Il Fatto di domani. Russia-Ucraina, Zelensky apre a un compromesso su Donbass e Crimea. Il viaggio in Polonia è un boomerang per Salvini

Di FQ Extra
8 Marzo 2022

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RUSSIA-UCRAINA: ZELENSKY APRE A UN COMPROMESSO “MA SENZA CAPITOLAZIONE”. Il tredicesimo giorno di guerra è iniziato con uno spiraglio di mediazione. In un’intervista al network americano Abc il presidente ucraino ha aperto a una soluzione negoziale con la Russia sulla Crimea e sulle repubbliche separatiste del Donbass: “Possiamo trovare un compromesso su come questi territori continueranno a vivere”, ha detto Zelensky, che poi ha ribadito che dal suo punto di vista l’apertura è a “un dialogo, non alla capitolazione”. Nel pomeriggio, parlando alla Camera dei comuni di Londra, ha confermato che combatterà “fino alla fine”. Sul campo, nel frattempo, i corridoi umanitari di Mariupol e Sumy sono stati interrotti da spari e bombe. A Mariupol il sindaco ha denunciato un tentativo di incursione da parte delle truppe russe, che volevano approfittare delle vie aperte per i civili. Si combatte a Mykolaiv, nel sud, e a est, nella regione di Kharkiv, dove gli ucraini denunciano che un bombardamento ha completamente distrutto l’ospedale di Izyum, a metà strada con Donetsk. Neanche Kiev è risparmiata. Intanto, il flusso di rifugiati non si arresta: secondo l’ultimo calcolo dell’Unhcr hanno superato i 2 milioni (di cui 1,2 in Polonia). Sul Fatto di domani pubblicheremo un reportage da Leopoli, via di transito dei profughi verso la Polonia.

BIDEN E JOHNSON VARANO LO STOP AL PETROLIO RUSSO. Gli Stati Uniti non importeranno più gas e petrolio dalla Russia. Lo ha annunciato Joe Biden in un discorso oggi pomeriggio. Riferendosi all’Europa, il presidente Usa ha anche detto di capire che alcuni alleati non potranno allinearsi a questa misura, ma che comunque il greggio americano è a loro disposizione. All’embargo si adeguerà invece il Regno Unito, con tempi un po’ più lenti: entro fine 2022. Dopo gli annunci il prezzo del petrolio è schizzato in alto, sopra i 130 dollari al barile. La Commissione europea ha presentato oggi il piano energetico straordinario Repower Eu. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dalla Russia di due terzi entro fine anno e azzerarla entro il 2030. Non ci sono gli Eurobond (cioè un meccanismo di indebito comune), ma c’è un piano per aumentare efficienza e acquisti da altri fornitori (qui i dettagli). Gli Stati membri potranno tassare in via temporanea gli extra profitti dei produttori di energia elettrica redistribuendo i proventi ai consumatori. L’Ue sta mettendo anche a punto nuove sanzioni: dovrebbe allungarsi la lista degli oligarchi nel mirino e quello delle banche escluse dal sistema Swift, in cui finirebbero anche alcuni istituti bielorussi. La decisione verrà presa vertice dei capi di Stato dell’Ue in programma a Versailles giovedì e venerdì. Mosca ha minacciato per ritorsione di chiudere il gasdotto Nord Stream 1 (che collega Russia e Germania). E c’è uno studio di Goldman Sachs che quantifica i danni per il Pil europeo nel caso di uno stop delle esportazioni di gas naturale russo: la crescita del Pil dell’area euro diminuirebbe di 2,2 punti, e l’impatto peggiore lo subirebbero Germania (-3,4%) e Italia (-2,6%). Vedremo i dettagli di questo studio sul Fatto di domani.

SALVINI TROVA CONTESTATORI ANCHE IN POLONIA. Il viaggio del leader leghista in Polonia non si mette bene. Oggi Salvini è arrivato a Przemysl, a pochi km dal confine con l’Ucraina e punto d’approdo per migliaia di profughi, ed è stato subito contestato da un gruppo di italiani. Ma il peggio è arrivato quando il sindaco della cittadina, tirando fuori una maglietta di Putin (la stessa che Salvini indossava in una famosa foto sulla Piazza Rossa), gli ha detto che non l’avrebbe ricevuto in Comune e gli ha chiesto di andare con lui al confine per condannare il presidente russo. Salvini ha dovuto allontanarsi. Sul Fatto di domani vedremo che il leader leghista ha problemi anche con i suoi accompagnatori.

DRAGHI AI MARGINI DIPLOMATICI RISCHIA ANCHE SUL CATASTO. Qualche problema con la Polonia c’è stato anche per il premier Draghi, che prima ha annullato l’incontro previsto per domani con l’omologo di Varsavia e più tardi ha annunciato che lo avrebbe visto al vertice dei capi di Stato dell’Ue di Versailles. Nel frattempo danno da fare al premier anche le tensioni interne alla maggioranza, attorno alla riforma del catasto. Nonostante gli sforzi per convincere i berlusconiani che la revisione degli estimi non si tradurrà in un aumento delle tasse, Forza Italia ha confermato la sua contrarietà alla misura, che ora è a rischio per l’opposizione di tutto il blocco di centrodestra. Sul Fatto di domani faremo un fact checking su cosa prevede davvero la riforma e vedremo se il governo potrà andare avanti.


LE ALTRE NOTIZIE CHE TROVERETE

Covid, casi in leggera risalita. Sono 60.191 i nuovi contagi da Covid nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 22.083. Le vittime sono 184 (ieri erano130).

M5S, rigettato il ricorso contro lo stop allo statuto. Il Tribunale civile di Napoli ha rigettato l’istanza di revoca dell’ordinanza cautelare che il 7 febbraio scorso ha sospeso il nuovo statuto del Movimento e la nomina di Giuseppe Conte come presidente. Ora si procederà a una nuova consultazione degli iscritti sullo statuto, il 10 e 11 marzo, con modifiche alle modalità di voto.

100 anni di Baci Perugina. Il cioccolatino più popolare a San Valentino ha una storia molto più complessa dei messaggi a volte che contiene.


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