Come reagirebbe Proust calato in un Grande Fratello di polveroso vintage da lui stesso scelto, perfetto come un set di Westworld, ma ipnotico come un Mirror che da Black si tinge di solari nostalgie? Ne rimarrebbe sedotto, accomodato nel suo locale preferito in attesa della Madeleine che gli avrebbe cambiato la vita. Perché quel giorno, […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

Martha, l’“immatura” che ama il pianoforte

prev
Articolo Successivo

Ritorno al passato (degli anni 90) con Zemeckis

next