Aun soffio dalle urne, Davide bussa alla porta di Golia e pone una domandina: gentili amici del Sì, ma quanto avete speso? Per caso, i 10 milioni calcolati a spanne dalla stampa? Quesito interessante quello del comitato per il No, che per bocca del suo vicepresidente, Alfiero Grandi, invita il comitato pro-riforma a scoprire le carte, o meglio i conti, prima di domani: “Lo sfidiamo a fare come noi: renda pubblici i finanziamenti ricevuti e presenti un rendiconto di come sono stati impiegati i fondi”.

Già, perché il tesoriere del No, Antonello Falomi, le cifre le spiega nel dettaglio: dal 14 luglio al 2 dicembre, grazie a 3075 donatori, il comitato contro la riforma ha raccolto 301.476 euro. Soldi spesi per tutte le necessità: dagli spot e messaggi autogestiti in tv e in radio, alla stampa, affissione e spedizione di 150 mila manifesti e di un milione e mezzo di volantini. Per arrivare all’affitto di attrezzature e sedi e ai contributi a iniziative locali, fino all’acquisto delle copie della Costituzione spedite a tutti i sottoscrittori. Insomma, poco denaro e tanto impegno sui territori, grazie a 710 comitati in giro per l’Italia. Per carità, di impegno ne hanno messo tanto anche sul fronte del Sì. Dove però hanno potuto contare anche su risorse molto, ma molto più ingenti. Quante, non è dato da sapere con esattezza. Ma si parla di milioni di euro. Come ricostruito dal Fatto, solo le lettere inviate dal comitato per il Sì ai quasi quattro milioni di votanti italiani all’estero sono costate attorno a un milione e mezzo di euro tra spese di tipografia e (soprattutto) spedizione, nonostante la tariffa agevolata di Poste Italiane.

Una mossa possibile grazie anche a un cortocircuito di ruoli, ricorda Grandi, che punge: “È eticamente discutibile che il presidente del Consiglio giri un assegno di 500mila euro di rimborso elettorale al suo Comitato per il Sì, di cui per di più firma le lettere”. Così, si torna al guanto di sfida: “Noi siamo Davide, loro Golia: e allora rendano pubblici i finanziamenti, prima del voto”. Perché farlo dopo sarà troppo semplice. E indolore.