Il Fatto di domani. Altro che “Garanzie” per il lavoro, una mannaia sul Reddito: così Meloni deride i poveri. Jj4 e la famosa invasione degli orsi in Trentino

Di Il Fatto Quotidiano
15 Aprile 2023

REDDITO DI CITTADINANZA ADDIO, LA SCURE DI MELONI SUI POVERI. Neanche più “Mia”, adesso si chiameranno “Garanzia per l’inclusione” e “Garanzia per l’attivazione lavorativa” e saranno pure peggio del previsto. Il governo tira dritto e cancella la misura anti-povertà voluta dal governo Conte: nella bozza di relazione tecnica allo schema di “decreto Lavoro”, si legge che il sussidio – che scatterà dal 1° gennaio 2024 – si sdoppierà. Da un lato la Gil, con valore massimo uguale al Rdc attuale, per chi vive in un nucleo familiare con minori, over 60 o disabili e dunque è ritenuto “non occupabile”; dall’altro la molto meno generosa Gal per chi è in grado di lavorare. La prima riguarderà una platea di 709mila nuclei familiari per una spesa annua di poco meno di 5,3 miliardi; la seconda ne costerà 2. Alla fine, quindi, lo Stato spenderà poco meno di quanto investito finora per il Reddito. Altro che i risparmi promessi agli elettori di centrodestra. Chi richiederà la Gil dovrà essere residente in Italia da almeno 5 anni e, soprattutto, un Isee non superiore a 7.200 euro (contro la soglia attuale di 9.360). La Gal spetterà solo per 12 mesi e per un importo non superiore ai 350 euro al mese (a fronte di un tetto di 6.000 euro di Isee). La bozza prevede anche un inasprimento della sanzioni per dichiarazioni false e truffe con pene fino a 6 anni di carcere. Sul Fatto di domani vedremo nel dettaglio in che modo la premier, che ha scavalcato persino la sua ministra, intende seppellire una misura che, come ci avete scritto, ha salvato la vita e la dignità di tante famiglie. Su Fx Extra il nostro longform “Abbasso la povertà”.


LA FUGA DI ARTEM USS, COSA NON HA FUNZIONATO NELLA CATENA DEI CONTROLLI. “Non eravamo stati informati dalle altre intelligence, sapevamo che c’era una richiesta da parte del Dipartimento di Giustizia americano, legata però a questioni di frode fiscale”: da Addis Abeba, nel suo secondo giorno di visita, la presidente del Consiglio si è espressa sul caso che sta creando conflitti tra il ministro Nordio e la Corte d’appello di Milano, ma ancor più nelle relazioni con Washington. Meloni ha parlato di “anomalie”, in particolare nella “decisione di offrire gli arresti domiciliari con motivazioni discutibili, e di mantenere quella decisione anche mentre c’era un’iniziativa sull’estradizione e quindi il rischio di fuga era più evidente”. Da Milano è partita la relazione al ministero: i giudici sostengono che Nordio non inviò alla Corte la nota del Dipartimento Usa della Giustizia che chiedeva di far tornare in carcere Artem Uss. Il Guardasigilli si limitò, scrivono i magistrati, a girare il 9 dicembre la risposta che lui stesso aveva dato a quella nota con cui spiegava che la competenza a decidere sul carcere è dell’autorità giudiziaria e che la misura degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico è equiparabile alla custodia in carcere. Ieri i giudici gli avevano ricordato che lui stesso avrebbe potuto chiedere ulteriori misure coercitive. Oggi il Pd parla di “inaccettabile scaricabarile” e invita Nordio a riferire con urgenza in Aula. Sul giornale di domani ricostruiremo cosa non ha funzionato nella catena dei controlli nei confronti dell’imprenditore russo che il 22 marzo ha rotto il braccialetto elettronico ed è scappato.


UCRAINA, IL FRONTE PRIGOZHIN AGITA IL CREMLINO. DAI LEAKS USA LA SOTTOVALUTAZIONE DEI PALLONI CINESI. “L’opzione ideale sarebbe annunciare la fine del conflitto, informare tutti che la Russia ha raggiunto i risultati previsti e, in un certo senso, li abbiamo davvero raggiunti“: il capo della Wagner, Yevgeny Prigozhin, è tornato a parlare senza sconti a Putin, forse con l’intenzione di sfruttare un eventuale fallimento militare russo in Ucraina. Prigozhin ha puntato il dito contro i “nemici interni” dello “Stato profondo”, che spingeranno il Cremlino a “fare gravi concessioni”, che equivalgono a “tradire gli interessi russi”. Sul campo la battaglia prosegue a Bakhmut, dove proprio la Wagner avrebbe conquistato altri due quartieri. E mentre Londra parla di “guerra lunga”, gli Stati Uniti devono ancora fare i conti con i documenti trafugati da Jack Teixeira: secondo il Washington Post, i palloni spia di Pechino sarebbero molti di più. Non solo: gli Usa non avrebbero una reale idea neanche della loro funzione. Nei leaks si fa notare come nella stessa Cina siano in pochi a detenere queste informazioni. Sul Fatto di domani vedremo cosa sta succedendo e quanto Teixeira stia diventando l’idolo dei trumpiani in funzione anti-Biden.


IL TRENTINO E GLI ORSI, UNA STORIA D’AMORE E DI CONVIVENZA (IM)POSSIBILE. Jj4,l’orsa responsabile della morte del runner Andrea Papi, non sarà abbattuta, almeno per ora: l’altro giorno il Tar ha accolto il ricorso della Lav e deciso di sospendere l’ordinanza del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti. Contro l’abbattimento si era espressa anche la madre del ragazzo ucciso. Non è, però, la prima volta che il Trentino si trova a dover fare i conti con questi animali reintrodotti sul territorio nel 1999, quando erano prossimi all’estinzione. A differenza delle altre regioni italiane che li ospitano, quella tra gli orsi e il Trentino è una storia complicata, che ricostruiremo sul giornale di domani. Sentiremo anche cosa ne pensa lo scrittore Premio Strega (e montanaro) Paolo Cognetti.


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Baiardo, ritratto del gelataio di Omegna condannato per favoreggiamento alla mafia. Mentre si va a caccia della fotografia – mostrata a Massimo Giletti – che ritrarrebbe insieme Silvio Berlusconi, Giuseppe Graviano e il generale dei carabinieri Delfino, il nostro Marco Lillo ci restituisce la figura dell’uomo che ospitava e portava in giro nel Nord Italia proprio i fratelli Graviano.

Il fu Terzo polo quanto a insulti non è secondo a nessuno. Altro che macerie: quello che doveva essere il partito unico tra Renzi e Calenda sembra più un coacervo di battute da cinepanettone. Di oggi le ultime: “Prende i soldi dall’assassino di Khashoggi”, s’è svegliato il leader di Azione; “Se sono un mostro oggi, lo ero anche sei mesi fa quando c’era bisogno del simbolo di Italia Viva per presentare le liste”, la replica del senatore di Rignano.

Petrolio: verso il record di domanda nel 2023. L’Aie ha pubblicato il suo Oil Market Report di aprile da cui emerge che la domanda petrolifera mondiale nel 2023 salirà al livello record di 101,94 milioni di barili al giorno, dai 99,91 milioni del 2022.

Eziolino Capuano, il Robin Hood del calcio. La tradizionale intervista della domenica al tecnico più famoso della serie C, che ha appena salvato il Taranto dalla retrocessione.


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