Alcuni commentatori americani lo avevano notato subito: è stato Berlusconi ad aprire la strada a Trump. Governare è potere, la politica non c’entra niente, le idee non c’entrano niente, la ricchezza conta perché intimidisce e tiene alla larga la burocrazia (non chiedi autorizzazioni, decidi e paghi da solo) e definisce il personaggio. Ma non è il vero punto di separazione, a differenza di quanto molti di noi hanno detto e scritto nei primi anni berlusconiani. Conta usare il privilegio per mentire, bluffare e mantenere fuori equilibrio il gioco.

Le mosse sono due. Una spinta indietro, brusca e improvvisa, del tutto imprevista. Berlusconi ha scelto di attaccare la Costituzione, definendola “comunista” e rompendo subito un legame che aveva tenuto anche durante gli anni di piombo delle Br e della destra armata. Trump, che arriva al potere della più grande potenza del mondo nel tempo di una economia multicentrica formata da un intrico di scambi di ricchezze, proprietà e fondi sovrani, proclama l’isolazionismo nel senso antico e semplice del primo Novecento: frontiere, dazi, stop all’immigrazione. La seconda mossa è dimostrare (la teoria del complotto) che l’immigrazione è cambio di sangue e di popoli, a danno dei bianchi e dei cristiani. Un intrigo così ha il pregio di entusiasmare le intelligenze elementari e di allargare la questione che divide tutti i Paesi e divide il mondo.

Il parallelismo fra Trump e Berlusconi fa apparire l’ex leader italiano una nave scuola. Berlusconi, infatti, appena possibile, va a cercare e attacca al suo carro la Lega Nord che, al momento, è un partito secessionista, dedicato al disprezzo pesante e volgare degli italiani del Sud (esige che nel Veneto non siano ammessi insegnanti meridionali) e a un’intensa avversione per la nascente Unione europea. Ma, alle condizioni giuste, la Lega si arruola. Nascono così i vent’anni distruttivi di governo o di efficace opposizione berlusconiana. Per realizzare il progetto bisogna che l’infezione della paura dello straniero dilaghi. Servono notizie false.

Contro il diritto a sapere, predicato da Pannella, occorre la confusione di un’informazione rovesciata in cui i colpevoli sono i migranti e chi li salva, tutti parte di una associazione per delinquere insieme con i profittatori dei tentativi di fuga. Notare che i profittatori ci sono perché è impedito ogni corridoio umanitario e ogni salvataggio a cura dello Stato. C’era (Mare Nostrum), è durato un anno, funzionava, salvava moltissimo ed è stato subito chiuso. Infatti in questa visione il male non è morire. Il male è arrivare vivi e diventare parte di un Paese che invece vuole fermare e chiudere, affinché non ci sia sostituzione di popoli. La sostituzione di popoli è l’ossessione di Trump e del suo stretto giro interno (ora apparentemente si è liberato di Stephen Bannon, inventore delle fake news, e portatore delle teorie di cui stiamo parlando) insieme con l’isolamento assoluto da ciò che non è americano.

Berlusconi e Trump hanno attaccato le due Repubbliche a loro affidate. Hanno spaccato i loro rispettivi Paesi e dalla spaccatura sono usciti fascisti, nazisti, suprematisti bianchi, KKK, CasaPound, decisi a rifarsi un potere cavalcando la paura del cambio di sangue, di religione, di popoli. In America sono i suprematisti bianchi, in cerca di vendetta dalla presidenza di Obama e di una vendetta più lontana, la sconfitta dello schiavismo. In Italia è la negazione aperta e sfacciata della Resistenza. Qui diventa vistosa e dolorosa la differenza di risposta dei media e dei popoli alla sfida mortale. In Italia, giornali e televisioni cedono, seguendo passo passo, e con disciplina, i cambiamenti che portano al ritorno del fascismo da una porta che sembrava chiusa per sempre. In America i media (tutti) resistono al punto da commentare gli assurdi discorsi del presidente in diretta e dal vivo, e con allarmata franchezza.

In Italia il grosso del partito di sinistra erede della Resistenza ne cancella di colpo tutti i valori, spostandosi bruscamente sul lato della lotta contro l’immigrazione. E affida l’arresto di chi prova a salvarsi a un frammento (armato dall’Italia) di un oscuro governo libico. Come si vede, il governare distruttivo di Trump ha una somiglianza forte con il governare distruttivo di Berlusconi giovane che ha lasciato lunga eredità e attiva imitazione degli ex oppositori. Entrambi fanno uscire dalla fossa gli scheletri del razzismo (il delitto di Charlottesville) e del fascismo (la nave fascista C Star che cerca profughi in mare da consegnare agli aguzzini libici). Entrambi hanno ferito duramente la dignità dei loro Paesi. L’America resiste.