Sullo scaffale

I fiori dal male: le piante sopravvissute a Chernobyl

Un filosofo e una artista confezionano un curioso erbario della flora nata dopo (e nonostante) il disastro nucleare di trentacinque anni fa

Di Francesco Ferasin
4 Settembre 2021

“Le impronte presagiscono la sopravvivenza, il bagliore rifratto di ciò che si dà alla vista. Riflettono il significato vissuto e sopravvissuto”. Non una fotografia, ma nemmeno una linea di luce: solo un’impronta. L’artista visiva francese Anaïs Tondeur e il filosofo ambientale russo Michael Marder hanno scelto di raccontare il lascito della tragedia di Chernobyl così, […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 9,99€ per il primo mese
Dopo 15,99€ / mese

Ti potrebbero interessare

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione