Non sanno più a che santo affidarsi e così hanno ben pensato di invocare il Celeste, nel senso di Roberto Formigoni. Perché togliere il vitalizio a Ottaviano Del Turco, condannato per aver ricevuto laute mazzette nell’ambito dell’inchiesta sulla Sanitopoli abruzzese per le quali ancora deve risarcire il danno all’immagine arrecato alla sua regione, ha mandato in tilt Palazzo Madama che traccheggia da quattro mesi senza decidere. Che fare ora che Del Turco è ammalato? Sin qui grandi discussioni di principio tra chi chiede anche per lui l’applicazione delle regole e chi invece invoca la deroga per ragioni umanitarie. Ma in settimana potrebbe esserci una svolta: la Commissione contenziosa del Senato presieduta da Giacomo Caliendo deciderà il ricorso contro la revoca dell’assegno presentato dall’ex presidente della regione Lombardia, che ha perso il privilegio per via dei suoi guai con la giustizia, ma che lo rivuole a tutti i costi: in molti sperano che Caliendo di Forza Italia che ha già bocciato il taglio degli importi degli assegni anche per gli ex senatori con la fedina penale pulita, possa metterci ancora una volta una pezza. Impallinando la delibera nella parte che congela tout court il vitalizio ai condannati senza prevedere eccezione alcuna: che sia indigenza vera o presunta o malattia.

Il tira&molla sul vitalizio da 3.500 euro che continua a essere erogato a Del Turco nonostante la sua condanna sia divenuta definitiva già nel 2018, va avanti a Palazzo Madama da dicembre scorso. Ma adesso se Caliendo darà ragione all’altro ex presidente di regione Formigoni (riconosciuto colpevole di aver asservito la sua funzione agli interessi economici della Fondazione Maugeri e del San Raffaele dietro lauto compenso), la partita potrebbe sbloccarsi pure per lui. Formigoni del resto fa il diavolo a quattro dal 2019: dice di aver subito dal Senato una grande ingiustizia a causa della quale non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena dopo essere caduto in disgrazia. In prima battuta ha ottenuto da Palazzo Madama un sostentamento di 700 euro al mese: un vitalizio di cittadinanza che comunque non gli basta. Rivuole tutti i 7.000 mila euro al mese che il Senato gli erogava fino a due anni e mezzo fa e pure gli arretrati. Lui ci crede e sotto sotto pure a Palazzo si spera: Giacomino, pensaci tu!

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