Il Fatto di domani. Putin disinnesca le sanzioni: adesso il gas si paga in rubli. Draghi con l’elmetto si fa sponsor dell’industria bellica

Di FQ Extra
23 Marzo 2022

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UN MESE DI GUERRA: IL NOSTRO RACCONTO DA KIEV. Mentre la guerra dura ormai da un mese, le notizie diplomatiche cedono il passo a quelle militari. Il conflitto si concentra su Mariupol e intorno a Kiev, mentre il fronte dei russi avanza molto lentamente. Le autorità ucraine denunciano che la Russia avrebbe usato bombe al fosforo bianco sui civili. Il flusso di profughi non si arresta, domani lo racconteremo con una testimonianza dello scrittore Erri De Luca dal confine tra Ucraina e Romania. I morti, civili e militari, sono uno dei grandi temi di scontro tra le opposte propagande, ma anche una chiave per capire come sta andando questo conflitto. Per questo motivo il nostro inviato Stefano Citati è andato a vedere qual è la situazione negli obitori di Kiev: sul Fatto di domani il suo reportage dal campo con le foto esclusive di Fabio Bucciarelli. Nel frattempo, su FQ Extra continuiamo a pubblicare le cronache audio di Citati a puntate, con l’aggiunta oggi di un video dalle macerie delle case bombardate vicino alla fabbrica Antonov della capitale ucraina.

LA NATO GETTA BENZINA SUL FUOCO: “RAFFORZARE IL FRONTE EST”. Biden è in volo verso l’Europa per partecipare al vertice Nato previsto domani. “Sto andando in Europa per radunare la comunità internazionale attorno all’Ucraina e fare in modo che Putin paghi un alto costo economico per la guerra che ha scelto di combattere”, ha scritto su Twitter il presidente Usa. Washington agita lo spettro delle armi chimiche, seguito a ruota dal segretario della Nato Stoltenberg, che oggi ha affermato che l’Alleanza aumenterà il sostegno all’Ucraina sul piano della difesa cibernetica, ma soprattutto ha anticipato che sul tavolo dei leader domani ci sarà anche la decisione di “rafforzare ulteriormente la presenza della Nato nel suo lato orientale”. Vedremo sul giornale di domani che effetto può avere questa posizione sul conflitto. La Polonia, tra i Paesi più inclini ad aumentare il sostegno militare contro Putin, oggi ha espulso dal Paese 45 diplomatici russi considerati “spie”.

PUTIN AGGIRA LE SANZIONI: ADESSO IL GAS SI PAGA IN RUBLI. Il presidente russo ha annunciato che entro una settimana i Paesi considerati ostili dovranno pagare in rubli le forniture di gas. La mossa punta a rafforzare la moneta nazionale (che peraltro negli ultimi giorni ha recuperato gran parte delle perdite dei primi giorni dell’invasione) e ha provocato un terremoto sui mercati: i prezzi del metano sono schizzati di oltre il 30%, superando i 125 euro per megawatt/ora. Secondo le stime, ogni giorno i Paesi europei versano circa un miliardo di dollari nelle casse di Mosca per l’acquisto di combustibili, garantendo a Putin risorse in abbondanza per finanziare la sua guerra. E l’Europa non può fare a meno di gas e petrolio russi. La Commissione Ue propone acquisti comuni, ma gli Stati membri vanno per conto loro. A questo va aggiunto, come vedremo nel dettaglio sul Fatto di domani, che le sanzioni economiche non stanno portando la Russia verso il default, come in molti avevano previsto in Occidente. Faremo anche chiarezza sulle voci di dimissioni presentate della presidente della Banca centrale russa Elvira Nabiullina (respinte da Putin).

DRAGHI SPONSOR DELL’INDUSTRIA MILITARE. ED È CACCIA AL DISSENSO. Anche oggi Mario Draghi ha sfoderato una postura bellicista davanti al Parlamento, presentando alla Camera e al Senato le comunicazioni in vista del Consiglio europeo previsto domani e venerdì a Bruxelles. L’aula ha approvato la risoluzione di maggioranza dopo un dibattito acceso, in cui il premier ha evocato il paragone tra Putin e Hitler e Mussolini e ha detto che non aiutare militarmente gli ucraini significa schierarsi con l’aggressore. Ma, soprattutto, Draghi ha confermato l’intenzione di aumentare la spesa militare italiana al 2% del Pil. Significa, lo vedremo sul giornale di domani, 104 milioni al giorno (dati dell’osservatorio Milex). Parallelamente cresce sui media mainstream il clima da caccia alle streghe, sotto forma dei “putiniani”. Sul Fatto di domani sarà il generale Fabio Mini a dissezionare i meccanismi di questa “censura liberale”, che opera non soltanto nel nostro Paese. Torneremo anche sulla storia della presunta attività di spionaggio portata avanti dal Cremlino in Italia con la scusa della missione anti-Covid del marzo 2020. A smentire nettamente queste ipotesi è stato Franco Gabrielli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti, che poi ha commentato: “La solidarietà è un’altra vittima della guerra”.


LE ALTRE NOTIZIE CHE TROVERETE

Covid, l’odissea dei trivaccinati stranieri. Mentre la stagione estiva si avvicina e cominciano i flussi di turisti emergono alcuni paradossi della gestione burocratica della pandemia che tengono in ostaggio stranieri e italiani in arrivo dall’estero. Oggi i nuovi contagi sono 76.260 casi e i morti 153.

Il cold case di via Poma. Pino Corrias racconta per noi tutti gli elementi del delitto irrisolto di Simonetta Cesaroni, avvenuto il 7 agosto del 1990, dopo che la procura ha riaperto le indagini.

La Nazionale non pervenuta. L’Italia si gioca la qualificazione ai mondiali domani sera a Palermo contro la Macedonia del Nord. Un bilancio degli anni di Mancini, passata la sbornia degli Europei.


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