Sorpresa a Napoli e in Campania. Nella corsa ancora lunga alla segreteria del Pd, qui Maurizio Martina vince le convention dei circoli, batte Nicola Zingaretti grazie all’appoggio di Vincenzo De Luca, e sarebbe la prima volta in 11 anni di storia dem che il governatore campano si schiera con il cosiddetto ‘candidato perdente’. Per rinfrescare la memoria degli anni più recenti: nel 2012, da sindaco, De Luca implotonò il ‘sistema Salerno’ su Bersani, che in queste zone stritolò Renzi, l’anno dopo De Luca vestì la maglietta del leader di Rignano e fu Renzi a stravincere. E allora la domanda nasce spontanea: Martina è davvero destinato alla sconfitta contro Zingaretti – attestato al momento in una forbice tra il 47% e il 49%, contro il 36% circa del suo principale avversario – quando il 3 marzo si farà sul serio? Oppure in Campania De Luca e il suo potentato odorano qualcosa di ancora ignoto nel resto del popolo democratico? Qualcosa in grado di ribaltare il pronostico quando il segretario verrà scelto dal voto allargato ai non iscritti in fila ai gazebo?

Domande. Ipotesi. Nel frattempo i fatti dicono che a Napoli Martina ha vinto, e a Salerno e Benevento ha stravinto, sfiorando rispettivamente il 55%, il 65% e il 70% (oltre l’84% nella sola Salerno città). Forte del traino dei gruppi dei consiglieri regionali e parlamentari campani quasi tutti dalla sua parte. E senza un endorsement chiaro di De Luca in suo favore. Ma non ce n’è stato bisogno. Si è schierato il suo mondo, a cominciare dal consigliere regionale Antonio Marciano, portavoce campano della mozione Martina, proseguendo per il vicepresidente della giunta Fulvio Bonavitacola. Martina ha goduto anche del sostegno di uno che deluchiano non è, l’ex sottosegretario alle Infrastrutture di Letta, Renzi e Gentiloni, Umberto Del Basso De Caro, che a Benevento ha fatto incetta per sé nella corsa alla segreteria regionale, conquistando l’82%. Per la segreteria campana però i giochi sembrano già chiusi: viaggia verso la vittoria il sindaco di Poggiomarino Leo Annunziata, che sfonda il muro del 55%, voluto da De Luca e da una parte della mozione Zingaretti.

Il segretario del Pd di Napoli Massimo Costa plaude entusiasta ai dati provenienti dal suo territorio: “Hanno votato quasi 9mila iscritti, ritengo che sia un risultato straordinario, abbiamo dimostrato che a Napoli le primarie si possono svolgere con ordine e organizzazione”. Per la verità fino a pochi anni fa a questi appuntamenti votavano in più di 20mila, e fino a lunedì sera risultavano smarriti i verbali di 36 circoli su 126. “Colpa di una casella mail piena” spiega una fonte della segreteria napoletana. Li hanno ritrovati e contabilizzati nel comunicato finale che attesta Martina a 4.623 voti tra Napoli e provincia contro i 2.958 di Zingaretti e i 716 di Roberto Giachetti. Al momento qui non si segnalano ricorsi, mentre a Salerno ce n’è uno che riguarda il circolo dove è andata a votare Anna Apicella, moglie dell’ex europarlamentare Alfonso Andria. Quando la signora ha chiesto la scheda ha trovato lo spazio nel registro corrispondente al suo nome già siglato. Qualcuno aveva votato al suo posto. Poi sono risultate scrutinate 269 schede rispetto a 216 votanti. Il circolo in questione si chiama ‘Angelo Vassallo’, il sindaco di Pollica che praticava la legalità e la tutela dei beni comuni, ucciso nel 2010 da una mano ancora ignota. Circostanza che ha fatto indignare Dario Vassallo, presidente della Fondazione intitolata al fratello: “Cari candidati alla segreteria, vedo quello che accade a Salerno proprio nel circolo che porta il nome del sindaco pescatore, e voi continuate a tacere. Non state facendo una bella figura”.

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