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giovedì 12/10/2017

Rai, parte il valzer delle poltrone mentre gli ascolti vanno a picco

Il dg Orfeo presenta il nuovo giro di nomine in piena crisi di share. Resiste solo la prima rete, le altre crollano. La rete 2 affonda, la Dallatana sostituita. Nessuna direzione per Vianello. Incubo Auditel

Com’era nell’aria già da settimane, parte un valzer di poltrone in Rai. Ilaria Dallatana lascia la direzione di Rai2, dove approda, con un cambio di casacca in corsa, l’attuale direttore di Rai1 Andrea Fabiano. Al suo posto, alla guida della rete ammiraglia, arriva Angelo Teodoli, ex direttore di Rai2 attualmente a Rai Gold (la struttura che si occupa di gestire la programmazione di Rai Premium, Rai Movie e Rai4). Infine, alla direzione di Rai Gold verrà nominata Roberta Enni, attuale vicedirettrice di Rai1. Grande sconfitto in questo giro è Andrea Vianello, vice direttore di Rai1, dato in pole position per prendere il posto di Fabiano e rimasto a bocca asciutta. Dopo la sostituzione di Daria Bignardi con Stefano Coletta a Rai3 nel luglio scorso, arrivano dunque altre nomine da parte del direttore generale Mario Orfeo, che oggi le sottoporrà per la definitiva approvazione al consiglio di amministrazione.

Questa seconda tornata parte dalla volontà di Dallatana di lasciare la Rai. “Orfeo non rivoluziona, ma cambia quando proprio non ne può fare a meno”, raccontano le voci da Viale Mazzini. Già al tempo di Antonio Campo Dall’Orto l’ex fondatrice di Magnolia aveva dato segni d’insofferenza, tanto da manifestare l’intenzione di andarsene. Secondo i sussurri, Dallatana non si è mai presa con il mondo Rai (e tanto meno con il nuovo dg Orfeo) e non ha gradito sottostare al tetto dei 240mila euro annui che per lei, imprenditrice privata, evidentemente sono pochi. Ma c’è anche una terza versione, più maligna: Rai2 è in crisi di ascolti e le sue trasmissioni di punta, come Nemo nessuno escluso, su cui la rete ha scommesso parecchio, non vanno bene. Dallatana pare non abbia condiviso alcune scelte e ora non ci sta a venir indicata come la responsabile dei flop.

E qui si arriva alla nota dolente che riguarda due dei tre canali principali della tv di Stato: la grande crisi degli ascolti. In questi giorni, infatti, si parla solo del caso Fazio, che esiste ed è di rilievo: domenica scorsa Che tempo che fa durante la sovrapposizione è stato sconfitto dalla fiction di Gianni Morandi L’Isola di Pietro (16,4% contro il 18,4%) su Canale5. Ancora peggio lunedì quando la seconda serata di Fazio ha registrato un misero 9,1%, stracciato dal Grande Fratello Vip (30,5). Ma il programma di Fazio non è il solo ad andar male. Cartabianca, di Bianca Berlinguer, in onda su Rai3, perde automaticamente la sfida con DiMartedì di Giovanni Floris su La7 (l’altro ieri quest’ultimo ha fatto il 5,8% contro il 4,3, con Le Iene all’11,4 su Italia1). A parte rare eccezioni, infatti, l’ex direttrice del Tg3 non ha mai vinto la sfida con il suo competitor, riuscendo nel maggio scorso a scendere sotto il 3%, tanto che a Viale Mazzini si parlava di un nuovo “caso Politics”.

Altro programma in difficoltà è Nemo, la grande scommessa di Rai2 e di Dallatana. Nella prima puntata della nuova stagione ha registrato il 3,8%, nella seconda il 3,3%, sconfitto da Piazza Pulita di Corrado Formigli (4,1%) su La7. Un trend che sembra ricalcare quello della passata stagione: una partenza bassa (intorno al 3%) ma un recupero nel finale (con punte fino al 7% nell’ultima puntata). Ma comunque numeri bassi rispetto alle aspettative. Altro flop, finora, è la nuova versione de La vita in diretta, il programma pomeridiano di Rai1 condotto da Marco Liorni e Francesca Fialdini, sconfitto nel derby quotidiano da Pomeriggio Cinque di Barbara D’Urso. Martedì, addirittura, con dieci punti sotto: 11% contro il 22,6.

Al di là dei singoli programmi, c’è un dato strutturale che vede una grave sofferenza di Rai2 e Rai3, mentre Rai1 dimostra di tenere botta. All’avvio della stagione televisiva del 2016, dal 10 settembre alla metà di ottobre, Rai2 aveva uno share del 6,49 contro il 5,8 del 2017, con un calo di audience da 630.460 spettatori a 576.757. Rai3 nello stesso periodo del 2016 registrava uno share del 6,13 contro il 5,84 del 2017, con un calo di spettatori da 594.980 a 580.601. Migliora invece Rai1: a inizio stagione lo scorso anno la rete ammiraglia registrava il 15,63 contro il 16,38 del 2017, ovvero 1.517.495 spettatori diventati quest’anno 1.627.778.

Una partenza al ribasso che appare clamorosa anche alla luce delle importanti risorse in arrivo dal canone in bolletta. E di cui oggi i consiglieri chiederanno conto a Orfeo in cda. Di fronte al calo di ascolti, infatti, il giro di nomine interne sembra non essere la risposta adeguata. “Bisogna mettere la testa su programmi e contenuti”, spiega una fonte interna. Perché se è vero che “nuove trasmissioni hanno bisogno di tempo e in Rai è giusto sperimentare”, è anche vero che qui “si tratta di trasmissioni (come Nemo e Cartabianca) partite la scorsa stagione, che avrebbero già esaurito il tempo di rodaggio”. E ormai ogni mattina a Viale Mazzini si attendono i risultati Auditel come un incubo.

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Era il più potente di tutti a Casal di Principe e non solo. Gestiva gli affari camorristici in Campania, si aggiudicava appalti edilizi in tutta Italia. È stato arrestato dalla Squadra Mobile di Napoli il 7 dicembre 2011, dopo ben 16 anni di latitanza. Rai1, con la seconda stagione di Sotto copertura, dal titolo “La cattura di Zagaria” ripercorrerà alcuni anni della latitanza e della cattura del boss della camorra. Otto episodi divisi in quattro puntate da cento minuti, in onda in prima serata, a partire da lunedì prossimo. Alessandro Preziosi (in foto) sarà nei panni di Michele Zagaria, capo dei capi del paese in provincia di Caserta. Il suo più grande avversario, che nella realtà è stato l’allora capo della mobile Vittorio Pisani, è invece interpretato da Claudio Gioè, che nella fiction si chiama Michele Romano, comandante di una squadra composta tra gli altri da Antonio Folletto (Carlo Caputo), Antonio Gerardi (Salvo Izzo) e Matteo Martari (Francesco Vicentin). “La preparazione del personaggio – ha detto Preziosi – è stata ossessiva. Mi sono inizialmente ispirato a Il sindaco del Rione Sanità di De Filippo, ma poi, entrato nel personaggio e certo di raccontare delle verità, è stato un lavoro molto più semplice”.

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