Ci sono storie che permettono di cogliere, “nell’analisi del piccolo momento singolo, il cristallo dell’accadere totale”. Quella di Vincenza Amato, 65 anni, responsabile dell’unità Igiene e sanità pubblica dell’Ats di Bergamo, è una di queste. È morta il 24 marzo, con il sorriso fino all’ultimo sotto al casco per l’ossigeno ad alti flussi, come ha […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 14,99€ / mese

Articolo Precedente

Briatore, Casini e Montezemolo: i frugali d’Italia

prev
Articolo Successivo

Plasma, il protocollo chiesto fin da marzo “Avrebbe salvato vite”

next