“Aspetti in linea, devo recuperare mio figlio”. Da una località di mare in Abruzzo, Alessandro Di Battista. L’ex parlamentare dei 5Stelle aspetta la nascita del secondogenito: “Ma qui sto incontrando tanti attivisti e studio”.

Il premier ha davvero vinto in Europa?

È stato un risultato eccellente. Questo è il primo tempo della partita, e stiamo vincendo. Vinceremo il secondo se l’Europa abolirà il Patto di Stabilità.

Non corre troppo?

Sono preoccupato dal fatto che tra qualche anno qualche Paese europeo possa svegliarsi e provare a rinfacciare all’Italia il suo indebitamento.

Lei è preoccupato dalle condizionalità del Recovery Fund.

No, il mio problema resta proprio il Patto di Stabilità, fatto di regole ormai obsolete di oltre 20 anni fa, e sono contento che Luigi Di Maio la pensi come me. Mi fiderò totalmente dell’Unione europea solo quando se ne sarà liberata.

Anni fa, voi 5Stelle parlavate di referendum sull’euro, ora festeggiate i soldi che arriveranno dalla Ue. Bella giravolta, no?

Ho sempre pensato che un’Europa davvero unita sia necessaria per contrastare i Paesi emergenti come Cina e India. E una Ue forte serve anche per non farsi dettare l’agenda da Washington. Penso alle sanzioni all’Iran, assolutamente ingiustificate.

L’Italia saprà gestire i miliardi della Ue? Già si discute se fare un cabina di regia o una task force.

Non so, non mi interessano i nomi o le squadre. Il M5S deve fare delle proposte chiare su come utilizzarli, e io ho delle idee.

Prego.

Innanzitutto, si potrebbe investire nel servizio ambientale, la mia proposta per dare lavoro a centinaia di migliaia di giovani impegnandoli in interventi per l’ambiente e contro il dissesto idrogeologico. Servirebbero tra i 4 e 6 miliardi all’anno.

Poi?

Bisogna riconvertire aree come Bagnoli, Marghera e l’Ilva di Taranto, dove va chiusa l’area a caldo. Ho visto che il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha proposto di creare a Taranto un hub dell’idrogeno, e sono d’accordo. Poi va fatto un lavoro di modernizzazione delle aree interne del Paese.

Si vedrà anche in base alla tenuta del governo. Ora Conte è davvero più saldo?

Assolutamente sì. Tanti italiani, a cominciare da Carlo De Benedetti, hanno tifato contro di lui. I poteri forti volevano e vogliono mettere le mani sui soldi per ricostruire l’Italia. Gli è andata male.

Però la maggioranza resta agitata, con il Pd che insiste sul Mes.

Non so perché lo facciano. Ora dobbiamo pensare a come sfruttare al meglio le risorse del Recovery Fund.

Conte è sempre più un possibile capo del Movimento?

Questo va chiesto a lui. Di certo io in squadra voglio sempre grandi giocatori.

Luigi Di Maio ha detto che dovrebbe iscriversi ai 5Stelle.

Lo avevo auspicato anche io settimane fa, parlando a Mezz’ora in più sulla Rai.

Il M5S sembra sfiancato: quindi bisognoso di aggrapparsi a Conte.

Il M5S è forte quando si compatta su grandi battaglie. E a Conte serve un Movimento forte: lo si è visto sul tema Autostrade, dove siamo stati fondamentali.

Lei era ritenuto un problema per Conte.

Il premier non ha mai pensato una cosa del genere.

Vi sentite?

Abbiamo un buon rapporto. Gli ho fatto i complimenti dopo la sua presa di posizione sul Fatto su Autostrade.

Conte vorrebbe alleanze tra Pd e M5S nelle Regioni. E lei?

Io chiedo: dove sono i programmi? Li tirino fuori, poi si vedrà.

Chissà dove sono finiti gli Stati generali del M5S. Si parla di uno slittamento al 2021.

Gli Stati generali sono fondamentali per costruire l’agenda del M5S dei prossimi dieci anni. Vanno fatti il prima possibile.

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