Christian Solinas, candidato presidente delle destre in Sardegna, non ha un buon rapporto con l’università. Qualcuno lo chiama il “Trota sardo” perché – come il figlio di Bossi – avrebbe ottenuto un diploma farlocco in una fantomatica università di Santa Fè, nel New Mexico (Usa).

Dell’ateneo che gli ha rilasciato il diploma – il Leibniz Business Institute – si sa davvero poco. Il Miur non lo riconosce: in Italia il pezzo di carta infilato nei vecchi curricula di Solinas non ha valore. In compenso nel suo più recente cv alla voce “Titolo di studio” c’è una novità: una laurea in Giurisprudenza “vecchio ordinamento”.

Scavando un po’ nella carriera universitaria di Solinas si scoprono una serie di anomalie difficilmente spiegabili.

Il segretario del Partito sardo d’azione, eletto al Senato lo scorso 4 marzo grazie al patto con la Lega, si è laureato il 12 dicembre 2018 all’Università di Sassari. La sua carriera – come si apprende grazie ai documenti visionati dal Fatto Quotidiano – si era arenata nel 2008, l’anno accademico in cui Solinas si è trasferito dall’ateneo di Cagliari a quello di Sassari. In quel passaggio gli sono stati riconosciuti 13 esami già effettuati nella prima parte della sua esperienza universitaria. Fin qui nulla di male. Poi iniziano le irregolarità.

Sul suo libretto sassarese risultano ben 4 esami sostenuti nel lontano 2008 che vengono verbalizzati (in blocco) addirittura 10 anni più tardi. Si tratta di Diritto penale, Diritto romano, Diritto amministrativo e Diritto civile: Solinas li ha superati il 2 aprile 2008, ma la data di verbalizzazione è il 30 novembre 2018.

Non si tratta solo di una stranezza, ma di una chiara irregolarità. Basta leggere quanto previsto dal regolamento dell’Università di Sassari: “La firma del verbale deve avvenire contestualmente o immediatamente dopo l’inserimento degli esiti degli studenti iscritti all’appello, e comunque entro quindici giorni dalla data di fine appello”. Tutti gli esami registrati il 30 novembre 2018 sono quindi formalmente irregolari.

Non è l’unica anomalia dello studente Solinas. Ci sono altri due esami che riportano la solita data di verbalizzazione: il 30 novembre 2018. Queste due ulteriori prove però sono state sostenute il 27 febbraio 2017 (Diritto Penale II) e il 10 aprile 2017 (Diritto Civile II). C’è una doppia irregolarità: non solo gli esami vengono verbalizzati a mesi di distanza dalla discussione, ma quando li ha sostenuti Solinas non poteva nemmeno essere iscritto all’ateneo.

Il senatore infatti ha pagato le tasse universitarie per il triennio 2015-2018 in un’unica soluzione solo nell’ottobre 2018: nel febbraio e nell’aprile dell’anno precedente quindi non era in regola e non avrebbe potuto dare esami.

Il senso comune peraltro induce a un ulteriore ragionamento: dopo 10 anni di inattività universitaria quasi completa (a parte tre esami superati nel biennio 2013-2014), il segretario del Psd’az decide di tornare sui libri proprio pochi mesi dopo essere stato eletto al Senato (il 4 marzo 2018).

Da quel giorno non solo Solinas si fa verbalizzare un gran numero di esami risalenti al 2008 (e due del 2017), ma riesce anche a coniugare l’attività parlamentare con il superamento delle ultime due prove che gli mancano: Procedura Penale e Diritto Commerciale (non due esami qualsiasi per gli studenti di giurisprudenza). Oltra a scrivere e discutere la tesi.

Il grande giorno, per Solinas, è il 12 dicembre 2018, quasi sotto Natale. A Palazzo Madama si discute una delle leggi più importanti di questo primo scorcio di legislatura, la cosiddetta “Spazza corrotti”, ma quel giorno il senatore sardo risulta in congedo: è di fronte alla commissione di laurea.

L’uomo a cui Matteo Salvini affida il suo destino in Sardegna è finito in un’altra storia da “Trota”. Sarebbe bene chiarisse. Il rettore dell’università di Sassari Massimo Carpinelli – contattato dal Fatto – non ha voluto farlo.

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