Il Fatto di domani. Il Pnrr di Meloni, tagliato su misura di Confindustria e dei colossi di Stato. Ambiente, l’altra vittima della guerra in Ucraina

Di FQ Extra
7 Giugno 2023

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IL NUOVO PNRR TARGATO MELONI METTE IL TURBO A CONFINDUISTRIA E AI GIGANTI DI STATO. Il governo ha messo il bavaglio alla Corte dei Conti dopo che i giudici contabili avevano denunciato i rallentamenti del Pnrr. Ma oggi anche l’Ocse, nel suo Economic Outlook, denuncia il “netto ritardo” del Piano italiano. Per spendere il “malloppo” di circa 190 miliardi entro il 2026, Palazzo Chigi sta passando al vaglio i progetti a rischio (quelli che richiedono tempi troppo lunghi) per dirottare i fondi su altri progetti. L’idea di Meloni e del suo cerchio magico è spostare i miliardi difficili da spendere – entro il prossimo triennio – per finanziare sgravi fiscali per le imprese e il Repower Eu (il piano europeo per limitare la dipendenza energetica dalla Russia). Quest’ultimo coinvolge i colossi partecipati dello Stato come Snam, Eni, Enel. Il motivo della scelta di Meloni? Solo i grandi gruppi industriali riuscirebbero a spendere così tanti soldi in così poco tempo, mentre la Pubblica amministrazione annaspa. Del resto, i cassetti dei giganti energetici traboccano di progetti in cerca di denaro. Un’altra fetta del Pnrr potrebbe arrivare alle imprese sotto forma di sgravi fiscali sugli investimenti green e tecnologici, per la gioia di Confindustria che lo auspica da tempo. Il rischio, così, è di penalizzare il Meridione, mentre la priorità del Piano sarebbe la “riduzione dei divari territoriali”. Sul Fatto di domani vi racconteremo il nuovo Pnrr targato Meloni, da cui dipende buona parte del futuro dell’Italia.


RESA DEI CONTI NEL PD, IL NUOVO VICECAPOGRUPPO CIANI: “SONO CONTRO L’INVIO DI ARMI A KIEV, IL PARTITO PUÒ CAMBIARE LINEA”. Dopo la sconfitta alle elezioni amministrative, la segretaria Elly Schlein è ripartita dai gruppi parlamentari. Fuori il vicecapogruppo Piero De Luca – figlio dell’ingombrante Vincenzo, presidente della Campania a caccia del terzo mandato – sostituito a sorpresa da Paolo Ciani, debuttante alla prima legislatura. L’onorevole, a Repubblica, suggerisce come possa girare il vento, sull’Ucraina. “Sono contrario all’invio di armi, anche il Pd ora può cambiare linea”, ha dichiarato Ciani, cattolico della comunità di Sant’Egidio che non è neppure iscritto al Pd. Del resto, il deputato è stato l’unico della truppa dem a votare contro il decreto Ucraina, a gennaio, per consentire l’invio di armi senza passare dal Parlamento fino alla fine del 2023. Un messaggio, forse, anche al M5s, che ha tentato di stanare il Nazareno con un ordine del giorno per impedire, al governo, di dirottare sulle armi i fondi del Pnrr. Lo prevede il regolamento Asap, approvato dal Parlamento Ue con il voto favorevole della maggioranza del gruppo dem (malgrado la contrarietà di Schlein). L’ordine del giorno è stato bocciato ieri dal governo, dunque non arriverà in Aula per il voto. Di sicuro, nel Pd le acque sono sempre più agitate. Piero De Luca ha ricevuto il sostegno degli ex renziani di Base riformista, come Lorenzo Guerini e Marianna Madia. Il papà Vincenzo prima ha mandato segnali con un post su Facebook: “Nulla di più volgare dei radical-chic senza chic”. Poi ai cronisti – a margine del festival su Massimo Troisi – parla chiaro: “Se inviterei Schlein? Qui sono vietate le brutte parole”. Sul Fatto di domani vi racconteremo la resa dei conti, sempre più vicina, tra Elly Schlein e la vecchia guardia del Pd.


FINANZIAMENTI AI POLITICI, IL CASO SPERANZA E LA SOCIETÀ VICINA AI DEMOCRATICI AMERICANI. Spulciare tra i documenti della Camera sulle donazioni ricevute dai parlamentari in campagna elettorale, si trovano delle sorprese. Ad esempio Roberto Speranza, l’ex ministro della Salute e segretario di Articolo 1, ha incassato il generoso contributo da parte delle associazioni dei farmacisti: 15 mila euro da Federfarma e altri 15 mila dalla sua controllata Farmaservizi srl. Del resto, la categoria è generosa e trasversale: 20mila euro al Pd e altrettanti a Fratelli d’Italia, da parte di Federfarma. Meloni ha ricevuto 20 mila euro da una società edile e altri 20 mila da un’azienda della logistica. Sulla sponda opposta, è andata meglio al segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni: 110mila euro dalla Social Changes Inc, una benefit corporation con sede in California. Il direttore creativo della società, il videomaker di Barack Obama Arun Chaudharye, ha seguito le campagne digitali di molti candidati dem negli Usa e ha curato la comunicazione di Schlein alle Regionali 2020. Sul Fatto di domani vi racconteremo nuovi dettagli sulle donazioni ricevute dagli eletti.


DIGA DISTRUTTA, È “DISASTRO AMBIENTALE”. COME TUTTA LA GUERRA. “Una chiazza di petrolio di almeno 150 tonnellate viene trasportata dalla corrente verso il Mar Nero”: a lanciare l’allarme è il presidente ucraino, all’indomani dell’esplosione della diga di Kakhovka. “Non possiamo ancora prevedere quanta parte delle sostanze chimiche, dei fertilizzanti e dei prodotti petroliferi stoccati nelle aree alluvionate finirà nei fiumi e nel mare”, ha aggiunto Zelensky. Dall’altro lato, secondo Mosca, un “gruppo di sabotatori ucraini” ha fatto saltare in aria nella regione ucraina di Kharkiv la conduttura che trasporta ammoniaca dalla Russia al porto ucraino di Odessa. La verità, come vedremo sul Fatto di domani, è che l’intera guerra sta costando moltissimo al Pianeta, anche in termini di disastro ambientale. E non è ancora chiaro chi abbia fatto saltare in aria la diga: secondo il presidente turco Erdogan, che ne ha parlato al telefono con Putin, per capirlo servirebbe un’inchiesta internazionale. Stamattina, in audizione alla commissione Difesa della Camera, il capo di Stato maggiore della Difesa, Giuseppe Cavo Dragone, ha frenato sull’opportunità dell’ingresso dell’Ucraina nella Nato: “Prima di arrivare a questo – ha affermato – potrebbe esserci lo step intermedio dell’Unione europea: questo potrebbe anche soddisfare le richieste dell’Ucraina senza urtare la suscettibilità, in maniera marcata, della Federazione russa”. Sul fronte diplomatico, si attendono sviluppi alla missione del cardinal Zuppi, anche se Kiev non si dimostra soddisfatta. “La posizione dell’Ucraina è sempre quella – ha spiegato oggi il Segretario di Stato vaticano, mons. Parolin –, ma il fatto di parlarsi e di sentire anche posizioni o prospettive un po’ diverse certamente può essere utile e favorevole alla pace”. La Russia, con Maria Zakharova, fa sapere che “il Vaticano non ha ancora compiuto passi concreti per organizzare una visita a Mosca di Zuppi”, ma allo stessso tempo la valutazione degli sforzi pontifici per la pace è “positiva”. Zuppi ha dichiarato che le prossime mosse saranno studiate insieme a Papa Francesco nei prossimi giorni.


LE ALTRE NOTIZIE CHE TROVERETE

Covid, archiviate le posizioni di Conte e Speranza. L’ex premier e l’ex ministro della Salute erano indagati a Bergamo per omicidio colposo ed epidemia colposa per la gestione delle prime fasi della pandemia. La Procura di Brescia aveva già avanzato la richiesta di archiviazione, accolta oggi dal Tribunale dei ministri perché “il fatto non sussiste”.

Papa Francesco operato per il rischio di un’occlusione intestinale. Intervento in laparoscopia e plastica della parete addominale con protesi al Gemelli di Roma per il Pontefice, che già ieri si era recato al Policlinico per controlli. Il ricovero potrebbe durare parecchi giorni: le udienze sono state cancellate fino al 18 giugno. Bergoglio già nel 2021 si era operato al colon.

Verona, l’inchiesta sulle violenze dei poliziotti. Dopo i 5 arresti di ieri, altri 17 indagati entrano nel mirino della procura per gli episodi di torture, maltrattamenti e peculato. Gli inquirenti hanno chiesto al Giudice per le indagini preliminari la sospensione dal servizio o il trasferimento d’ufficio. Sul Fatto di domani leggerete tutti i nuovi sviluppi.

Bimba di un anno muore a Roma: era stata lasciata in auto. Tragedia stamattina nella zona della Cecchignola: una bambina di un anno è stata trovata senza vita all’interno di una vettura parcheggiata. Secondo le prime informazioni, sarebbe stata lasciata sola da uno dei due genitori. La piccola, infatti, era attesa all’asilo, dove però non è mai arrivata.

Caso Open, attesa per la sentenza della Consulta sul conflitto d’attribuzione. L’udienza pubblica è durata due ore e mezza. I giudici della Corte costituzionale devono decidere sulla legittimità degli atti dei pm di Firenze che in fase di indagine hanno sequestrato – su dispositivi di terzi – messaggi, chat ed email in cui l’interlocutore era Matteo Renzi. Il conflitto è stato sollevato dall’Aula di Palazzo Madama.


OGGI LA NEWSLETTER A PAROLE NOSTRE

Maraini: “Il clima culturale favorisce i femminicidi. Il governo la smetta di mettere bandierine”

di Elisabetta Ambrosi

“Esiste un clima culturale che non definirei favorevole al femminicidio, ma che certamente non tollera alcune conquiste femminili. Per molti uomini, non per tutti ovviamente, la donna amata, la moglie, la compagna sono proprietà private. Intendo proprietà come si intende quella di un animale, o di uno schiavo, qualcosa che appartiene a lui e con cui può fare ciò che uno vuole”. Commenta duramente l’ultimo scioccante femminicidio, quello di Giulia Tramontano, la scrittrice Dacia Maraini. Secondo cui “la dinamica dei femminicidi è sempre molto simile, si sta insieme, si fanno i figli, poi quando la donna decide che vuole uscire e lavorare o separarsi, comincia l’orrore, perché lui, pur di trattenerla sotto il suo dominio, preferisce ucciderla che lasciarla andare.

(continua a leggere)


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