Un colpo all’Italia e uno alla Spagna. Mentre il quotidiano Abc pubblicava in prima pagina “Il chavismo finanziò con 3,5 milioni di euro il Movimento 5 Stelle ora al governo in Italia”, l’altro quotidiano iberico di riferimento della destra cattolica El Mundo metteva in prima un altro titolo-bomba: “L’ambasciatore di Zapatero in Venezuela, passò denaro off shore alla vicepresidenza di Hugo Chavez”. Il link fra i due articoli lo sancisce Marcos Garcia Rey, autore del primo, ritwittando il secondo. Garcia Rey, tra i fondatori del Master del Mundo in data journalism dell’Università Juan Carlos di Madrid, sostiene di aver “verificato tramite più fonti” la notizia della valigetta di denaro che sarebbe arrivata a Milano per Gianroberto Casaleggio tramite il console Giancarlo Di Martino, il quale ha smentito di aver fatto da intermediario. “Sono sicuro del mio lavoro”, ha spiegato il giornalista freelance, fino ad aprile al Confidencial e membro del Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi vincitore del Premio Pulitzer per i Panama Papers, dopo che, come riportava il sito di Abc, “lo scoop venezuelano era l’apertura di tutti i quotidiani italiani online”. Ad appoggiarlo, il vicedirettore del giornale, Luis Ventoso, che ha ribadito “l’attendibilità assoluta dell’articolo” e la veridicità del documento pubblicato.

Così, mentre in Italia l’esclusiva sul M5S irrompeva nel dibattito politico, quella del Mundo su Zapatero chiudeva lo scontro interno. Da settimane, la stampa di destra rilancia le accuse da parte dei Popolari al governo Sanchez/Podemos sulla gestione della manifestazione dell’8 marzo, a detta loro, focolaio dell’epidemia di Covid a Madrid. Un dossier fake, simile a quello creato dalla destra per gli attentati di Madrid dell’11 marzo 2004, scriveva sabato il quotidiano online vicino a Iglesias, eldiario.es. Il giornale ricordava che come l’allora premier, José Maria Aznar, aveva teorizzato che ci fosse la mano dell’Eta, il terrorismo basco, dietro alle quattro esplosioni alla stazione di Atocha, pur sapendo già della pista di al Qaeda, così oggi il leader del Pp, Pablo Casado, voleva attribuire a Sanchez il Covid. “È un tentativo di far cadere il governo, come fecero con il mio”, ha assicurato in un’intervista sempre a eldiario, l’ex premier Zapatero. E proprio sul suo ambasciatore a Caracas sono le rivelazioni di ieri del Mundo, lo stesso giornale che, nel 2004, raccolse l’intervista all’allora candidato di destra contro Zapatero, Mariano Rajoy, che assicurava che la responsabilità morale degli attentati fosse di Eta e basta. Zapatero ieri ha negato di essere al corrente del denaro passato tra le mani del diplomatico a Caracas, con cui non aveva alcun legame.

Lo scontro sul Paese sudamericano, tuttavia, non è recente in Spagna e in molti casi è stato utilizzato come arma contro socialisti e Podemos. Non ultima la notizia che proprio Abc pubblicò a gennaio sull’incontro all’aeroporto di Madrid tra il ministro dei Trasporti, José Luis Abalos con Delcy Rodriguez, la vicepresidente di Maduro. Sanchez spiegò che Abalos era intervenuto per evitare che la numero due di Maduro atterrasse in suolo spagnolo, contravvenendo alla moratoria internazionale. Sempre Caracas è stata al centro d’inchieste sui finanziamenti a Podemos. Alla formazione di Pablo Iglesias si imputa di aver ricevuto 7,1 milioni di euro in consulenze, tramite una fondazione di cui il leader era membro, dal governo di Chavez tra il 2002 e il 2012. A far riferimento alla “mitomania dei media della destra mondiale contro il Venezuela” su Twitter è stato il ministro degli Esteri di Maduro, Jorge Arreaza. “Riciclano vecchie fake news con sensazionalismo spudorato. Intraprenderemo azioni legali. Basta!”, ha assicurato Arreaza.

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