Le mascherine, certo, ma stiamo scarsi pure a veli pietosi

18 Marzo 2020

Questo coronavirus sta cambiando la geografia intellettuale delle soi-disant classi dirigenti in una maniera tanto rapida quanto inaspettata.

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Pensate cosa ti è arrivato a dire un onesto sindaco del Pd di rito democristiano come Emilio Del Bono, primo cittadino di Brescia, città purtroppo assai colpita dai contagi: “Un gigante industriale come la Lombardia si è dimostrata fragilissima nella produzione di beni come le mascherine e i respiratori. Questo ci fa riflettere sul fatto che in alcune cose dipendiamo troppo dall’estero. Alcune filiere dovrebbero essere protette e attivabili rapidamente”, ha spiegato ieri sul Fatto. Ma come “dipendiamo dall’estero”? Ma non s’era detto che ormai era roba del passato? Noi stavamo ancora lì che “Imagine there’s no countries” e invece si scopre che alcuni settori fondamentali vanno tutelati per evitare di trovarsi con le pezze al culo in caso di bisogno. Diciamocelo: qui non si capisce più niente. Cos’altro ci toccherà scoprire se continuiamo così? Magari le virtù taumaturgiche della spesa pubblica in crisi da gente che sosteneva che meno deficit fai e più cresci. O la bellezza di finanziare in disavanzo il Servizio sanitario nazionale da quelli che “sulla sanità si può tagliare ancora per 5 miliardi”. Di questo passo potrebbe persino accadere che quello che ha detto che oltre una certa soglia fissa il debito è male ti dica che quella soglia non esiste. Cosa? Dite che è già successo? Questo Covid-19 è davvero velocissimo: c’è il tema dei posti letto, verissimo, ma pure le riserve di veli pietosi sono a rischio.

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