Dicembre 1959, Radio Paris-Cocktail. Si presenta un giovanotto alto e bello, indossa un giubbotto di cuoio, ha occhi da tartaro così azzurri che ci si perde dentro. E una voce possente. Si chiama Jean-Philippe Smet, ha 16 anni e mezzo, canta con lo pseudonimo di Johnny Hallyday. Madre francese. Padre belga. Famiglia di artisti fin […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

In offerta per il primo mese a solo 1€*

(*successivamente 17,99€ / mese)
Articolo Precedente

La tutor di Regeni interrogata a gennaio

prev
Articolo Successivo

“Basta definirla migrazione, questa è una vera diaspora”

next