Il Fatto di domani. Salvini e l’amico di Putin: tutti gli incontri in direzione Mosca. Inflazione alle stelle e salari al palo, ma a Bankitalia va bene così

Di FQ EXTRA
31 Maggio 2022

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LE VISITE DI SALVINI ALL’AMBASCIATA DI MOSCA. LA NOSTRA ESCLUSIVA. Il leader della Lega e l’ambasciatore russo in Italia Sergej Razov non si sono incontrati soltanto una volta, il 1 marzo come riportato dalle cronache, ma si sono visti almeno tre volte, l’ultima 10 giorni fa, tra il 19 e il 24 maggio, all’insaputa del governo. Negli stessi giorni il Cremlino bocciava il piano di pace italiano circolato per iniziativa della Farnesina. All’ultimo incontro era presente anche Antonio Capuano, ex forzista e consigliere di Salvini nell’organizzazione del viaggio a Mosca. LEGGI L’ESCLUSIVA SU FQ EXTRA. Su Capuano adesso indagherà il Copasir. Il presidente Adolfo Urso ha dichiarato che sono state avviate “le usuali procedure informative previste” per l’attività che sarebbe stata svolta dall’avvocato Antonio Capuano nei confronti di alcune rappresentanze diplomatiche. Sul Fatto di domani continueremo a pubblicare i retroscena sull’ipotetico viaggio di Salvini a Mosca. Ha commentato la vicenda anche Draghi, a Bruxelles: “L’importante è che i rapporti siano trasparenti”, ha detto il premier. Capuano ha risposto che non ha nulla da nascondere e che se Palazzo Chigi avesse detto no al viaggio Salvini non sarebbe mai partito.

INFLAZIONE ALLE STELLE E SALARI AL PALO: IL VERO “CIRCOLO VIZIOSO” ITALIANO. Nella relazione annuale, il governatore della Banca d’Italia Vincenzo Visco oggi ha commentato gli ultimi dati sull’inflazione pubblicati dall’Istat. L’indice dei prezzi al consumo è salita del 6,9% rispetto all’anno scorso (+0,9% rispetto al mese scorso). Sono livelli che non si vedevano dal 1986. Oltre a riconoscere che l’inflazione è un rischio, Visco ha invitato a evitare di alzare i salari per non innescare una “spirale” analoga a quella vista durante la crisi petrolifera degli anni 70. Una prospettiva che pare molto difficile da verificarsi in un Paese come l’Italia dove i salari non crescono da 30 anni (abbiamo tra i peggiori numeri dell’Unione europea). Sul Fatto di domani vedremo come stanno le cose con un’ampia analisi. Il segretario Pd Letta ha rilanciato sul salario minimo, ma dallo stesso partito Giuseppe Provenzano dubita che la legge si possa approvare in questa legislatura. Visco ha anche chiarito che se la guerra in Ucraina si prolungherà l’Italia dovrà attendersi una perdita di 2 punti di Pil in due anni. Queste parole sono state riprese dal leader dei 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha affermato che questa “è la ragione per cui dall’inizio il M5S è contrario a una escalation militare”.

DONBASS, VERSO LA PRESA DI SEVERODONETSK. KIEV “LICENZIA” LA COMMISSARIA AI DIRITTI UMANI. Putin avrebbe dato l’ordine di occupare l’intera regione di Lugansk e Donetsk entro l’1 luglio, secondo fonti dei servizi segreti ucraini. Le truppe russe sono vicini alla presa di Severodonetsk, dove secondo le stime ci sarebbero circa 12 mila civili. A Mariupol è cominciata l’annessione ed è partita una prima nave cargo dal porto sotto la nuova gestione russa. Trasportava metalli. La procuratrice generale ucraina afferma di aver identificato 600 crimini di guerra. Ma l’altra notizia che arriva dall’Ucraina riguarda la vicenda della commissaria ai diritti umani ucraina Liudmila Denisova: è accusata di aver fallito nell’organizzazione dei corridoi umanitari. Ieri aveva denunciato che Zelensky aveva dato ordine di licenziarla perché la sua attività dava fastidio al governo di Kiev. Oggi il parlamento ha votato a larga maggioranza per sfiduciarla. Sul Fatto di domani ricostruiremo questa vicenda e anche quelle degli altri responsabili politici rimossi dal governo Zelensky in questi tre mesi di guerra. Intanto, la diplomazia telefonica di Erdogan riscuote un risultato: il ministro degli esteri russo Lavrov ha confermato che andrà in Turchia per discutere il passaggio delle navi cariche di grano bloccate nei porti. Il presidente dell’Unione Africana dice che telefonerà a Putin per esprimere “preoccupazione” per la crisi alimentare.

SANZIONI UE, MESSA LA TOPPA SUL PETROLIO SCOPPIA IL PROBLEMA DEL GRANO. La crisi alimentare è stata al centro della seconda giornata del Consiglio europeo straordinario. “Siamo di fronte a un’urgenza prioritaria: venti milioni di tonnellate di frumento sono bloccate in Ucraina e devono uscire” ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Sul tema si è dilungato anche il presidente del consiglio italiano Mario Draghi nella conferenza stampa a conclusione del vertice. Come anticipato ieri, i 27 hanno deciso un embargo parziale sul petrolio russo, solo via mare. Le norme sono tutte da scrivere, come vedremo sul Fatto di domani. Von der Leyen ha sbandierato il successo affermando che il sesto pacchetto “distruggerà la capacità di Putin di finanziare la sua guerra”. Lo stop al petrolio partirà a dicembre o addirittura più tardi. Anche per Draghi il bilancio è positivo. Quanto al tetto al prezzo del gas, la soluzione è un “valuteremo” che è bastato a Draghi per vendersi il risultato come una vittoria. Nel frattempo, mentre nella lista dei sanzionati finisce anche il patriarca Kirill, Gazprom ha annunciato che da domani sospenderà le forniture di gas alla principale compagnia energetica danese a causa del mancato pagamento del gas consegnato ad aprile e del rifiuto di pagare le prossime forniture in rubli.


LE ALTRE NOTIZIE CHE TROVERETE

Ex Ilva, negato il dissequestro. La Corte d’assise di Taranto ha rigettato la richiesta di dissequestrare l’area a caldo degli impianti ex Ilva e subito dopo il ministero dello Sviluppo Economico ha dato il via libera alla proroga del contratto fino al 31 maggio 2024 tra Ilva in As, ArcelorMittal e Invitalia. Quindi nessun obbligo di acquisto immediato e lo Stato non sale al 60% di Acciaierie d’Italia. I sindacati protestano per il rischio di rallentamento del piano di rilancio.

Caso Open, respinta l’istanza di Renzi. Il tribunale di Genova ha respinto l’opposizione di Matteo Renzi contro l’archiviazione delle accuse ai magistrati della procura di Firenze. Il gip di Genova archivia dunque le accuse ipotizzate verso il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo, l’aggiunto Luca Turco e il sostituto Antonino Nastasi, incaricati del processo Open.

In memoria di Carlo Smuraglia. Partigiano, avvocato (è stato il legale della famiglia Pinelli), parlamentare e presidente onorario dell’Anpi. Sul Fatto di domani il ricordo firmato da Gad Lerner.

Esterno Notte, intervista a Fabrizio Gifuni. Intervistiamo l’attore che impersona (magistralmente) Aldo Moro nella serie firmata Marco Bellocchio, ora al cinema.


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