“Il nostro ciclismo, quello dei professionisti, è un mestiere molto duro e spesso ingrato: è anche un modo di vivere la vita”, mi confidò l’anno scorso Michele Scarponi, il giorno che aiutò Vincenzo Nibali a vincere il suo secondo Giro d’Italia, quando scatenandosi in salita, dopo essere stato in fuga ed avere fatto scoppiare i […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

Addio a Scarponi, travolto appena prima dello sprint

prev
Articolo Successivo

Sfortunati alla meta. Tutte le ultime pedalate

next