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giovedì 14/03/2019

Giulia Sarti, a Montecitorio le immagini dello scandalo

Racconta un deputato di Forza Italia che ieri in aula, guardando alla sua destra, ha notato un collega con lo smartphone nascosto sotto il leggio del suo banco (la “ribaltina”). E sullo schermo, credendo di essere al riparo da altri occhi, scorreva le immagini di una donna nuda. “Stai attento”, gli ha raccomandato: “Ti vedono i ragazzi delle scuole” (quelli in visita guidata a Montecitorio, che osservano l’emiciclo dalla tribuna in alto). Le foto e i video sono quelli di Giulia Sarti, volto storico del Movimento 5 Stelle, ex presidente della commissione Giustizia, travolta da uno scandalo sessuale ogni giorno più inquietante. È una scena assurda: un onorevole che guarda di nascosto le immagini di un’altra onorevole che fa l’amore. La Sarti in queste ore non si fa vedere, è comprensibile. I colleghi invece la scrutano sui loro cellulari. Le sue immagini sono diventate virali anche dentro al palazzo.

Nel giorno in cui il revenge porn approda in Parlamento, nessuno ha voglia di scherzarci su. Nei capannelli del transatlantico se ne parla, ma con pudore, senza battute o allusioni pruriginose, né distinzioni di partito. C’è un senso di vergogna che attraversa quasi tutti, dai deputati di LeU fino a quelli di Fratelli d’Italia.

Solo uno dei leghisti alla prima legislatura minimizza con parole ruspanti: “Ma sì, ma chissenefrega, è come la storia della scopata in bagno… sono discorsi da bar”. Si riferisce all’altro episodio che ha tenuto banco tra i parlamentari in questi mesi: un deputato del Carroccio e una del Movimento che sarebbero stati scoperti durante un rapporto nella toilette della Camera.

Stavolta però non è “materiale da buvette”, come dice il leghista. Non è gossip, forse un’estorsione o un ricatto. Sicuramente una violenza. E sul tema è intervenuto il Garante della privacy, con un richiamo a media e giornalisti.

I compagni del M5S sono scossi. Anche se Sarti ha un piede e mezzo fuori dal Movimento: la sua permanenza, dopo la questione dei bonifici mancanti, è nelle mani dei probiviri. Ieri hanno fatto filtrare un messaggio distensivo: il verdetto contro di lei non è scontato e ci vorrà “tutto il tempo necessario per far luce e dare un giudizio equilibrato”. Ma fonti dei 5Stelle sostengono che l’espulsione di Sarti rimane inevitabile. Anche se ora la priorità è sgonfiare l’attenzione sul caso e alleggerire la pressione su una donna che sta vivendo giornate terribili.

La preoccupazione per lei sembra sincera da parte di tutti. Spiega Giorgio Mulè di Forza Italia (il partito che ha appena presentato, come i 5Stelle, un disegno di legge per punire la diffusione illecita di immagini sessuali): “La Sarti è una persona che politicamente trovo insopportabile. Ma una violenza del genere spaventa, è una cosa disgustosa”.

Malgrado a vario titolo si dicano tutti schifati, le immagini continuano a girare da una chat all’altra come un virus: non c’è praticamente onorevole a cui non siano capitate sotto agli occhi (“Te le mandano anche persone insospettabili”).

Ai taccuini delle agenzie e alle telecamere dei tg, c’è invece una processione di pubblici messaggi di solidarietà: Giorgia Meloni, Mariastella Gelmini, Mara Carfagna, Ettore Rosato, Walter Verini, Barbara Saltamartini.

Solo il Pd si è distinto, in parte, chiedendo alla presidenza di Montecitorio di verificare se sia vero che a casa della grillina siano stati ripresi anche dei politici, o incontri di carattere istituzionale. Roberto Fico – vertice della Camera trasformata in camera da letto e buco della serratura – non ha risposto ai dem, ma ha diffuso un messaggio per la compagna di partito: “La diffusione di immagini private è un atto vigliacco. A Giulia la solidarietà mia e di tutti i deputati”.

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Politica
Mediaset e La7

Dalle Iene a Gruber, 24 ore di smentite e precisazioni in tv

“Il casoGiulia Sarti, sollevato da Le Iene, domina il dibattito politico”: inizia così la nota pubblicata dal programma di Italia1 in relazione alle immagini circolate durante la giornata. “Noi indaghiamo su questioni di pubblico interesse, su dove potrebbero essere finiti i soldi che la parlamentare aveva dichiarato di aver restituito al fondo per il microcredito – si legge – e che sarebbero stati dedicati anche all’eventuale acquisto di apparecchi di videosorveglianza forse per girare filmini privati. Non c’entra nulla con la diffusione del materiale rubato anni fa dalla sua posta elettronica. La diffusione delle sue foto intime, oltre che un reato, è una vera violenza”. Sempre ieri, anche La7 ha diffuso una precisazione: “In merito alle polemiche sulla vicenda Sarti, vengono attribuite a Lilli Gruber affermazioni (“Chi di spada ferisce di spada perisce”) che la conduttrice non ha mai fatto e che non corrispondono al suo pensiero né ai contenuti della puntata”. La frase infatti era di Paolo Mieli e riferita alle foto inviate ai giornalisti: ”È come se chi le sta mettendo in giro dicesse ai 5Stelle: avete voluto questo mondo selvaggio? È il gusto sadico di dire: chi di spada ferisce, di spada perisce. Adesso ve la beccate voi questa cosa”.

Politica
L’appello ai media

Richiamo del Garante della Privacy: “Non diffondetele”

La eco che ieri ha assunto la vicenda del servizio de Le Iene sullo scandalo che riguarda la deputata del M5s Giulia Sarti ha spinto, ieri, il Garante della Privacy Antonello Soro a mettere in guardia i giornalisti e i media su come trattare il caso astenendosi dalla diffusione di sue immagini personali.

“Con riferimento a notizie relative alla possibile circolazione di immagini molto personali della deputata M5s Giulia Sarti – si legge nella nota diffusa in mattinata – il garante richiama l’attenzione dei mezzi di informazione al rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali e del codice deontologico dei giornalisti”.

Ha poi spiegato il contenuto e le norme da rispettare.

“Tali regole – sottolinea – impongono al giornalista di astenersi dal diffondere dati riguardanti la sfera intima di una persona per il solo fatto che si tratti di un personaggio noto o che eserciti funzioni pubbliche, richiedendo invece il pieno rispetto della sua vita privata quando le notizie o i dati non hanno rilievo sul suo ruolo e sulla sua vita pubblica”.

Vignette

Fatto a mano di Natangelo del 14/03/2019

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