Comunali

La Corte dei Conti indaga sulla Fondazione di Michetti, il professore che Meloni vorrebbe candidato sindaco di Roma

Il business del candidato di Giorgia Meloni a Roma

29 Maggio 2021

Il “candidato civico” di Giorgia Meloni, Enrico Michetti, è sotto indagine della Corte dei Conti del Lazio per alcuni appalti milionari affidati da enti pubblici senza gara. La Procura contabile è abbottonatissima, ma la notizia non depone a favore del cavallo che, forte dei sondaggi, potrebbe correre per il centrodestra la partita del Campidoglio. È anche uno smacco per il candidato-docente che all’Università di Cassino insegna proprio Diritto degli enti locali, e la cui cifra professionale è usata dalla Meloni a metro della distanza coi candidati più “politici” e come livella per gli eccessi istrionici da tribuno delle radio romane.

Ma per chi voteranno i romani? Per il professore, per l’avvocato, l’opinionista o l’imprenditore? Il curriculum di Michetti è lungo ben 18 pagine, più di quello di Draghi. Dal 2017 è insignito del titolo di “benemerito Cavaliere della Repubblica”. Come avvocato dal 1996 difende centinaia di amministratori locali laziali, dal Comune di Ariccia a Zagarolo. Ha difeso Marrazzo, la Regione Lazio, l’Atac e l’Asl dalle pretese della giustizia contabile che bussa ora alla sua porta: lo studio legale in via Giovanni Nicotera 29, a Roma. Qui ha sede legale la “Fondazione Gazzetta Amministrativa”, centro nevralgico di una florida industria di servizi per la pubblica amministrazione (Pa) ma anche fonte di guai per alcuni enti che l’hanno alimentata e si ritrovano ora come Pinocchio tra i gendarmi: l’Anac da una parte, la Corte dei Conti dall’altra.

Abbiamo chiamato il quasi-candidato per saperne di più, non ha mai risposto. Il Michetti-imprenditore potrebbe sembrare solo il “re” dei siti civetta della Pa, ma sarebbe riduttivo. La sua creatura più nota è la Gazzetta amministrativa della Repubblica Italiana, una piattaforma online che per grafica e loghi evoca quella ufficiale edita dal Poligrafico dello Stato. Ma nulla c’entra, e neppure col sito giustiziamministrativa.it. La Gazzetta ha poi figliato “L’Accademia della Pa” per offrire corsi di alta formazione, da non confondere con la Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA) fondata nel 1957 per sfornare quadri e dirigenti sotto l’ombrello del governo. “Mai sentita”, taglia corto la funzionaria che da 12 anni si occupa di formazione alla SNA. Sul sito di Michetti si cercano docenti “in vista dell’apertura delle sedi dell’Accademia in tutto il territorio nazionale”. Per loro, dicono dal call center, è previsto un rimborso spese. Nel 2013 Michetti lancia poi il sito Quotidiano della Pa, da lui diretto. Sembra un bollettino ufficiale del ministero, ma non lo è.

Torniamo alla Gazzetta, il cuore dell’impero: offre soluzioni di formazione, banche dati di norme, sentenze e notizie agli enti locali. Hanno aderito oltre 1.200 enti che – precisano dal call center – “non pagano per servizi commerciali, bensì versano una quota di sottoscrizione in favore della Fondazione”. La quota minima è 100 euro l’anno ma c’è anche l’“adesione istituzionale” da 10mila. Tra gli aderenti-paganti ci sono piccoli e medi comuni, ma pure l’ Accademia di Brera. Le “quote” raccolte sono briciole di un business che sforna torte ben più grosse, anche grazie ad affidamenti senza gara.

Oltre un milione di euro solo dal Consiglio Regionale del Lazio, che nel 2008 spicca il volo con gli abbonamenti alla rivista giuridica per 33mila euro l’anno. Nel 2011 il Consiglio acquista 1500 accessi online al “sistema informativo e di supporto tecnico-giuridico” per i dipendenti: 675mila euro oltre Iva. Nel 2012 compra anche la formazione per loro: 360mila euro. Spese finite nel mirino dell’Anac: quegli affidamenti, secondo l’Anticorruzione, sono tutti diretti, senza gara pubblica e senza una preliminare ricerca comparativa di mercato e dunque illegittimi. A fine 2018, li deferisce alla Procura della Corte dei Conti. Lo stesso fa con altri. Al fondo c’è un nodo tecnico-giuridico raffinato. Se si telefona alla Gazzetta, il refrain è sempre lo stesso: “Siamo una Fondazione istituzionale partecipata da enti pubblici, non vendiamo servizi commerciali, ma forniamo soluzioni in convenzione con gli enti che aderiscono al progetto, sottoscrivendo le quote”. Per l’Anac però si tratta di comuni “forniture di servizi svolti a titolo oneroso”, acquistate perlopiù da un soggetto privato (Gazzetta Amministrativa Srl) e come tali “non possono sussistere i presupposti applicativi degli accordi tra pubbliche amministrazioni”. Come fosse un paravento per aggirare il codice degli appalti.

La Fondazione per tutto brilla, salvo la trasparenza. Dal 2013 offre ai comuni il servizio “Amministrazione Trasparente”. Pagando la quota di 100 euro possono caricare su un sito ospite bilanci, personale, bandi, spese etc. Ma la Fondazione si preoccupa poco dei propri: sul suo sito non c’è nulla di tutto questo, nonostante la stessa legge (art. 51) li imponga alle “Fondazioni e agli enti di diritto privato… con bilancio superiore ai 500mila euro la cui attività sia finanziata in modo maggioritario da pubbliche amministrazioni”. Sarebbe questo il caso, ma la trasparenza si fa col sito degli altri.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

In nome e per conto della Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana, si invia la presente nota – ai sensi e per gli effetti delle disposizioni sulla stampa – in ordine all’articolo pubblicato anche on line sul Vostro Giornale in data 29 maggio 2021 intitolato “La Corte dei Conti indaga sulla Fondazione di Michetti” di Thomas Mackinson.

Più precisamente si contesta la veridicità del contenuto dell’articolo in questione con il quale si vorrebbe attribuire alla scrivente Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana l’esistenza di appalti attenzionati dall’ANAC in ordine ai quali sarebbe in atto un’indagine della Corte dei Conti.

Sul punto si precisa, infatti, che l’unica attività istruttoria espletata dall’ANAC su affidamenti effettuati da parte di pubbliche amministrazioni alla Fondazione riguarda una vicenda risalente al 2016 – conclusa nel 2018 – in ordine alla quale l’Autorità evidenziava l’esistenza di un mero vizio procedurale consistente nell’aver proceduto all’affidamento senza lo svolgimento di una preventiva indagine di mercato.

Ciò nondimeno tale censura non potrebbe comunque integrare alcuna fattispecie di responsabilità erariale (eventualmente soltanto in capo all’ente pubblico affidante) laddove si consideri che le attività in questione vennero svolte dalla Fondazione a costo zero per l’ente pubblico.

Da ultimo, per quanto attiene all’acquisto da parte del Consiglio Regionale del Lazio nel 2008 di abbonamenti a riviste giuridiche, nel 2012 ai servizi di supporto tecnico-giuridico ed a Corsi di Formazione trattasi di attività espletate da soggetto distinto e diverso dalla Fondazione in ordine alle quali, comunque, eventuali verifiche della Corte dei Conti in merito alla correttezza dell’affidamento potrebbero riguardare unicamente l’operato del soggetto pubblico e giammai il soggetto privato che ha svolto regolarmente le attività.

Posto quanto sopra l’articolo di cui trattasi nel fornire una distorta rappresentazione della realtà fattuale scredita nella coerenza, regolarità, correttezza e nella professionalità l’attività istituzionale svolta dalla Fondazione G.A.R.I. così che potrebbe ingenerare spiacevoli valutazioni di sfiducia e grave lesione dell’immagine della medesima.

Il Direttore Generale

Fondazione G.A.R.I.
Avv. Valentina Romani

Replica l’autore

Come evidenziato nell’articolo, l’Autorità Anticorruzione ha trasmesso agli uffici istruttori della Procura della Corte dei Conti del Lazio più contestazioni aventi oggetto appalti affidati da enti pubblici – in assenza di gara e indagine di mercato – agli operatori economici privati “Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana” e “Gazzetta Amministrativa Srl”, entrambi riconducibili all’attività imprenditoriale dell’avv. Enrico Michetti. Abbiamo chiesto all’Anac e alla Procura notizie sullo stato degli approfondimenti in corso. La risposta è stata che, “ai sensi del codice di giustizia contabile, la Procura non può dare informazioni su eventuali indagini in corso fino all’atto di citazione”. Negata anche la possibilità di interloquire con Michetti nonostante sia stato richiesto più volte, ci siamo limitati a ricostruire un quadro delle attività imprenditoriali di Michetti nel settore della PA così come desumibile da atti già pubblici, noti e accessibili a tutti e tramite legittima e corretta indagine giornalistica.

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