Perché Elisabetta Trenta, su indicazione dei Cinque Stelle, è ministro della Difesa? Può stare sia in divisa con la mimetica dell’esercito, capitano di riserva selezionata, che in cattedra con la vicedirezione di un master in Intelligence alla Link Campus University di Vincenzo Scotti, dove studiano – e talvolta insegnano – gli agenti segreti.

Può stare in missione in Iraq per la Farnesina e in Libano per le Nazioni Unite. Ovunque nel ruolo di altissimo dirigente (program manager) con la cooperazione di SudgestAid, una società senza scopo di lucro – in orbita ateneo Link, e di recente al centro di scambi di quote fra la pubblica Formez e Consedin – e che promuove la ricostruzione anche burocratica in Paesi devastati dai conflitti bellici.

Quattro anni fa, la prima commessa per la formazione dei dipendenti nel governatorato di Dhi Qar – dove l’Italia ha la base di Nassiriya – fu attribuita a SudgestAid, che coinvolse la Link. Per anni presidente, adesso Trenta è membro del comitato direttivo di Consortium for research on intelligence and security services, che per gestione e personale è organica ancora alla Link di Scotti, fucina di collaboratori e suggeritori di Luigi Di Maio. Il consorzio Criss – formato da una dozzina di società – opera sempre nel settore della sicurezza. Il settimanale francese Le Point insinua che SudgestAid abbia “reclutato mercenari in Medio Oriente”. E la Trenta smentisce sdegnata. Che c’entrano i mercenari con la carriera di Trenta? Il legame è Gianpiero Spinelli, ex paracadutista della Folgore, che di mestiere fa il contractor, il combattente in zone di guerra per società private. I quattro militari italiani sequestrati in Iraq nel 2004 erano colleghi di Spinelli. Tre furono liberati, il quarto era Fabrizio Quattrocchi, che fu ammazzato con una brutale esecuzione ripresa in un celebre e tremendo video. Spinelli ha più volte spiegato che i militari privati rappresentano l’azione esterna di un esercito: “L’11 Settembre, quando ho visto gli aerei che si conficcavano nelle Torri, mi sono detto: non posso più stare a guardare. Ognuno deve fare la sua parte”.

Oggi Spinelli frequenta la Link e – come SudgestAid o la fondazione Icsa che fu guidata dall’ex ministro Marco Minniti – è presente nel consorzio Criss con Stam, soluzioni terrestri, aeree e marittime. Cosa fa Stam di Spinelli? “Intende offrire al mercato un modello di approccio alla sicurezza completo e integrato. L’offerta è rivolta a molti: governi, forze armate, forze dell’ordine, organismi non governativi e multinazionali”. Tra i clienti di Stam: Link Campus, Esercito italiano, Marina e Polizia brasiliana, governo libico e SudgestAid. In una biografia pubblicata sul proprio portale, Spinelli racconta di un appalto in Libia per SudgestAid: “Grazie all’alto livello raggiunto a cavallo tra il 2012 e il 2014 partecipa con Stam a un contratto gestito dalla società italiana SudgestAid sotto l’egida del Ministero degli Esteri, dell’Unione Europea, del governo libico e del Lprd (Libyan Program for Reintegration and Development), riguardo le operazioni di selezione e formazione di 120 ex combattenti che integreranno le file della futura polizia turistica, all’interno del programma per il disarmo”.

Ultima annotazione per completare il profilo del ministro: il marito è un colonnello dell’Esercito al vertice di Segredifesa.

La nomina di Elisabetta Trenta alla Difesa pone un paio di questioni: ora è costretta – senza indugi – a lasciare gli incarichi in SudgestAid, nel consorzio Criss e in ogni progetto di Link University per allontanarsi dal conflitto di interessi che i Cinque Stelle contestano ai concorrenti politici. Dopo l’articolo di Le Point, gli avversari della maggioranza gialloverde sono già scatenati in cerca di prove di faccende compromettenti, passate o future. Il ministro Trenta, contattata dal Fatto Quotidiano, non ha risposto alla richiesta di chiarimenti.

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