Esplode il caso Benetton tra le Sardine, dopo l’incontro di venerdì a Fabrica, la fucina creativa fondata dall’imprenditore Luciano e dal fotografo Oliviero Toscani. Un incontro pubblicizzato con foto dagli stessi creativi di Fabrica, nonostante le esplicite richieste di riservatezza delle Sardine. Uno dei capostipiti del gruppo che controlla Autostrade per l’Italia, in guerra col governo per la concessione, è arrivato solo verso la fine “per salutare e ascoltare parte del dibattito”.

Una precisazione post-incontro per bloccare le polemiche crescenti. Un’onda che potrebbe trasformarsi in maremoto. Per Jasmine Cristallo, volto delle Sardine calabresi più volte presa di mira da Salvini sui social, l’incontro è stato “sbagliato e improprio. L’autorevolezza che il movimento ha acquisito è il frutto della determinazione di una moltitudine di persone, queste iniziative di popolo non possono più essere direttamente riconducibili a una sintesi di immagine degli iniziali promotori. I quattro amici di Bologna non erano in ‘visita ufficiale’: erano quattro persone ospiti in un luogo, e non certo le Sardine”.

Per Cristallo, che su Facebook invita ad archiviare “questa brutta giornata”, la cosa più grave “è che quella foto venga pubblicata in un momento di confronto in merito alle concessioni autostradali, facendo assumere al movimento intero un ruolo di pressione esterna senza, però, che su questo argomento ci sia mai confrontati”. Senza contare il caso dei terreni acquistati in Argentina dai Benetton (“no global e ambientalisti davanti alle telecamere e, a luci spente, interpreti senza scrupoli di un capitalismo rapace”) “a scapito degli indiani Mapuche”.

A dare la misura della questione è il numero dei commenti: 800 a 1600. Il primo si riferisce alla lettera al premier Conte, il secondo al post-Treviso. Gongola Giorgia Meloni: “Finisce nel ridicolo la favola del movimento popolare”. E i 5Stelle attaccano con Barbara Lezzi, Stefano Buffagni e Mario Giarrusso, durissimo: “Il tentativo delle sardine di sdoganare Benetton, dopo la strage di agosto, è vergognoso. Il pesce ha iniziato a puzzare”.

Risponde un portavoce emiliano, Maurizio Tarantino: “Che il M5S sia arrivato al capolinea era già di pubblico dominio, essere costretti a correre dietro alle Sardine è segno di un declino inarrestabile. Era stato richiesto di non pubblicare foto alcuna e difatti la pubblicazione non è avvenuta dalle 6000 sardine, Autostrade non c’entra nulla, stanno diffondendo fake news”.

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