“Ero terrorizzato dai miei incubi ed ero sonnambulo. A 14 anni la polizia mi ha trovato per strada e riportato a casa. La musica mi ha aiutato tanto. Canto il sesso e l’erotismo anche per mettermi più a nudo”: così MIKA
MIKA non torna solo al suo adorato pianoforte per il nuovo album “Hyperlove”, ma si rituffa nelle atmosfere squisitamente pop che hanno segnato anche gli inizi della sua carriera. Il disco è il più intimo dell’artista e fotografa il suo stato d’animo oggi tra sesso, riflessioni sul presente, l’approccio con la tecnologia, la sfiducia verso il tempo che stiamo vivendo fino alla consapevolezza sull’amore. In “Excuses for love” MIKA si interroga: “Perché dobbiamo trovare scuse per l’amore? Continuiamo a nasconderci come se non fossimo abbastanza bravi”. Attesa per “Spinning Out Tour”, al via il 6 febbraio allo Zenith di Amiens in Francia. Le tappe italiane sono due: il 2 marzo all’Unipol Arena di Bologna e il 4 marzo all’OGR di Torino. “Ne vale la pena venirlo a vedere – ci dice sussurando – anche perché è costato un bel po’ (ride, ndr)”.
“Questo sesso è come le campane (…) Afferrami il collo, impediscimi di respirare. Non smettere di fare quello che fai”. Come mai questa svolta erotica in “Bells”?
Ma è il sesso che ci piace, no? Non è che stai accarezzando un gatto (ride, ndr) Cioè è il sesso come deve essere. Perché si può trattare la sessualità, l’erotismo, in una maniera poetica, giocando con le parole, con il ritmo, con i colori… È un esercizio delizioso. Parlo degli amori, dell’identità, di anima, in canzoni come “Bels” o “Nicotine”, per mostrare il lato un po’ più intimo, un po’ più, diciamo, meno pudico. Credo sia fondamentalmente importante.
Anche che tu hai un aspetto un po’ da bravo ragazzo, magari non è difficile collegare tutto ad un aspetto erotico?
Sono bravo ragazzo. Molto bravo, in quel contesto io sono molto buono (ride; ndr)
In questo album ci sono anche degli interludi. Uno di questi dice “La società è drag, quindi perché non ostentarla?”. È importante lanciare messaggi ancora nel 2026?
Ancora di più e di più. Siamo vivendo un momento di iper-comunicazione e non al servizio della liberazione.
Siamo iper-manipolabili, siamo iper-omologati, anche in questo momento di iper-comparazione. Tu prendi il tuo telefono, ti stai paragonando con delle cose imparagonabili.
Perché accade?
L’idea di comunità è così frammentata che non sai neanche dove si trova. È tempo di riprendere l’autonomia di spirito, una autonomia dell’anima anche con un esercizio così semplice come il vestirsi come si pare, senza pensare alle conseguenze. Tutto questo piano pino consente al proprio corpo e anche al linguaggio di gettare luce attorno a te e sul mondo. In un momento di destabilizzazione possiamo tutti gettare più luce invece che sparire e chiudersi.
Infatti in “Dreams” dici “i sogni diventano il tuo incubo, quando le tue paure non vengono mai condivise””. È un invito a non chiudersi?
Sì. Ammetto che l’apertura dell’anima è anche una cosa che mi spaventa tantissimo, perché ti lascia nudo. La stessa motivazione che ti ho dato nella prima domanda sul sesso e sull’affrontare questo tema. Ho paura di un sacco di cose,
avevo paura della morte, adesso la capisco un po’ di più. Ho riflettuto sulla morte delle persone e degli animali intorno a me e mi sto un po’ confrontando quella paura. In fondo siamo ‘programmati’ per non parlare delle nostre paure, che possono diventare mostruose se le teniamo dentro.
Di cosa hai avuto paura?
Quando ero piccolo, dall’età di 6 anni fino ai 14, facevo degli incubi molto forti. Erano per me ‘terrori di notte’, che mi portavano anche a fare delle cose molto estreme. Uscivo dal mio letto, da casa e camminavo per la strada, urlando… Ci voleva del tempo per farmi riprendere da questi incubi.
Ma cosa accadeva quando uscivi da casa?
Venivo preso al volo dai signori che abitavano nella zona del nostro appartamento a Parigi e venivo riconsegnato ai miei. È successo anche che io sia stato recuperato dai poliziotti e riportato a casa.
Come hai superato tutto questo?
Più lavoravo, più facevo musica più i terrori notturni scomparivano. Con la pubertà cambia anche il tuo corpo…
Hai fatto salti indietro con la memoria con questo disco?
Mentre lo scrivevo sì. Ho fatto anche dei salti nel vuoto, come si vede anche dalla copertina. Ho rivissuto alcune sensazioni come la fragilità, la paura, il desiderio, i sogni che facevo da bambino.
Quali sono stati i tuoi incubi peggiori ieri e oggi?
La guerra. Non è cambiato niente. La fine del mondo, la fine del mio mondo, delle persone che amo, di te, dei miei amici, di questa cosa qua. Come possiamo rimuovere la paura quando ci sono persone che la stanno vivendo veramente? Siamo illuminati o siamo idioti? È difficile rispondere a questa domanda? Soprattutto in un mondo dove i muri si alzano di nuovo, i conflitti aumentano probabilmente è ancora di più. In tutto questo siamo distratti, non ci accorgiamo quasi del momento che stiamo vivendo.
Tu come stai vivendo questo momento?
Faccio un resoconto di chi sono…Qualsiasi cosa accade o accadrà nella mia vita non perderò il senso della mia identità e della mia anima.

