Notizie e denunce

Alaska: Biden sospende i contratti di trivellazione artica di Trump

L’amministrazione del presidente Joe Biden sospenderà i contratti di locazione di petrolio e gas nell’Arctic National Wildlife Refuge in Alaska in attesa di una revisione ambientale. La mossa annulla la decisione dell’ex presidente Donald Trump di vendere i contratti di locazione del petrolio nel rifugio per espandere lo sviluppo di combustibili fossili e minerali. La gigantesca natura selvaggia dell’Alaska ospita molte specie importanti, tra cui orsi polari, caribù e lupi. I leader tribali artici hanno accolto con favore la mossa, ma i repubblicani sono contrari. Il 2021 potrebbe essere un punto di svolta per affrontare il cambiamento climatico.

Fonte: Bbc

Soprintendenza Unica, Italia Nostra: “Colpo di grazia alla tutela paesaggistica”

“Gli ingranaggi del Recovery Plan faranno strame della natura, della cultura, della storia e dell’identità, di quello che a pieno titolo, ma ancora per poco, possiamo chiamare il Bel Paese”. Lo ha dichiarato l’associazione Italia Nostra secondo cui “la capillare diffusione delle rinnovabili, così come prevista, per la nostra Italia, non è sostenibile: non è possibile spargere sul territorio nuovi impianti di estensione dieci volte maggiore di quanto già orrendamente impiantato negli ultimi quindici anni. Sarà un massacro e l’ultimo insulto al paesaggio”. Il colpo di grazia sarebbe dato dalla prospettata “Soprintendenza unica e dalla deroga a qualsiasi regola che disciplini l’uso corretto del territorio”.

Fonte: Italia Nostra

Turow, una miniera di carbone spacca l’Europa

La Corte di giustizia europea chiede lo stop immediato alle attività della gigantesca miniera di lignite a cielo aperto di Turow, al confine tra Polonia e Repubblica Ceca. Una decisione presa sulla base della denuncia di Praga per danno ambientale. Avanzata dopo che la Polonia e Pge, società polacca a controllo statale e proprietaria del sito minerario, hanno stabilito di estendere la licenza estrattiva fino al 2044. Ovvero per altri 23 anni, giungendo perciò all’esaurimento del giacimento. Un termine temporale che, formalmente, rispetta gli attuali obbiettivi del Green New Deal, che guarda al 2050. Ma che non è compatibile coi propositi di riduzione delle emissioni di gas serra stabiliti dall’Accordo di Parigi sul clima e contrasta anche con la volontà di molti Paesi dell’Unione europea e delle istituzioni globali di abbandonare il carbone già entro il 2030.

Fonte: Valori.it

Plastiche monouso, Legambiente: “Nella giusta direzione schema di decreto di recepimento della direttiva Ue”

Legambiente interviene sulle polemiche dei giorni scorsi sul recepimento della direttiva sulla plastica monouso in dirittura di arrivo in Italia. “Lo schema di decreto legislativo del ministero della Transizione ecologica per recepire la direttiva Sup va nella giusta direzione e riconosce all’Italia la leadership internazionale su bioeconomia, produzione di plastiche compostabili, raccolta differenziata dell’umido domestico e filiera industriale del compostaggio”, commenta il presidente dell’associazione ambientalista Stefano Ciafani. “Riteniamo invece fortemente sbagliata l’impostazione sulle bioplastiche compostabili delle linee guida emanate nei giorni scorsi dalla Commissione europea, che invece farebbe bene a seguire il modello italiano che ha permesso di ridurre i sacchetti per l’asporto merci di quasi il 60% dopo il bando entrato in vigore circa 10 anni fa”. Lanciamo un appello al governo italiano – conclude Ciafani – affinché emani entro i tempi previsti, ossia entro il 3 luglio 2021, il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea senza prevedere proroghe, come invece si sta facendo da tempo con la plastic tax, anche per evitare l’avvio della procedura d’infrazione”.

Fonte: Legambiente

Contro dossier di Kyoto Club, Legambiente e Wwf Italia sul Ponte sullo Stretto di Messina

Una relazione irricevibile perché viziata dalla esclusione pregiudiziale di una delle alternative (il miglioramento e potenziamento con soluzioni innovative del traghettamento) e perché mancante degli elementi di base essenziali – costi di realizzazione, manutenzione e gestione e valutazione degli impatti ambientali – per poter giustificare la scelta del ponte. Per questo la Relazione va rinviata al ministero per le Infrastrutture e la Mobilità Sostenibile, perché si proceda davvero a un vaglio delle ipotesi più sostenibili e realizzabili per il Paese dal punto di vista economico-finanziario, sociale e ambientale. È quanto sostengono Kyoto Club, Legambiente e Wwf nel loro contro-dossier dal titolo significativo “La corretta valutazione delle alternative all’attraversamento stabile dello Stretto di Messina”, in cui contestano le conclusioni della Relazione del Gruppo di Lavoro (GdL) incaricato a suo tempo di valutare le alternative per l’attraversamento stabile dello Stretto di Messina.

Fonte: Wwf

Report e studi

I microhabitat negli alberi per preservare la biodiversità

I microhabitat legati agli alberi (Tree-related Microhabitats – TreM) sono strutture costituite da buchi di marciumi, cavità, grandi nidi, muffe, corpi fruttiferi e miceli di funghi decompositori. I TreM sono stati ampiamente riconosciuti come importanti substrati e strutture utili per la conservazione della biodiversità negli ecosistemi forestali e possono essere utilizzati come indicatori per descrivere e monitorare il grado di naturalità delle foreste. In un lavoro pubblicato recentemente su iForest – Biogeosciences and Forestry, un gruppo di ricerca italiano ha studiato la diversità e l’abbondanza di 23 tipi di TreM su alberi vivi e su legno morto in sette foreste non gestite delle montagne mediterranee dell’Appennino centrale. L’abbondanza di TreM è stata valutata contando il numero di TreM per albero, mentre la loro diversità è stata valutata mediante l’indice Shannon-Wiener. I risultati hanno confermato che la dimensione dei fusti degli alberi (in termini di diametro) è strettamente associata all’abbondanza e alla diversità dei TreM. Questo studio fornisce informazioni utili alla gestione sostenibile delle foreste mediterranee e alla conservazione della loro biodiversità, e rappresenta un utile strumento per gli operatori del settore impegnati nelle pratiche forestali.

Fonte: Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia

Dall’energia alla mobilità, ecco il menù per la neutralità climatica delle città

Efficienza energetica degli edifici, mobilità elettrica e condivisa, elettrificazione dei consumi finali e produzione locale da fonti rinnovabili. Sono questi gli ingredienti per la ricetta dedita alla neutralità climatica delle città, responsabili oggi di oltre il 70% di emissioni di CO2 e sempre di più al centro del problema climatico. Lo mette in evidenza lo studio ‘Verso città carbon neutral. Scenario Verona’, messo a punto dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile in collaborazione con il Green city network, con il sostegno di Volkswagen group Italia e di Agsm Aim e il patrocinio del Comune. Prendendo la città di Verona come paradigma delle città d’arte italiane, lo studio indaga il potenziale di riduzione degli impatti relativi al muoversi e all’abitare in città. Lo studio analizza il potenziale di riduzione dei consumi e delle emissioni associati a questi due settori mettendo in evidenza come soluzioni organizzative efficaci e tecnologie efficienti consentirebbero di ridurre fino al 76% il fabbisogno di energia finale, determinando una riduzione di oltre l’80% delle emissioni di CO2, che passerebbero dalle attuali 815mila a 150mila tonnellate all’anno, riducendo il fardello associato a ogni abitante da 3,14 a 0,59 tonnellate ogni anno.

Fonte: Rinnovabili.it

Nonostante i progressi, la strada per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità resta in salita

Il Rapporto annuale del segretario generale delle Nazioni unite ha delineato lo stato globale dei 17 Sustainable Development Goals (SDGs) a sei anni dall’adozione dell’Agenda 2030. La relazione è stata pubblicata in maggio, a due mesi dal prossimo High-level political forum, e si basa sugli ultimi dati disponibili (aprile 2021) contenuti nel quadro globale degli indicatori per gli SDGs. Il contesto generale viene definito dagli stessi redattori del documento come “preoccupante”. Rispetto alla lotta al cambiamento climatico, nonostante il Covid-19, i primi dati evidenziano un aumento delle emissioni di gas serra nel 2020 rispetto all’anno precedente. Per limitare il riscaldamento della temperatura globale a 1,5° C al di sopra della temperatura pre-industriale, obiettivo fissato dagli Accordi di Parigi, bisogna eliminare le emissioni di CO2 al livello globale entro il 2050, cominciando con un taglio del 40% delle emissioni entro il 2030.

Fonte: Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile

Allarme laghi senza ossigeno in Europa e Stati Uniti

I livelli di ossigeno di centinaia di laghi in Europa e negli Stati Uniti sono crollati in pochi decenni. Abbastanza da mettere seriamente a rischio questi ecosistemi e la loro biodiversità, a partire dalla fauna ittica. Cosa c’è dietro questi laghi senza ossigeno? Due i fattori principali, entrambi legati all’attività umana: l’aumento delle temperature e l’inquinamento delle acque. L’allarme arriva da una ricerca scientifica pubblicata su Nature che ha analizzato un campione di 400 bacini lacustri sulle due sponde dell’Atlantico. I ricercatori hanno rilevato la temperatura delle acque e i livelli di ossigeno disciolto e li hanno confrontati con misure analoghe prese nell’arco di diversi decenni, tra il 1941 e il 2017. Secondo la ricerca, il valore medio del declino di ossigeno disciolto in acqua arriva al 5,5% per le acque superficiali e al 18,6% per le acque profonde. “L’ossigeno è uno dei migliori indicatori della salute dell’ecosistema e i cambiamenti in questo studio riflettono un’impronta umana pronunciata”, spiega Craig E. Williamson, coautore dello studio. Anche gli oceani stanno perdendo quantità ingenti di O2, ma il calo registrato nei bacini lacustri è da 2 a 9 volte maggiore.

Fonte: Rinnovabili.it

La crisi climatica “responsabile di una morte su tre dovuta al caldo”

I cambiamenti climatici sono responsabili del 37% delle morti dovute a temperature eccessive. È quanto rivela un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Climate Change, condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Berna. Una cifra che potrebbe essere addirittura sottostimata rispetto ai danni effettivi che i cambiamenti climatici stanno causando sulla salute umana, sia in termini di surriscaldamento che di emissione di gas nocivi. I ricercatori hanno voluto analizzare i dati relativi alle morti in 732 città sparse per il mondo, verificando le cause dei decessi tra il 1991 e il 2018. Di tutti i casi analizzati, ben 9.700 sono collegabili all’aumento delle temperature dovuto ai cambiamenti climatici. Una cifra che è pari al 37% di tutte le morti legate proprio a climi sempre più aridi.

Fonte: Greenstyle

Buone pratiche

L’economia circolare “for dummies” nella celebre collana Usa

Circular Economy for dummies: un manuale di oltre quattrocento pagine è uscito negli Stati Uniti lo scorso aprile, all’interno della famosa collana didattica “for dummies”. Autori sono lo scienziato ambientale Kyle J. Ritchie e l’architetto Eric Cory Freed. È rivolto a chiunque non abbia la minima idea di cosa sia l’economia circolare. Ma allo stesso tempo approfondisce dei temi specifici che possono interessare professionisti di determinati settori. “Abbiamo fatto del nostro meglio per renderlo digeribile per le persone che sono all’oscuro del tema. I rifiuti sono sempre stati parte della struttura della nostra civiltà, una realtà costante e accettata da tutti. Per questo, quando dico che i rifiuti non devono esistere per forza, che sono semplicemente risorse inutilizzate, è lì che cominciano ad alzarsi muri: la gente pensa che sia solo teoria non applicabile nella pratica. Ma se poi inizi a fornire degli esempi, alcuni mattoni vengono rimossi da quel muro e la gente passa da confusione e incredulità a incoraggiamento e desiderio di saperne di più”, hanno detto gli autori.

Fonte: Economiacircolare.com

Ford, 40% di auto elettriche sul mercato globale entro il 2030

Il gruppo Ford ha annunciato di voler investire almeno 30 miliardi di dollari entro il 2025 per lo sviluppo di vetture elettriche. Entro il 2030, la società prevede il 40% di nuove immatricolazioni elettriche sul mercato globale. Il gruppo automobilistico ha così deciso di ampliare le risorse destinate alle tecnologie elettriche, con un investimento più corposo rispetto ai 22 miliardi annunciati solo pochi mesi fa. Ancora, Ford proprio nelle ultime settimane ha confermato la volontà di lanciarsi nella produzione di batterie, grazie alla partnership stretta con SK Innovation.

Fonte: Ecoblog

Satellite Swot internazionale all’avanguardia per sondare l’acqua del mondo

Quanta acqua scorre nei laghi, nei fiumi e negli oceani della Terra? E come cambia questa cifra nel tempo? L’imminente missione Swot (Surface Water and Ocean Topography) prevede di scoprirlo. Mirando a una data di lancio verso la fine del 2022, questo satellite delle dimensioni di un Suv misurerà l’altezza dell’acqua terrestre. Swot aiuterà i ricercatori a comprendere e monitorare il volume e la posizione dell’acqua – una risorsa finita – in tutto il mondo, realizzando la prima indagine veramente globale della Nasa sulle acque superficiali del pianeta. I dati aiuteranno a monitorare i cambiamenti nelle pianure alluvionali e nelle zone umide, a misurare la quantità di acqua dolce che scorre dentro e fuori dai laghi e dai fiumi della Terra e torna all’oceano e tracciare i cambiamenti regionali del livello del mare a livelli mai visti prima. Fornirà informazioni sulle correnti oceaniche su piccola scala che supporteranno le operazioni marine in tempo reale interessate da maree, correnti, mareggiate, trasporto di sedimenti e problemi di qualità dell’acqua.

Fonte: Nasa

La sostenibilità è sempre più integrata nella governance delle imprese italiane

La sostenibilità è sempre più un asset centrale nella governance aziendale. È quanto emerge dal quarto Osservatorio “Governance della sostenibilità – Rapporto 2020”, realizzato dal Csr manager network, l’associazione italiana che riunisce oltre 200 professionisti della sostenibilità, e da Altis – Università Cattolica del Sacro Cuore, in collaborazione con Assonime (Associazione fra le società italiane per azioni). Sviluppato sull’analisi di oltre 900 documenti societari che riguardano le principali aziende quotate in Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna, il documento premia l’Italia per il suo impegno verso la sostenibilità. Dall’analisi del report, emerge come, in Italia, 35 aziende su 40 tra quelle quotate Ftse-Mib (87,5%) abbiano al loro interno un comitato dedicato agli obiettivi di sostenibilità. L’Italia ottiene risultati rilevanti anche negli aspetti Esg legati alla componente variabile dei meccanismi di remunerazione dei vertici aziendali. Nel 2017 la percentuale di aziende quotate che adottava questo meccanismo era ferma al 40%, mentre oggi 25 aziende su 40 (62,5%) adotta tale politica. Un dato su cui occorre lavorare è, invece, la presenza di profili con competenze legate alla sostenibilità. Dall’analisi dei profili dei consiglieri di amministrazione, emerge che solo poco più della metà delle aziende italiane (57,5%) ha nel CdA membri in cui è possibile identificare competenze specifiche, mediamente, un consigliere su sei.

Fonte: Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile

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