Non che un altro cinema, anzi, “il” cinema l’avrebbe salvata, giacché il genere del caso si chiama exploitation e non sfruttamento, e la lingua è paternità. Eppure è lì, Oltreoceano, che tutto è già scritto, quattro anni prima che muoia, lì che sogno e preghiera vanno a braccetto, e cercano la vena buona: “La sai […]

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