Il ritratto

Una, nessuna, centomila: fenomenologia di Naomi Osaka, la tennista dalle tante identità

È stata appena sconfitta dalla ceca Marketa Vondrousova alle Olimpiadi, la cui fiaccola aveva acceso. E dire che aveva rinunciato persino a Wimbledon per prepararsi al meglio. Ma non sarà certo una sconfitta a fermarla. Di madre nipponica e padre haitiano, da piccola si è trasferita negli Stati Uniti. Eppure ha tenuto la sola cittadinanza giapponese. È l'atleta più pagata al mondo e si batte per il Black Lives Matter

28 Luglio 2021

“Sto ancora cercando di capacitarmi per quello che è appena successo, è pazzesco” raccontava una raggiante Naomi Osaka ai suoi milioni di follower su Instagram, subito dopo aver tenuto fra le mani la fiamma olimpica con cui ha acceso il grande fiore-braciere sul Fujisan. Con le treccine rosse e bianche a sfiorarle il viso, ha […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 14,99€ / mese

Ti potrebbero interessare

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione