Demolition man, lo “statista” che si dice orgoglioso di avere un amico dittatore. I post di Scanzi

2 Aprile 2021

“Bin Salman è un dittattore, le femministe sono in galera”

Lei è Loujain Alhathloul. Ha 31 anni.

È stata in prigione quasi 3 anni per aver difeso il diritto di guidare l’automobile delle donne saudite. Il 10 febbraio Loujain è stata scarcerata e ha ritrovato la sua famiglia. Ma non è libera.

Si trova in libertà condizionale per 3 anni e le è stato vietato di lasciare il paese per cinque.

Ha perso molto peso, a causa di due scioperi della fame.

Sua sorella Lina ha dichiarato: “Il regime vuole annientarla. Essere femministe è pericoloso, perché ti mettono in galera Bin Salman non è è un “riformatore progressista”. Di quali riforme stiamo parlando? L’Arabia Saudita è una dittatura”.

Di fronte a simili storie, e simili parole, certi ex premier che che chiamano Bin Salman “my friend” dovrebbero quantomeno provare imbarazzo. E tanto.

Matteo, che gran figo

Gli italiani chiusi in casa, ma lui sta nel paddock a fare il figo.

È tutto meraviglioso.

Dalla Sicilia con orrore

Non ci si crede. Davvero non ci si crede.

I polli boiler e la scelta di smettere di mangiare carne

L’avete visto, ieri, Presadiretta?

Nulla di nuovo, per chi conosce gli allevamenti intensivi ed è diventato vegetariano anche per quello (è il mio caso), ma era davvero tutto tremendo.

Il programma ha mostrato come vivono (si fa per dire) i polli boiler. Una razza costruita in laboratorio, affinché il pulcino diventi pollo adulto macellabile in un mese o poco più. Il 90% dei polli che si mangiano a tavola proviene da quella razza.

La vita (si fa per dire) di questi animali è terrificante. Crescono informi, non riescono a camminare, non vedono mai l’esterno, vivono (si fa per dire) ammassati in capannoni e spesso si infettano e muoiono anzitempo.

Una crudeltà seriale che si ripete, ogni giorno, nell’indifferenza pressoché generale.

Oltre a tutto questo, allevamenti intensivi di questo tipo possono essere spesso il volano ideale di virus spietati.

Dovremmo imparare dai nostri errori, e il Covid ne nasconde tanti, ma andiamo dritti verso la catastrofe fingendo che tutto vada bene.

Stiamo costruendo un mondo tremendo.

DEMOLITION MAN. MATTEO RENZI, LA TRAGEDIA DELLA POLITICA ITALIANA


Tutti sanno chi è il responsabile della crisi di governo più idiota e colpevole della Seconda Repubblica, scatenata nel pieno di una tragica pandemia: Matteo Renzi.
Perse le elezioni del 2018, la Diversamente Lince di Rignano ha aperto le porte al governo Salvimaio, inaugurando dal salotto televisivo di Fabio Fazio la cosiddetta “politica del popcorn” (“consistente più o meno nel vedere il proprio Paese che si sfascia per poi chiosare: io l’avevo detto”).
A seguito della crisi del Papeete, nell’agosto 2019, ha appoggiato un accordo tra Pd e Cinque Stelle, solo per creare subito dopo il “partito ossimoro” Italia Viva. Una formazione che, per usare le parole del giornalista Armando Sommajuolo, ha dimostrato “di avere più voto al Senato che nel resto del Paese”.
Ha quindi iniziato a cannoneggiare dall’interno la maggioranza del Conte II, fino all’epilogo che tutti conosciamo. A colpi di “stai sereno”, Renzi è riuscito dunque nella triplice impresa di accoltellare politicamente prima Letta, poi Marino e infine Conte.
Col suo consueto stile ironico e affilato, in questo libro ci offre la fotografia di un politico caricaturale, farsesco, malato di potere e capace di contraddirsi senza vergogna (basti pensare al Mes, prima definito irrinunciabile e subito accantonato all’arrivo di Mario Draghi), uno “statista senza doti né elettori”, che però riesce a tenere in ostaggio il Paese con i suoi personalismi.
Il risultato è esilarante quanto inquietante: una critica smaliziata di Renzi, dei renziani e del renzismo, cui si accompagna una lucida riflessione sulla crisi atavica della sinistra e sul futuro del Paese, nelle mani dell’anomala maggioranza che sostiene il governo Draghi.

Demolition Man (dal 6 aprile in libreria) è il ritratto definitivo di Matteo Renzi. I lettori non potranno non divertirsi: il diretto interessato, molto meno.

Meno male che c’è Bersani

Il momento è politicamente sconfortante, ma sapere che in mezzo a troppi mariuoli c’è un galantuomo come Bersani fa bene al cuore.

Sempre puntuale, sempre ironico, sempre impeccabile.

Modelli

Il famoso “modello Lombardia”, che piace a Salvini e ai suoi scherani.

C’mon!

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