Il Fatto di domani. Nuova tegola per Renzi: indagato anche per le conferenze ad Abu Dhabi. La scuola dei migliori riparte già zoppa

14 Luglio 2021

COVID E CALCIO, IL RICATTO DELLA SERIE A. Dopo la bagarre in piazza a seguito del bus con la nazionale di calcio a bordo, i presidenti delle squadre di Serie A sentono di avere il coltello dalla parte del manico: ora chiedono per settembre la presenza al 100% negli stadi di calcio, condizione necessaria per l’inizio del campionato. Questione che stride con quello che pensa di fare il governo, orientato alla presenza di un 25% di tifosi negli stadi. Sul Fatto di domani vi racconteremo lo scontro che – come detto – si intreccia con la vicenda della nazionale. E anche qui racconteremo chi ha dato l’okay per la partenza del bus scoperto che ha provocato assembramenti e quindi rischi di contagio. “Siamo ancora dentro la pandemia, guai a pensare che sia finita”, ha detto il ministro della Salute Speranza. Concetto espresso anche dal consulente del ministero, Walter Ricciardi, secondo cui “allentare le misure di sicurezza in questo momento è assolutamente imprudente”. E infatti anche a seguito della folla di tifosi in strada 5 Regioni potrebbero tornare in giallo con la conseguenza che molti turisti già stanno disdettando le prenotazioni per l’estate. I dati dei contagi delle ultime 24 ore: 2153 nuovi positivi.

LA SCUOLA (ZOPPA) DEI MIGLIORI. Il rapporto Invalsi restituisce un quadro drammatico della scuola italiana: la dad ha provocato danni enormi per l’apprendimento dei ragazzi, soprattutto alle superiori. Alle medie il 39% degli studenti non ha raggiunto risultati adeguati in italiano e il 45% in matematica. Alle superiori il dato sale rispettivamente al 44% e al 51%. E mentre il ministro Bianchi dice che “bisogna porre la scuola al centro del Paese per uscire da questa fase nella maniera migliore”, il rischio è una riapertura a settembre nel caos. Il governo vuole la presenza al 100%, ma i problemi che c’erano sono rimasti tutti sul tavolo: dal distanziamento complicato da rispettare, alla carenza di insegnanti. Inoltre, nonostante il ministro Speranza si affretti a fare sapere che “l’85% delle persone che operano nelle scuole hanno ricevuto almeno la prima dose”, il problema esiste, visto che una parte del personale non è vaccinato o non ha completato il ciclo.

RENZI INDAGATO ANCHE PER LE CONFERENZE AD ABU DHABI. Non bastava l’inchiesta della procura di Roma per finanziamento illecito e false fatturazioni per il documentario su Firenze (su cui leggerete nuovi dettagli), Matteo Renzi è finito nel registro degli indagati anche per le conferenze tenute ad Abu Dhabi. Questa volta la procura competente è quella di Firenze. Il leader di Italia Viva è indagato per “emissione di fatture per operazioni inesistenti in relazione ai compensi ricevuti”. Assieme a lui sarebbe indagato anche Carlo Torino, titolare di una società di Portici (Napoli), la Carlo Torino e associati, che per l’accusa avrebbe fatto da tramite per la ricezione del compenso dell’ex premier. Altra tegola che allunga la lista di indagini a carico di Renzi d’Arabia. Tutto questo mentre Marco Mancini, capo reparto del Dis, è stato sentito oggi in audizione dal Copasir per il famoso incontro in autogrill con Renzi. Incontro immortalato da un video trasmesso da Report.

LA SPAZZAPROCESSI SEMBRA FATTA DA BERLUSCONI. Il giudizio dell’Associazione nazionale Magistrati non lascia dubbi: “È agevole prevedere che, per effetto dell’innovazione si determinerà un incentivo per le impugnazioni, con ulteriore aggravio per gli uffici in sofferenza ed inevitabile incremento dei tempi di definizione, mettendo così a rischio il perseguimento dell’obiettivo strategico di riduzione dei processi penali del 25%”. Sugli effetti deleteri per la giustizia della riforma Cartabia i magistrati si sono già ampiamente espressi, ma sul giornale di domani vedremo che le nuove norme assomigliano molto a una delle leggi volute da Berlusconi, quella sul “processo breve”, a suo tempo per uccidere i processi a suon di prescrizione. All’epoca il Pd votò contro e i giornaloni fecero la loro battaglia contro la norma, cosa che oggi non avviene.

SI CONTINUA A LICENZIARE, E SPUNTA L’AIUTINO ALLE BANCHE. La Whirlpool ha comunicato a governo e sindacati di aver aperto la procedura di licenziamento per 340 operai dello stabilimento di Napoli. I lavoratori hanno protestato oggi durante la visita di Draghi e Cartabia al Carcere di Santa Maria Capua Vetere. L’amministratore delegato del comparto italiano, Luigi La Morgia, ha detto chiaramente che “tutte le attività sono ferme da 8 mesi” e che finora l’azienda non aveva potuto dare seguito a una decisione già presa perché “la normativa ha imposto legalmente di non poter procedere”. È la terza grande procedura di esubero in due settimane, dopo i casi di Gianetti Motors e di GKN, che abbiamo raccontato sul Fatto. Insomma, tolto il blocco dei licenziamenti, le aziende sono libere di licenziare: a poco serve la possibilità di ottenere una proroga di 13 mesi di cassa integrazione. Racconteremo la vicenda sul Fatto di domani. Intanto, la Camera dei deputati ha approvato oggi con voto di fiducia il decreto Sostegni bis, che ora passa al Senato. 444 voti favorevoli e 51 contrari, più una sorpresa: dentro c’è un emendamento “salva banche”, che sottrae circa 1 miliardo di euro ai clienti delle banche. L’hanno sottoscritto Lega e Forza Italia, domani leggerete i dettagli.


LE ALTRE NOTIZIE CHE TROVERETE DOMANI

Aggiornamenti da Cuba. Dopo le proteste, continua a covare il malcontento contro il governo.

Usa, attacco al diritto di voto. I Repubblicani stanno tentando un blitz in vari stati per limitare il suffragio. “Siete senza vergogna” ha detto Biden.

Cronache da Cannes, dove saranno proiettati tre film molto attesi: di Sean Baker, Ildiko Enyedi e Jacques Audiard.


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