Il Fatto di domani. Quando Zelensky era il “comico populista”. Le due verità russe: le sanzioni ci fanno male, anzi no

Di Il Fatto Quotidiano
17 Aprile 2022

UCRAINA, BOMBE A OVEST PER STRINGERE IL DONBASS. Le colombe di Pasqua non fermano la guerra. Oggi l’attenzione russa si è spostata vicino al confine, nell’ovest dell’Ucraina, con un bombardamento missilistico che ha colpito Leopoli provocando 7 morti. In particolare nel mirino dei russi ci sarebbero state zone adiacenti la ferrovia. Obiettivi civili, quindi. Ma le bombe sono piovute anche su Kharkiv dove sarebbe stato colpito il parco giochi nel distretto di Osnovyansky. Il tutto mentre si intensificano i combattimenti nell’area del Donbass: “Mentre stanno distruggendo Mariupol, vogliono spazzare via anche altre città e comunità nelle regioni di Donetsk e Luhansk”, ha detto Zelensky che è tornato a chiedere armi all’occidente. E e autorità del Luhansk hanno invitato i residenti a evacuare la regione: “La prossima settimana potrebbe essere difficile. Questa potrebbe essere l’ultima volta in cui possiamo salvare i civili”, ha detto il capo dell’amministrazione regionale Sergei Gaidai. Sul giornale di domani vedremo qual è la strategia russa in questo frangente del combattimento: ossia tenere impegnati gli ucraini nella parte ovest per poi stringere la morsa a est. E vi racconteremo anche la guerra dei simboli: mentre a Kiev si fa la fila per il francobollo che celebra la resistenza dell’Isola dei serpenti, il battaglione russo Sparta sceglie la nonnina con la bandiera rossa come nuovo stemma da portare al braccio. Vedremo di cosa si tratta. Sempre dal campo di battaglia due cittadini britannici che combattevano con i soldati ucraini e fatti prigionieri dai russi hanno lanciato un appello (mandato in onda dalla tv russa Russia-1) al premier britannico Boris Johnson, in cui chiedono di agevolare uno scambio per la loro liberazione rilasciando il politico ucraino filorusso Viktor Medvedchuk. Sul giornale di domani il perchè dell’attenzione di Mosca nei confronti dell’oligarca ucraino. Su FqExtra l’audiocronaca di Giampiero Gramaglia.

QUANDO ZELENSKY ERA IL “COMICO POPULISTA”. Oggi Zelensky ha consegnato al capo della delegazione dell’Unione europea in Ucraina Matti Maasikas il questionario compilato per ottenere lo status di Paese candidato all’adesione all’Ue e proprio sul tema dell’adesione del Paese alla Ue verterà l’analisi dell’ex generale Fabio Mini. Ma a proposito di Zelensky, oggi osannato e accolto nelle cancellerie come una sorta di eroe per il suo modo di contrastare l’invasione russa, andremo a vedere cosa ne pensavano i nostri giornaloni: “Il comico populista”, “il Grillo dell’Ucraina”, “un impreparato totale” per citare alcune definizioni dell’epoca della sua elezione. Tornando al tema pacifismo vi daremo conto della polemica che segue alla pubblicazione di vecchi post in cui il capo dell’Anpi, Pagliarulo parlava di “Ucraina Stato nazista e vergogna della Nato”. “Non sono putiniano. Antifascista sempre e condanno l’invasione dell’Ucraina”, ha replicato il presidente dell’Anpi che era stato attaccato anche per il “no all’invio delle armi all’Ucraina e la richiesta di una commissione internazionale per fare luce sui fatti di Bucha”. Vi daremo conto di quanto sta accadendo a pochi giorni dalla ricorrenza del 25 aprile. Sempre a proposito della strage, secondo Kiev, Putin ha decorato la 64a brigata di fucilieri, ossia i militari accusati di aver partecipato ai massacri di civili.

PROPAGANDA RUSSA: LE SANZIONI FANNO MALE, ANZI NO. La governatrice della Banca centrale russa Elvira Nabiullina ha detto che le sanzioni cominciano a farsi sentire sull’economia russa. Una frase che deve aver infastidito non poco zar Putin, visto che è intervenuto per correggere la rotta: il “blitzkrieg economico” lanciato dall’Occidente contro la Russia attraverso le sanzioni “è fallito”, mentre le stesse sanzioni stanno già provocando “un declino negli standard di vita” nei Paesi europei, ha detto il capo del Cremlino. Sul Fatto di domani vedremo come stanno le cose e come procede il discorso sanzioni in Europa (oggi la quotazione del mais ha raggiunto il massimo degli ultimi 10 anni), ma anche quanto la Cina è esposta nei confronti della Russia e cosa sta succedendo nei paesi emergenti legati a Mosca.

TRACCIAMENTO COVID, UN REPORT CERTIFICA IL FLOP. Anche il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è risultato positivo al Covid, tanto che – per il momento non presenta sintomi – ha annullato il viaggio in Angola e Congo a caccia di materie prime. Sul fatto di domani vi racconteremo di un recentissimo report che boccia la strategia italiana per il tracciamento dei malati di Covid, quella che doveva essere un a delle principali armi per arginare la pandemia. Qui i dati dei contagi di oggi.


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La giustizia che non arriva. La storia di Ugo Russo, 15enne morto ammazzato a Napoli, colpito da un carabiniere in borghese durante un tentativo di rapina. Da due anni aspetta giustizia, e intanto il quartiere festeggia quello che sarebbe dovuto essere il suo 18esimo compleanno.

Le gaffe della Maggioni. Ascolti in calo – nonostante una guerra così mediatica – nell’ammiraglia della Rai, ma anche tante brutte figure del Tg1. Vi racconteremo cosa sta combinando la direttrice della testata principale della tv pubblica.

Addio Catherine Spaak. Si è spenta a 77 anni l’attrice Catherine Spaak dopo una lunga malattia. Era ricoverata in una clinica di Roma. Vi proponiamo un ricordo del personaggio.

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