innamorato della religiosità popolare che sta alla base della fede, perché viene dagli ultimi. Più che dalle verità astratte, parte dai contenuti del Vangelo. Il metodo, rispetto al passato, è diverso. Vangelo, misericordia, sinodalità, popolo di Dio. Francesco è un difensore dei deboli, pensi alla teoria dello scarto, alle critiche all’economia del consumo.

E pensiamo anche ai contrasti con gli Stati Uniti, è il primo pontefice non proprio filo-americano.
Però viene dal continente americano… Quando s’è presentato a New York ci ha scherzato su con le autorità locali. Ha detto siamo entrambi americani, chi del nord, chi del sud.

L’ex nunzio Viganò agisce per desiderio di verità, spirito di vendetta o perché pedina di una congiura?
Quello che ha scritto Viganò è assurdo, soprattutto è assurdo il modo. Se vuoi scrivere un documento secondo verità non usi uno stile che lascia intravedere la minaccia. Se fai una cosa del genere in una denuncia in procura, incriminano te, non chi vuoi infangare.

Il Vaticano prepara un contro dossier per replicare a Viganò, è una buona scelta?
Sì, presto avremo una risposta dettagliata. Il Papa ha fatto bene a non avere una reazione immediata, ma ci sono gli elementi per smontare quelle falsità.

Ha gestito mai un caso di un sacerdote accusato di abusi su minori?
Vent’anni fa, quand’ero vescovo di Arezzo. Era un sacerdote insospettabile, era sempre tra i giovani. Era noto perché affascinava i ragazzi, riusciva a coinvolgerli in iniziative educative. Andava nelle scuola a discutere di droga. Noi ce ne siamo accorti dopo le confessioni dai carabinieri di una mamma di un bambino. Io ho preso contatti con la mamma, li abbiamo aiutati e l’ormai ex sacerdote è stato arrestato e poi ha passato otto anni in carcere. Proveniva da una congregazione religiosa, quindi per la diocesi era più difficile scovarlo.

Come si può sanare la piaga secolare della pedofilia?
Vanno aumentati i controlli nei seminari, capire chi bussa alla porta della Chiesa e vanno denunciati i colpevoli senza timori.

Il capo dei vescovi italiani è favorevole a concedere il sacerdozio agli uomini sposati?
Va fatta una riflessione. Questo è un problema che la Chiesa si dovrà porre. Io non sono contrario. Esiste già il sacerdozio uxorato per i preti cattolici di rito orientale. A Perugia abbiamo un ucraino e un rumeno coniugati e la gente è contenta. È una questione di disciplina ecclesiastica. Soltanto agli uomini sposati può essere dato il sacerdozio, ma i sacerdoti non possono sposarsi.

Il ritorno del crocifisso, i padri di famiglia, il bacio al sangue di San Gennaro, l’immagine votiva di Padre Pio: il governo ha riscoperto la fede cattolica o la speculazione sulla fede?
Io non giudico le persone, possono essere più cattoliche di me, ma la vera religione – come dice Gesù ai samaritani – è di coloro che adorano in spirito e in verità. Se tu adori, e sei un vero credente, va bene se cammini con il rosario in tasca, ma quella è la coda del cavallo. A me interessa il cavallo, non la coda, non solo l’esibizione della fede ai fini della propaganda.

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