L’inchiesta

Consip, la chiamata scomparsa dopo quell’incontro fra Tiziano e Romeo

La scelta dei pm - C’è una conversazione chiave che i magistrati hanno deciso di non valorizzare

30 Ottobre 2018

C’è un’intercettazione che non leggerete nella richiesta di archiviazione di Tiziano Renzi. La telefonata dura 56 secondi, parte il 16 luglio 2015 alle 15:27 dall’imprenditore Alfredo Romeo e arriva alla segretaria Paola Grittani. Pochi mesi prima l’amico di Tiziano Renzi, Carlo Russo, si è presentato all’imprenditore campano Romeo. Il Fatto considera talmente importante l’intercettazione da averle già dedicato una pagina sei mesi fa. Visto che i pm di Roma nella loro richiesta di archiviazione non la degnano di una riga, oggi la riproponiamo perché i lettori si facciano un’idea su Tiziano Renzi, su Carlo Russo e sui pm stessi.

Così ricostruivamo il 3 aprile 2018 quell’intercettazione del 16 luglio 2015: “Alfredo Romeo – che non è in sede – chiama con il suo cellulare la sua segretaria storica. I Carabinieri del Noe trascrivono: ‘Alfredo chiama la Grittani alla quale chiede se, visto che nelle Grandi Stazioni ci sono due gare, una per le pulizie e una per le manutenzioni, la Romeo partecipa ad entrambe. Grittani risponde che al momento è una procedura ristretta per la quale stanno preparando le domande di partecipazione visto che una scade il 27 e un’altra il 29 luglio… poi avverrà l’invito con l’invio del capitolato con le specifiche’. A questo punto – concludevamo – sarebbe molto importante capire se Romeo chiama Paola Grittani per chiedere informazioni sulla gara proprio perché a Firenze è stato sollecitato sul punto. Al Fatto risulta che i Carabinieri hanno trovato l’incrocio delle celle agganciate dai telefonini di Tiziano Renzi e Alfredo Romeo in quel periodo”.

Non disponevamo allora dei dettagli del traffico telefonico. Ora i pm ci illuminano: “In una sola occasione l’utenza in uso a Romeo ha agganciato ponti ripetitori compatibili con un incontro con Tiziano Renzi e Carlo Russo. Il giorno 16 luglio del 2015 infatti a partire dalle ore 15 (guarda caso 27 minuti prima della telefonata di Romeo sulla gara Grandi Stazioni segnalata dal Fatto, ndr) circa le utenze dei tre soggetti hanno agganciato ponti ripetitori che servono zone attigue, situate al centro di Firenze compatibili con il loro eventuale incontro”.

Attenzione: i pm indagano sui rapporti tra Tiziano, il suo amico Russo e Romeo. Grazie ai tabulati scoprono che “probabilmente” si incontrano il 16 luglio 2015 a partire dalle 15. Grazie alle intercettazioni sanno che Russo sostiene nell’estate del 2016 di potere influire su Grandi Stazioni. I pm hanno letto sul Fatto che c’è un’intercettazione sulla gara Grandi Stazioni tra la segretaria e Romeo avvenuta durante o poco dopo il “probabile” incontro a tre a Firenze e cosa fanno? Invece di valorizzarla la dimenticano.

I pm scrivono del probabile incontro del 2015 sulla base dell’analisi delle celle telefoniche e di una telefonata del giorno dopo tra Romeo e Italo Bocchino nella quale l’imprenditore dice di aver visto una persona definita “logorroica e vestita in malo modo” che per i pm “potrebbe individuarsi in Tiziano Renzi”.

In pratica i pm non credono a Tiziano che ha sempre detto di non avere mai visto Romeo, men che meno con Russo. Però poi non affondano il colpo. Ritengono Russo un millantatore. Anche se Russo parla con l’amministratore di Consip, grazie a Tiziano due volte. Anche se organizza un incontro tra Romeo e Tiziano Renzi a Firenze, probabilmente. I pm non spiegano perché Tiziano avrebbe dovuto mentire sull’incontro a tre con Romeo e Russo. Non spiegano perché Romeo avrebbe dovuto telefonare dopo o durante un simile incontro alla segretaria per informarsi di una gara che poi sarebbe stato uno dei temi di discussione principali degli incontri Romeo-Russo dell’estate 2016.

Comunque Russo è un “truffatore”. Perché nel caso di Grandi Stazioni per i pm si è appurato che Romeo Gestioni ha partecipato a due gare e le ha perse entrambe nel 2016 ergo “nei giorni in cui Russo interloquiva con Romeo la posizione in graduatoria delle società dell’imprenditore campano era già cristallizzata”. I pm non spiegano perché, nonostante la gara di Grandi Stazioni fosse già nelle mani di altri, Russo e Romeo parlano a ottobre 2016 del 2-3% da dare a Russo sulla gara Grandi Stazioni. L’unica cosa sicura è che i pm hanno chiesto di archiviare l’accusa di turbativa contro Silvio Gizzi, Romeo e Russo per la “palese millanteria da parte di Carlo Russo di un suo indebito intervento sul presidente Gizzi’. Anche i pm non trovano una spiegazione agli incontri tra il presidente Gizzi e Russo nel settembre 2016 dopo l’aggiudicazione provvisoria delle gare: “Resta il dato non perfettamente chiarito delle ragioni delle loro frequentazioni”. Poi aggiungono che “non possono comunque essere correlate alle vicende di Romeo”. L’affermazione è smentita da una nota della richiesta dei pm ove si riporta il verbale di Silvio Gizzi: “Ho conosciuto Russo all’inizio del 2016 (…) l’ho incontrato circa una decina di volte (…) l’ultima a ottobre 2016 con incontri che duravano non più di 5/10 minuti in tali incontri Russo si è manifestato come espressione delle società riconducibili all’imprenditore napoletano Romeo, mi ha chiesto notizie in ordine alle gare in corso relative alla manutenzione e pulizie alle quali partecipava Romeo Gestioni”. Sembra il contrario di quel che scrivono i pm.

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