Rinnovabili

Altro che gas, l’emergenza energetica si risolve col fotovoltaico

Il sole è la soluzione - In una lettera aperta al presidente del Consiglio Mario Draghi e ai ministri, l'associazione Italia Solare parla delle cause reali dell’aumento dei prezzi e avanza una proposta per avere una soluzione economicamente vantaggiosa e tecnologicamente affidabile, a breve termine

11 Gennaio 2022

I prezzi dell’energia delle ultime settimane e quelli previsti per il 2022 non hanno eguali nella storia del nostro Paese. Il ministro Cingolani ha più volte sottolineato che il processo di decarbonizzazione causerà enormi costi sociali. La decarbonizzazione di fatto non è ancora iniziata e ci troviamo l’energia elettrica a 300-400 euro/MWh, quasi 10 volte i prezzi di pochi mesi fa, e il motivo di questa tremenda crisi è proprio il gas, sostenuto in ogni modo da tutti i governi che si sono succeduti da fine 2012 a oggi.

I fatti dimostrano che il gas non è quella fonte affidabile e conveniente che ministri, funzionari e top manager delle partecipate energetiche ci hanno sempre voluto far credere. Il suo ruolo deve essere ridimensionato a favore di rinnovabili e accumuli idraulici ed elettrochimici. “Non credete – si legge nella lettera aperta di Italia Solare – a chi sostiene che la soluzione è nell’aumento della produzione nazionale del gas, perché i quantitativi non sarebbero sufficienti per registrare vantaggi economici tangibili. Non credete a chi insiste col nucleare, troppo incerto nei tempi e nei costi per poter rappresentare un’alternativa reale”.

La soluzione è nelle rinnovabili. L’emergenza prezzi è tale che servono interventi straordinari per calmierare i prezzi nel breve termine, ma non ci si può sottrarre dalla necessità di attuare anche interventi strutturali, volti a evitare in futuro nuove crisi di prezzi come quella che stiamo vivendo adesso. Poiché i produttori di energia rinnovabile che non hanno bloccato il prezzo stanno vendendo a prezzi molto superiori rispetto al passato, vista l’eccezionalità del momento, è corretto partecipare alle difficoltà del Paese, per un periodo da definire, limitando il prezzo di vendita dell’energia rinnovabile (di sicuro non inferiore a 100 euro/MWh, senza toccare le tariffe del Conto Energia), per recuperare somme utili a ridurre le bollette. Giusto prorogare il periodo del Conto Energia per recuperare le somme perdute.

Un provvedimento del genere avrebbe senso se e solo se tutti gli attori della filiera energetica accettassero dei limiti ai propri guadagni. È anche necessario imporre ai concessionari delle reti che i soldi pagati dagli italiani in bolletta per la gestione delle reti, siano esse di distribuzione o trasmissione, siano destinati unicamente alla gestione e sviluppo delle reti stesse, cosa che oggi non avviene.

Per ridurre in modo strutturale le bollette di famiglie e imprese occorre spingere al massimo la diffusione degli impianti fotovoltaici con accumuli su tetti di case e aziende ma anche sui terreni privi di vincoli paesaggistici e ambientali.

Gli impianti residenziali beneficiano di utili detrazioni, mentre per gli impianti su tetti commerciali e industriali, che non si stanno diffondendo adeguatamente, serve attivare al più presto un credito d’imposta con valori più alti in presenza di amianto da bonificare. Per gli impianti a terra, che rappresentano delle significative opportunità di difesa e sviluppo delle attività agricole, occorre sbloccare urgentemente gli iter autorizzativi, che sono sostanzialmente al palo.

Urge anche attivare i prezzi dinamici, di valore variabile nelle ore della giornata in funzione dei costi di produzione, che grazie alle rinnovabili e in particolare al fotovoltaico nelle ore diurne sono molto bassi: perché non riflettere questa dinamica di prezzo sugli utenti, come già avviene in altri paesi europei? In questo modo gli italiani sposterebbero i loro consumi nelle ore in cui l’energia costa meno. Per una fabbrica una simile opportunità farebbe la differenza tra rimanere aperti o chiudere.

Il fotovoltaico è la sola fonte in grado di installare grandi potenze in breve tempo. È quello che ci serve per ridurre rapidamente e in misura crescente la dipendenza dal gas. “Occorre prendere le distanze da chi ha interesse a mantenere la produzione di energia centralizzata, difendendo posizioni dominanti che garantiscono generose rendite. Urge velocizzare la svolta energetica (non si può più parlare di transizione) verso la generazione distribuita e rinnovabile” scrive Italia Solare.

La crisi climatica causa perdite di vite umane e costi ambientali che dovrebbero già convincere i governanti al cambio di passo. Ora si è aggiunta una crisi economica e sociale dovuta all’incapacità di staccarsi con convinzione dal gas. L’aumento della potenza fotovoltaica ed eolica installata, in gran parte abbinata agli accumuli, è l’unica modalità, immediatamente disponibile e veloce, per tamponare e attutire il disastro ambientale, economico e sociale collegato alla crisi energetica che stiamo vivendo. Se non ora quando?

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