Donna di 31 anni ferita a coltellate: arrestato il marito. Lei è in prognosi riservata

La 31enne è ricoverata al San Gerardo di Monza: aggredita in casa davanti al figlio. I carabinieri hanno messo l'uomo in stato di fermo: è accusato di tentato femminicidio
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Una donna di 31 anni è stata ferita gravemente a coltellate dal marito di 43 anni in casa sua a Muggiò (Monza), intorno alle 18. Soccorsa, è ora ricoverata in prognosi riservata all’ospedale San Gerardo di Monza.

L’uomo – Sergio Laganà – si è costituito nella caserma dei carabinieri dopo una breve fuga: intorno alle 21, è stato posto in arresto. Da una prima ricostruzione, infatti, è emerso che sarebbe stato proprio lui a ferire la donna. È accusato di tentato femminicidio.

La coppia era in via di separazione e ha un figlio di due anni, presente in casa al momento dell’aggressione. Laganà, addetto in una officina, si è presentato in caserma con i vestiti sporchi di sangue: “Ho accoltellato la mia compagna”, ha detto ai militari.

L’uomo è stato poi sentito dal magistrato di turno, a cui ha confessato di averla colpito con numerose coltellate. La donna è riuscita a chiedere aiuto ed è stata soccorsa da familiari e conoscenti. Le ferite più profonde le ha riportate al torace e le sue condizioni restano gravi.

“Sono omosessuale, non l’ho mai toccata”, 57enne assolto dall’accusa di violenza sessuale

I giudici lo hanno ritenuto credibile e hanno pronunciato una sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste”, al termine di un dibattimento durato diverse udienze, dopo aver esaminato anche tutte le prove a discarico comprese alcune immagini di videosorveglianza
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“Sono omosessuale e non ho alcun interesse per le donne: per questo non posso averla mai toccata”. È partendo anche da questa dichiarazione che il tribunale ha assolto un uomo di 57 anni, finito a processo con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una ventenne. I giudici lo hanno ritenuto credibile e hanno pronunciato una sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste”, al termine di un dibattimento durato diverse udienze, dopo aver esaminato anche tutte le prove a discarico.

La vicenda risale a oltre due anni fa e si è svolta a Giulianova, in provincia di Teramo. Secondo la denuncia presentata dalla giovane, l’uomo, descritto come in evidente stato di ubriachezza, l’avrebbe avvicinata mentre lei era seduta su una panchina della stazione ferroviaria, in attesa di un autobus. Dopo alcune avance verbali, avrebbe iniziato a palpeggiarla nelle parti intime, continuando fino all’arrivo di un amico della ragazza, che le avrebbe permesso di allontanarsi. Una versione che la ventenne aveva ribadito una settimana dopo ai carabinieri, formalizzando la denuncia dopo aver incrociato nuovamente il 57enne nei pressi della stazione.

L’uomo era stato arrestato, anche in considerazione di una precedente misura cautelare – il divieto di avvicinamento ai familiari – disposta in un altro procedimento per maltrattamenti. Da qui la decisione del giudice di aggravare la sua posizione cautelare.

In aula, però, l’imputato ha fornito una ricostruzione completamente diversa. Nel corso del processo ha scelto di dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale, spiegando di essere omosessuale e di non provare alcun interesse per le donne. “Fu lei ad avvicinarsi a me – ha raccontato – incuriosita dal fatto che mi stessi mettendo lo smalto sulle unghie. Per quasi un’ora mi fece domande. Quando si alzò per andare via, la salutai con un colpetto amichevole sul ginocchio. Non l’ho mai toccata in altre parti del corpo”.

Una versione che, secondo il collegio giudicante presieduto da Claudia Di Valerio, ha trovato maggiori riscontri rispetto a quella della presunta vittima. I giudici hanno valutato le testimonianze ascoltate, le immagini dell’impianto di videosorveglianza e, soprattutto, le incongruenze emerse nella denuncia della ragazza. Elementi che hanno portato il tribunale a ritenere non provata la violenza sessuale contestata.

Proteste Iran a Milano, i manifestanti bruciano le foto di Khamenei sotto il consolato Usa – Video

Manifestanti da tutto il Nord Italia nel capoluogo milanese
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Migliaia di persone si sono radunate sotto il consolato Usa di Milano in largo Donegani per richiedere un intervento americano in Iran. “Mantieni le promesse presidente Trump”, “Make Iran great again”, “viva lo scià” gli slogan urlati in farsi, inglese e italiano dalla folla, che sventola bandiere iraniane accanto a quelle a stelle e strisce e israeliane. Al presidio organizzato dall’associazione Italia-Iran sono giunti manifestanti non solo da Milano, ma anche da Torino e altre città del Nord. “Obama watched, Biden talked, you can act” il messaggio in inglese rivolto al presidente Usa. Bruciate le foto di Khamenei.

Nasce la Barbie autistica di Mattel, associazioni e famiglie divise. “Al limite dello sconcio”. “Può rafforzare l’identità”

Realizzata in collaborazione con l'Autistic Self Advocacy Network, è stata accolta abbastanza positivamente all'estero. In Italia invece scatena polemiche sulla rappresentazione
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Barbie cambia ancora volto. E questa volta entra in uno dei territori più ampi e sfaccettati della neurodivergenza: lo spettro autistico. Mattel, colosso americano dei giocattoli, ha annunciato il lancio della prima Barbie autistica, nuova aggiunta alla linea Fashionistas, la collezione pensata per rappresentare la pluralità di corpi, condizioni e vissuti che abitano la società reale. La bambola è stata sviluppata in collaborazione con l’Autistic Self Advocacy Network (ASAN), organizzazione impegnata nella tutela dei diritti e nella rappresentazione delle persone autistiche nei media. “È stata creata con il contributo della comunità autistica per rappresentare alcuni dei modi in cui le persone autistiche sperimentano, elaborano e comunicano con il mondo che le circonda”, ha spiegato Mattel in una nota.

Dal punto di vista estetico e funzionale, la Barbie autistica si discosta dal modello tradizionale: gomiti e polsi articolati consentono movimenti fisici ripetitivi come lo stimming o il battito delle mani, utilizzati da alcune persone nello spettro per regolare gli stimoli sensoriali o esprimere emozioni. Gli occhi sono leggermente inclinati lateralmente, a richiamare l’evitamento del contatto visivo diretto. Al dito uno spinner antistress, nelle orecchie cuffie antirumore per ridurre il sovraccarico sensoriale, in mano un tablet, strumento spesso utilizzato per la comunicazione aumentativa e alternativa. L’abito, ampio e a trapezio, è stato scelto per ridurre il contatto tra tessuto e pelle, mentre le scarpe basse favoriscono stabilità e libertà di movimento. La nuova bambola arriva a pochi mesi dal lancio della Barbie con diabete di tipo 1 e si inserisce in un percorso iniziato solo nel 2019, quando per la prima volta Mattel ha introdotto bambole con disabilità. Oggi l’universo Barbie comprende personaggi ciechi, con sindrome di Down, in sedia a rotelle, con protesi, vitiligine e apparecchi acustici, oltre a Ken con una gamba protesica o che utilizza ausili per la mobilità.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, più di un bambino su cento nel mondo è autistico: una forma di neurodivergenza che influisce sul modo di percepire e interagire con la società, con caratteristiche che variano profondamente da individuo a individuo. In Italia, però, l’iniziativa è stata accolta con forte scetticismo, quando non con una bocciatura netta. Tra le voci più critiche c’è quella di Gianluca Nicoletti, giornalista e scrittore, padre di un figlio autistico, che ha definito la Barbie autistica “un’operazione scorrettissima, al limite dello sconcio”. Secondo Nicoletti, la bambola “edulcora la realtà e congela gli stereotipi”, proponendo “un modello finto di disabilità, fashion, carino e sorridente”, che rimuove gli aspetti più faticosi e conflittuali dell’autismo. “L’autismo non si insegna attraverso Barbie – sostiene – l’inclusione deve passare dalla quotidianità della vita reale. Non tutte le persone autistiche sono felici e sorridenti: il sorriso è spesso una delle cose più difficili”. Una critica, mossa anche da diverse associazioni, che colpisce al cuore il progetto: il rischio che la rappresentazione si trasformi in semplificazione, e che l’operazione inclusiva finisca per diventare una forma di marketing rassicurante. Più prudente la posizione di Nico Acampora, fondatore di PizzAut, che ha riconosciuto in un’intervista a La Repubblica come “sia sempre positivo quando si parla di autismo”, ricordando però che “non tutte le persone autistiche hanno le stesse caratteristiche e non si deve mai generalizzare”.

All’estero, il dibattito assume toni diversi. Nel Regno Unito, la ceo dell’organizzazione Ambitious about Autism, Jolanta Lasota, ha spiegato al Guardian che “teoricamente qualsiasi Barbie può essere immaginata come autistica, perché l’autismo non ha un aspetto”. Ma proprio per questo, aggiunge, la rappresentazione conta: “Barbie è un giocattolo iconico e speriamo che molti bambini autistici si sentano orgogliosi di vedere alcune delle loro esperienze riflesse in questa nuova bambola”. Un valore, secondo Lasota, anche nella normalizzazione di supporti visibili come cuffie antirumore o giochi sensoriali, spesso evitati per paura di distinguersi. Negli Stati Uniti, dove l’azienda si è impegnata a donare 1.000 bambole agli ospedali pediatrici con servizi specifici per l’autismo, l’accoglienza è stata in larga parte positiva. Geraldine Dawson, direttrice del Duke Center for Autism and Brain Development, ha parlato di un messaggio importante per i bambini autistici: “Sentirsi rappresentati può rafforzare identità e autostima e proteggerli da problemi di salute mentale, come la depressione, che sono più comuni tra i bambini autistici”. Sulla stessa linea anche Autism Speaks, secondo cui la bambola contribuisce a costruire un’immagine positiva di sé e a diffondere un messaggio di inclusione fin dall’infanzia.

Due cartoni della pizza, la bicicletta chiusa con il lucchetto, il telefono muto: cosa sappiamo sulla scomparsa di Annabella Martinelli

Al momento non ci sono novità sulla scomparsa della ventiduenne, studentessa di Giurisprudenza all'Università di Bologna. Le ricerche coinvolgono diverse forze, nel mirino soprattutto la zona di Teolo in cui la ragazza è stata ripresa l'ultima volta dalle telecamere
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Non ci sono novità per quanto riguarda le ricerche di Annabella Martinelli, studentessa ventiduenne scomparsa dal 6 gennaio. L’ultima sua traccia risale alla serata di mercoledì 7, filmata in bicicletta dalle videocamere di sorveglianza di Teolo (Padova), suo paese di residenza. Oggi le ricerche sono proseguite nella zona del Parco Regionale dei Colli Euganei. Setacciate strade e sentieri del Passo delle Fiorine, Villa di Teolo e Monte Altore.

Le ricerche riprenderanno mercoledì e continueranno almeno fino al tardo pomeriggio di venerdì. A condurle sono i volontari della Protezione Civile, dai Vigili del Fuoco e dai Carabinieri sotto il coordinamento della Prefettura di Padova. Con loro anche membri del Soccorso Alpino.

A disposizione del personale impiegato, inoltre, l’elicottero del reparto volo di Venezia, gli esperti in topografia applicata al soccorso e il nucleo cinofili. Nel mirino delle esplorazioni soprattutto la zona di Teolo dove la ragazza è stata vista l’ultima volta e dove è stata ritrovata la sua bicicletta, chiusa con un lucchetto. Il cellulare della giovane è spento dal momento della scomparsa del sei gennaio. Accanto alla sua bici sono stati ritrovati due cartoni delle pizze, acquistate dalla giovane – come confermato da un’esercente della zona di Monte della Madonna – verso le 22 della sera dell’Epifania, giorno della scomparsa. La ragazza si sarebbe presentata da sola in pizzeria, ma il suo acquisto lascia presupporre la presenza di almeno un’altra persona.

Il sindaco di Teolo, Valentino Turetta, è intervenuto su Rai 1 nel programma Storie Italiane dicendo di non avere notizie certe oltre al passaggio della ragazza e il ritrovamento della sua bici. Ha aggiunto, però, quanto segue: “Mi è stato spiegato che il segnale del telefono può avere un raggio di azione anche di 20 chilometri, quindi dire che se il telefono prende qui è perché sono a Teolo, non è giusto”.

Annabella Martinelli è descritta come una ragazza alta, magra e atletica. I suoi capelli sono biondi, con punte fucsia. Studia giurisprudenza a Bologna e non si esclude possa essersi recata proprio nel capoluogo felsineo sfruttando il passaggio di un conoscente. Al momento sono aperte tutte le ipotesi, e non si esclude un allontanamento volontario.

Conte: “Meloni ha accettato la servitù dell’Italia agli Usa, per il governo il diritto internazionale vale fino a un certo punto”

Duro intervento del presidente del Movimento 5 Stelle contro la politica estera di Trump
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Venezuela, ma anche Gaza e Iran nell’intervento del presidente 5 Stelle, Giuseppe Conte, nell’Aula di Montecitorio, dopo l’informativa del ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Ci preoccupa fortemente la posizione dell’Italia perché la dottrina Meloni-Tajani è in piena consonanza con quella degli Stati Uniti, anzi – osserva polemico l’ex presidente del Consiglio – c’è una differenza perché per il governo italiano il diritto internazionale vale fino ad un certo punto”. Cita il caso Almasri e “il genocidio della popolazione palestinese a Gaza” come esempi di un doppio standard dell’azione del governo guidato da Giorgia Meloni. Della presidente del Consiglio italiano, Conte, cita un intervento fatto nel 2018 alla Camera dei deputati in cui la leader di Fratelli d’Italia esprimeva posizioni sovraniste e contrarie a interventi militari unilaterali. “Qui non c’è nessun fan di Maduro né di Hamas, smettiamola con queste affermazioni becere. Io, da presidente del Consiglio, Maduro, non l’ho mai riconosciuto”. E sull’azione americana in Venezuela: “La dottrina Monroe, oggi rivista da Trump in dottrina Donroe è gravemente preoccupante perché gli Stati Uniti non riconoscono più il diritto internazionale. Attenzione perché c’è qualcosa di nuovo oggi – aggiunge il presidente M5S – perché l’azione Trump predispone un nuovo ordine di caos e completo disordine”. E conclude su quanto sta avvenendo in Iran. “Siamo al fianco dei cittadini per un Paese libero non a fianco di chi esporta la democrazia con le bombe”.

DEMOCRAZIA DEVIATA

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Ustioni dopo il rogo di Crans-Montana, l’Aifa: “Autorizzato già da novembre 2025 l’importazione del farmaco” per trattare ferite

La criticità, chiarisce l’Aifa, è legata anche a una produzione insufficiente rispetto all’elevata domanda globale, aumentata negli ultimi anni in seguito a recenti eventi bellici e a grandi emergenze
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L’emergenza sanitaria innescata dal devastante incendio di Crans-Montana si è intrecciata, nei giorni successivi, anche con un tema delicato come la disponibilità dei farmaci per trattare i grandi ustionati. A chiarire la situazione è intervenuta l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), dopo le notizie circolate sulla presunta carenza di un prodotto fondamentale utilizzato nella cura dei ragazzi rimasti gravemente ustionati nel rogo.

In una nota ufficiale, l’Aifa ha spiegato di aver verificato le segnalazioni di carenza relative a un medicinale impiegato nello “sbrigliamento enzimatico dell’escara dell’ustione”, precisando che il problema non riguarda la mancanza di alternative terapeutiche altrettanto efficaci. L’agenzia ha inoltre autorizzato già da novembre 2025 l’importazione dall’estero del prodotto carente, per far fronte alle esigenze delle strutture sanitarie coinvolte.

La criticità, chiarisce l’Aifa, è legata anche a una produzione insufficiente rispetto all’elevata domanda globale, aumentata negli ultimi anni in seguito a recenti eventi bellici e a grandi emergenze. Problemi strutturali che, viene sottolineato, sono in via di risoluzione. In ogni caso, l’agenzia ricorda che questo tipo di trattamento può essere effettuato solo in centri altamente specializzati per ustioni gravi e deve essere applicato entro cinque giorni dall’evento traumatico, come previsto dalle linee guida italiane.

Rispetto alla situazione concreta legata all’incendio di Crans-Montana, l’Aifa ha assicurato che vi è stata una compensazione collaborativa tra strutture sanitarie pubbliche, con forniture condivise come la staffetta tra Villa Scassi di Genova e il Niguarda di Milano dove sono ricoverati dodici pazienti. L’agenzia ha inoltre contattato direttamente il titolare del farmaco per verificare ulteriori disponibilità, in particolare per supportare le necessità dell’ospedale Niguarda di Milano, uno dei centri di riferimento per i grandi ustionati.

Perché è un farmaco importante

Il medicinale in questione è considerato una delle innovazioni più importanti degli ultimi decenni nella cura delle ustioni profonde. Il suo principio attivo è la bromelina, un concentrato di enzimi estratti dal gambo dell’ananas. Una sostanza che, applicata in forma di gel direttamente sull’ustione, è in grado di rimuovere selettivamente il tessuto necrotico senza danneggiare quello sano, con una precisione che arriva fino al 98%.

Nelle ustioni gravi, infatti, la pelle bruciata forma rapidamente un’escara, una crosta apparentemente protettiva che in realtà rappresenta un terreno ideale per infezioni potenzialmente letali. La rimozione chirurgica tradizionale comporta interventi invasivi, sanguinamenti, anestesia generale e ulteriore stress per pazienti già in condizioni critiche. Il gel enzimatico, invece, agisce in circa quattro ore e consente di staccare l’escara con un semplice lavaggio, preparando la ferita a eventuali innesti cutanei, con meno dolore, meno infezioni e meno cicatrici.

Come spiegato più volte da specialisti del settore, tra cui il direttore del Centro Grandi Ustionati di Villa Scassi, Giuseppe Perniciaro, questa terapia ha rivoluzionato l’approccio alla fase acuta: se in passato si attendevano anche 5-7 giorni prima di intervenire chirurgicamente, oggi è possibile agire nelle primissime ore dopo il trauma, aumentando in modo significativo le possibilità di sopravvivenza.

Caso Epstein, Bill e Hillary Clinton si rifiutano di testimoniare: “Volete solo punire il nemico e metterci in imbarazzo”

L'ex presidente Usa avrebbe dovuto deporre oggi davanti alla commissione di Vigilanza della Camera, mercoledì sarebbe la volta dell'ex first lady. Il presidente Comer (repubblicano) avvierà un procedimento per oltraggio al Congresso. L’accusa comporta una multa fino a 100.000 dollari e il carcere fino a 12 mesi
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Bill Clinton e sua moglie Hillary non testimoniano sul caso Epstein. L’ex presidente degli Stati Uniti – ritratto in varie fotografie con il finanziere pedofilo suicida in carcere nel 2019 – e l’ex first lady si sono rifiutati di deporre davanti alla commissione di Vigilanza della Camera, sfidando il presidente della commissione, il repubblicano James Comer ad incriminarli per oltraggio al Congresso. “Ogni persona deve decidere quando ha visto o sopportato abbastanza ed è pronta a combattere per questo Paese, i suoi principi e la sua gente, a prescindere dalle conseguenze. Per noi, ora è arrivato quel momento”, hanno scritto i Clinton in una lunga lettera a Comer, ottenuta dal New York Times. “Siamo certi che qualsiasi persona ragionevole, all’interno o fuori dal Congresso, si renderà conto che state cercando di punire chi ritenete un nemico e proteggere chi ritenete amici”, scrive l’ex coppia presidenziale.

Il repubblicano ha ripetutamente minacciato di incriminare i Clinton per oltraggio al Congresso se non si fossero presentati per deporre a porte chiuse. Dopo un lungo braccio di ferro, Comer aveva fissato per oggi la scadenza per la comparizione dell’ex presidente e per domani quella dell’ex segretario di Stato nell’ambito dell’inchiesta della commissione, a guida repubblicana, sulla gestione da parte del governo federale dei casi di traffico sessuale legati a Epstein e alla sua complice Ghislaine Maxwell. Ma poche ore prima della scadenza, i Clinton hanno chiarito di non avere alcuna intenzione di presentarsi a Capitol Hill, affermando che le citazioni sono a loro giudizio “non valide e legalmente inapplicabili“. Nella lettera, i Clinton hanno osservato di avere già fornito alla commissione dichiarazioni giurate simili a quelle fornite da altri ex funzionari citati e poi esonerati dal testimoniare in presenza e sostengono di non essere a conoscenza di informazioni rilevanti per l’indagine. L’ex presidente e sua moglie ora si aspettano che saranno pubblicato foto “irrilevanti risalenti a decenni fa nella speranza di metterci in imbarazzo“.

Come previsto Comer ha annunciato che la prossima settimana avvierà un procedimento per oltraggio al Congresso contro l’ex presidente e ha minacciato di avviare un analogo procedimento contro l’ex segretaria di Stato, se non si presenterà davanti alla commissione mercoledì, come richiesto. “Nessuno accusa Bill Clinton di alcun illecito. Abbiamo solo delle domande, ed è per questo che i democratici hanno votato insieme ai repubblicani per chimarlo a testimoniare”, ha dichiarato ai giornalisti fuori dalla sala della commissione. L’accusa di oltraggio comporta una multa fino a 100.000 dollari e il carcere fino a 12 mesi.

Trapani, Antonini “chiude” Telesud: redazione senza elettricità e giornalisti senza stipendi

I dipendenti sono stati informati via WhatsApp dai dirigenti della tv del patron del Trapani Shark della messa in liquidazione. Assostampa: "Chiude l'unica tv locale"
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Addio al basket, il calcio in bilico e anche la televisione finisce il liquidazione. Il braccio mediatico dell’ormai decadente impero di Valerio Antonini a Trapani spegne la luce, anche letteralmente. L’imprenditore romano, proprietario del Trapani Calcio e del Trapani Shark escluso lunedì dalla Serie A di basket, mette in liquidazione Telesud e, al rientro dalle ferie forzate, giornalisti e tecnici hanno trovato la redazione senza corrente elettrica.

Non solo perché – come ricostruito dall’Assostampa di Trapani – i dipendenti sono stati informati con un messaggio WhatsApp che “è in fase di definizione la messa in liquidazione della società”. I giornalisti, senza stipendio da mesi, avevano già scioperato a dicembre e l’8 gennaio il sindacato provinciale dei giornalisti era tornato a sollecitare la direzione generale dell’emittente tv chiedendo “chiarimenti” sui “ritardi degli emolumenti e sul futuro dei lavoratori”. La risposta? Nessuna.

A muoversi era stato solo l’Ispettorato del lavoro che, attraverso il Centro per l’impiego di Trapani, si era mosso per “valutazioni proprie”. L’Assostampa ricorda che lo spegnimento di Telesud da parte di Antonini comporta la chiusura dell’unica televisione locale e ricorda che l’imprenditore “è stato insignito della cittadinanza onoraria”. Il sindacato resta vicino ai giornalisti di Telesud per tutte le tutele del caso, anche legali: “Questa vicenda sarà uno dei punti dell’ordine del giorno dell’assemblea provinciale del sindacato che si terrà sabato prossimo nella sede sociale”.

Bonelli-show alla Camera: “Seguite la morale di Trump, condannato per abuso sessuale e frode”. Poi cita Berlusconi “in vacanza da Putin”

Le parole del co-portavoce di Europa Verde e deputato di Avs
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“Non venite a farci lezioni sui diritti umani perché” nel centrodestra “c’è chi andava in vacanza nella dacia di Putin e Putin veniva ospite nella sua villa qui in Italia, quando la Politkovskaja veniva barbaramente uccisa e noi eravamo invece in piazza a protestare”. Lo dice Angelo Bonelli, leader di Avs, intervenendo nell’aula della Camera dopo l’informativa del ministro Antonio Tajani su Venezuela e Iran, riferendosi a Silvio Berlusconi, senza mai nominarlo. “Siamo molto preoccupati e siamo al fianco dei giovani iraniani – aggiunge il co-portavoce di Europa verde -, notizie drammatiche arrivano con migliaia di morti e deve esserci una risposta forte dell’Unione europea e non frasi di circostanza, si deve dare un segnale molto forte ma pensare a un intervento militare unilaterale ci preoccupa fortemente”.

IL SANTO

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