Il Fatto di domani. Durigon sempre più solo, anche Salvini lo scarica. Afghanistan, la data del ritiro resta il 31 agosto

Di Il Fatto Quotidiano
24 Agosto 2021

DURIGON “L’HANNO RIMASTO SOLO”. Alla fine ha dovuto mollare lo stesso Salvini: dopo l’incontro di ieri a Palazzo Chigi con il premier Draghi, nonostante le dichiarazioni avessero escluso che l’argomento fosse stato trattato, il leader della Lega sta cercando il modo per accompagnare gentilmente alla porta il suo sottosegretario, travolto dalle accuse e dalle polemiche per aver auspicato l’intitolazione del parco Falcone e Borsellino di Latina al fratello di Mussolini. “Le polemiche sul fascismo appartengono alla Storia – ha commentato Salvini al meeting di Cl in corso a Rimini, che ci racconterà il nostro Tommaso Rodano – e al vertice con Draghi non abbiamo parlato di Durigon ma di pensioni, di quota 100, di flat tax, di emergenza incendi… Fascismo e comunismo sono stati superati dalla Storia e con Durigon sono al lavoro su tanti temi. Però valuteremo serenamente cosa sia più utile fare per lui e per il governo”. A chiedere nuovamente le dimissioni del sottosegretario, sempre da Rimini, è stato contestualmente il segretario del Pd, Enrico Letta: “L’apologia del fascismo è incompatibile con la Costituzione e con il nostro governo. Credo che la vicenda debba essere risolta”. I 5Stelle rimangono convinti dell’ipotesi mozione di sfiducia nel caso in cui le parole di Salvini non dovessero presto trasformarsi in un atto concreto, ma il loro leader, Giuseppe Conte, intervenendo anch’egli al meeting, si è detto sicuro della sensibilità del premier sulla questione. Sul Fatto di domani, oltre a cercare di capire come finirà, ricostruiremo le storie di tutti coloro che, durante il governo dei Migliori, sono stati già allontanati per manifesta incompatibilità.

I TALEBANI CHIUDONO L’AEROPORTO AGLI AFGHANI, BIDEN CONFERMA LA DATA DEL RITIRO. L’accesso all’aeroporto di Kabul d’ora in poi sarà consentito solo ai cittadini stranieri: “Abbiamo chiesto agli americani di non incoraggiare gli afghani ad andarsene. Abbiamo bisogno delle loro competenze”. Mezz’ora prima dell’inizio del vertice straordinario dei ministri degli Esteri del G7, la conferenza stampa dei talebani da Kabul chiarisce in modo definitivo la loro posizione sulla crisi: il caos deve finire e l’Emirato arabo dell’Afghanistan cominciare a fare il suo corso senza più militari stranieri sul territorio. Per questo, per i talebani, la deadline per il ritiro deve rimanere il 31 agosto. E sul Panshir sono arrivate parole distensive: “Vogliamo il dialogo, basta guerre”. Ad archiviare definitivamente l’ipotesi di una permanenza oltre agosto (ventilata soprattutto da Boris Johnson) è stato poi l’intervento di Joe Biden al G7, in cui ha confermato che gli Usa rispetteranno gli accordi. Il Pentagono ha comunicato che sono circa 4.500 le persone che aspettano ancora di essere evacuate dalla capitale afghana. Stamattina il Washington post ha dato in esclusiva la notizia di un incontro segreto tra i vertici della Cia e il leader talebano Baradar. Sul Fatto di domani vedremo quali saranno i risvolti geopolitici del summit del G7. Intanto oggi è stato il giorno dell’audizione in Parlamento del ministro degli Esteri e della Difesa. Luigi Di Maio ha comunicato che sono stati evacuati “tutti gli italiani che lo hanno richiesto”, ma 32 connazionali “che non vogliono tornare”. Sul fronte politico la destra italiana continua a sostenere la linea dell’intransigenza, ribadita anche oggi da Salvini al meeting di Rimini (“No al dialogo con i talebani”). Gli ha risposto Giuseppe Conte: “Serve essere realisti e proteggere chi resta. Basta con i nobel in geopolitica” .

VACCINI, L’OBBLIGO DELLA DISCORDIA (A DESTRA). Ormai è diventato una questione di maggioranza: Forza Italia e Lega sono infatti su posizioni diametralmente opposte rispetto alla possibilità di introdurre l’obbligatorietà della vaccinazione anti Covid. La ministra degli Affari regionali, Mariastella Gelmini, dalle pagine del Corriere della Sera ha dichiarato di non considerarla “un’eresia”, mentre il coordinatore ed europarlamentare forzista, Antonio Tajani, si è detto apertamente favorevole. E anche il governatore della Liguria e leader di Cambiamo, Giovanni Toti, ha spiegato che “tra chiudere il Paese e l’obbligo vaccinale credo che nessun italiano di buon senso sceglierebbe la prima”. Aperture che non sono affatto piaciute a Matteo Salvini, contrario “a qualsiasi tipo di obbligo, di imposizione e di discriminazione”. Nel bel mezzo delle polemiche, rimane la questione della scuola (a meno di due settimane dalla sua ripartenza). In giornata il Tar ha dato ragione al governo e ha rigettato, per “palese inammissibilità”, il ricorso presentato dai sindacati contro il decreto del 6 agosto che stabilisce la sospensione degli insegnanti non vaccinati. Sul giornale di domani vedremo da che parte si andrà. Qui i numeri di giornata. Il Comitato tecnico scientifico dovrebbe decidere venerdì prossimo sulla richiesta di prolungare la durata del green pass a 12 mesi avanzata dal ministero della Salute. È allo studio anche un sistema per risolvere il problema delle scadenze anticipate dei certificati per i guariti.

DAZN, OGNI MALEDETTA DOMENICA DI STREAMING. La prima giornata di campionato è stata caratterizzata dalle polemiche sulla copertura televisiva delle partite, affidata quest’anno per la maggior parte alla piattaforma DAZN, colosso dello streaming che detiene i diritti del campionato italiano e di varie leghe europee. Sabato scorso diversi utenti hanno protestato lamentando interruzioni di segnale e disservizi nella diretta durante il match d’esordio di Serie A, Inter-Genoa, ma oggi il colosso dello streaming ha risposto minimizzando: “C’è stato solo uno spike di qualche minuto su una delle Cdn (i provider che distribuiscono i contenuti, ndr) all’inizio del match”. La società ha anche affermato che l’impatto del problema “non è stato numericamente importante”. Sul giornale di domani vedremo se davvero la questione si può considerare risolta e tracceremo un profilo di Mr DAZN e dei suoi collaboratori italiani.


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I beffati della cassa integrazione. Migliaia di lavoratori in attesa, e non per colpa dell’Inps.

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Marc Ribot. È considerato uno dei più grandi chitarristi del mondo, ospite principale del festival di Vinicio Capossela quest’anno.


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