Ci aveva lavorato per più di un anno, alla preparazione del tour internazionale. Qual era la prima data, caro Giovanni Caccamo? Il 9 aprile. A Wuhan. E invece. C’è un ideogramma giapponese per la parola “crisi”. Due disegni: uno rappresenta il “pericolo”, l’altro l’“opportunità”. Così si è piazzato sul balcone di casa, e ha colto […]

Per continuare a leggere questo articolo
Abbonati a Il Fatto Quotidiano

Abbonati a soli 14,99€ / mese

Articolo Precedente

Gli Avatar non finiscono mai: 5 sequel fino al 2027

prev
Articolo Successivo

“Mastervirus”: gli scienziati sono i nuovi mostri televisivi

next